<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Renato Giussani &#187; Pensieri</title>
	<atom:link href="http://www.renatogiussani.it/category/pensieri/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.renatogiussani.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 03 Jan 2024 09:18:43 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.5.1</generator>
		<item>
		<title>Heathkit EA-3</title>
		<link>http://www.renatogiussani.it/heathkit-ea-3/</link>
		<comments>http://www.renatogiussani.it/heathkit-ea-3/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 19 Oct 2008 14:09:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[amplificatore]]></category>
		<category><![CDATA[autocostruttori]]></category>
		<category><![CDATA[sensazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.renatogiussani.it/?p=1081</guid>
		<description><![CDATA[<p>La settimana scorsa sono rientrato in possesso del mio primo amplificatore hi-fi di 45 anni fa. E&#8217; un Heathkit EA-3 che era stato montato da Gianfranco Maria Binari, che me lo aveva poi venduto nel 1963 per acquistare un più potente Fisher stereo. Io avevo poi venduto l&#8217;Heathkit al mio compagno di banco del liceo Ferdinando Carcione, che ora me lo ha reso, purtroppo in condizioni abbastanza pietose&#8230; Però, dopo una energica pulita, sia estetica che funzionale (comprendente la disossidazione di tutti i commutatori, potenziometri, ingressi e uscite con l&#8217;apposito liquido), l&#8217;amplificatore sembrava mostrare già una certa voglia di ricominciare [...]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.renatogiussani.it/heathkit-ea-3/">Heathkit EA-3</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.renatogiussani.it">Renato Giussani</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1082" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.renatogiussani.it/wp-content/uploads/Heathkit-EA-3.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.renatogiussani.it/wp-content/uploads/Heathkit-EA-3-300x144.jpg" alt="Heathkit-EA-3" title="Heathkit EA-3" width="300" height="144" class="size-medium wp-image-1082" /></a><p class="wp-caption-text">Heathkit-EA-3</p></div>
<p>La settimana scorsa sono rientrato in possesso del mio primo amplificatore hi-fi di 45 anni fa.<br />
E&#8217; un Heathkit EA-3 che era stato montato da Gianfranco Maria Binari, che me lo aveva poi venduto nel 1963 per acquistare un più potente Fisher stereo.<br />
Io avevo poi venduto l&#8217;Heathkit al mio compagno di banco del liceo Ferdinando Carcione, che ora me lo ha reso, purtroppo in condizioni abbastanza pietose&#8230;<br />
Però, dopo una energica pulita, sia estetica che funzionale (comprendente la disossidazione di tutti i commutatori, potenziometri, ingressi e uscite con l&#8217;apposito liquido), l&#8217;amplificatore sembrava mostrare già una certa voglia di ricominciare a funzionare.<br />
A questo punto, verificato che quello che mi ricordavo (e cioè che l&#8217;alimentazione dell&#8217;ampli doveva essere a 110 Volt), ho pensato di cominciare ad alimentarlo con circa metà tensione per vedere di far &#8220;rianimare&#8221; piano piano gli elettrolitici, che altrimenti sarebbero sicuramente scoppiati&#8230;:</p>
<div class="clear"></div>
<div id="attachment_1083" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.renatogiussani.it/wp-content/uploads/EA-3_Alimentazione.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.renatogiussani.it/wp-content/uploads/EA-3_Alimentazione-300x190.jpg" alt="EA-3 - Alimentazione" title="EA-3 - Alimentazione" width="300" height="190" class="size-medium wp-image-1083" /></a><p class="wp-caption-text">EA-3 &#8211; Alimentazione</p></div>
<p>Dopo avere predisposto due autotrasformatori 220/125 in cascata per garantirmi una tensione di alimentazione di 71 Volt, ho innestato la spina e ruotato la manopola degli alti, che è quella dotata dell&#8217;interruttore di accensione.<br />
Lasciato l&#8217;apparecchio a &#8220;frollare&#8221; per un&#8217;oretta, ad un certo punto la spia di accensione al neon sul pannello frontale si è accesa!<br />
Allora ho aspettato un altro po&#8217; e poi, dopo avere collegato all&#8217;uscita altoparlanti (8 ohm) una NPS-1000, ho provato ad iniettare il segnale in uscita dal mio pre McIntosh nell&#8217;ingresso Tuner dell&#8217;EA-3 (che oltre all&#8217;ingresso ad alto livello Tuner possiede anche un Mag. con equalizzazione RIAA per testine magnetiche e uno Xtal, per testine piezoelettriche).<br />
Naturalmente non si sentiva nulla, se non un lieve ronzio.<br />
Un&#8217;occhiata alle valvole mi ha permesso di vedere che se ne accendevano solo tre su sei (la raddrizzatrice e le due EL-84 finali).<br />
Un rapido controllo alle tensioni e al cablaggio sotto al telaio mi ha permesso di scoprire una saldatura ossidata proprio sulla linea di alimentazione dei filamenti delle valvole.<br />
Ripristinata la saldatura le valvole si sono accese tutte e la NPS-1000 ha cominciato a suonare!<br />
A questo punto ho alzato l&#8217;alimentazione a circa 90 Volt e ho fatto funzionare l&#8217;ampli per un&#8217;altra ora.<br />
Poco fa sono finalmente passato a 125 Volt e tutto sembra procedere bene.<br />
Certamente volendo ottenere le prestazioni &#8220;come nuovo&#8221; dovrei montare valvole nuove, cambiare un po&#8217; di elettrolitici e verificare tutte le tensioni (ho già ordinato il Service Manual su internet), ma lo scopo dell&#8217;operazione non era dotarmi di un ulteriore ampli di piccola potenza e per di più mono da usare davvero.<br />
Quello che volevo ottenere era di rimettere &#8220;in strada&#8221; il mio ampli di 45 anni fa. E meno cose avessi cambiato meglio era&#8230;<br />
La foto che segue è proprio il mio Heathkit com&#8217;è ora, mentre sta funzionando collegato alla NPS-1000 sinistra. Come vedete ha una manopola in più al centro del pannello frontale. Io non ricordo di averla mai montata e anche Nando dice di non averlo fatto. Dato che non ricordavo di avere mai letto la sigla EA-3 al centro del pannello (che in effetti è nascosta dalla manopola) probabilmente quella modifica c&#8217;era già quando l&#8217;ampli mi venne consegnato da Binari. La manopola è montata su un semplice interruttore al quale pervengono alcuni componenti provenienti dal controllo di volume. Ho il dubbio che serva ad ottenere un controllo di loudness. Chiederò a Binari e/o verificherò meglio in un altro momento. Per ora mi basta che il mio caro vecchietto funzioni di nuovo&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.renatogiussani.it/heathkit-ea-3/">Heathkit EA-3</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.renatogiussani.it">Renato Giussani</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.renatogiussani.it/heathkit-ea-3/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;ingegnere</title>
		<link>http://www.renatogiussani.it/lingegnere/</link>
		<comments>http://www.renatogiussani.it/lingegnere/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 21 Jul 2007 14:15:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[percezione]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[sensazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.renatogiussani.it/?p=1085</guid>
		<description><![CDATA[<p>Stamane ho sentito Buzz Aldrin (chi non sa chi è&#8230;?) intervistato alla radio dire questa verità: &#8220;&#8230; Vede questo bicchiere d&#8217;acqua qui davanti&#8230; Per un per un pessimista è mezzo vuoto&#8230; Per un ottimista è mezzo pieno&#8230; Per un ingegnere è semplicemente troppo grande&#8230;&#8221; Io, che ingegnere (meccanico) lo sono ed ho avuto la ventura di lavorare al fianco di molti ingegneri (di cui molti &#8220;anche nell&#8217;animo&#8221;&#8230;) di varia specializzazione ed estrazione, sento di potere in gran parte concordare con il detto riportato da Buzz. Per quanto riguarda me e molti miei amici, però, una piccola distinzione la farei. E [...]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.renatogiussani.it/lingegnere/">L&#8217;ingegnere</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.renatogiussani.it">Renato Giussani</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Stamane ho sentito Buzz Aldrin (chi non sa chi è&#8230;?) intervistato alla radio dire questa verità:</p>
<p>&#8220;&#8230; Vede questo bicchiere d&#8217;acqua qui davanti&#8230; Per un per un pessimista è mezzo vuoto&#8230; Per un ottimista è mezzo pieno&#8230; Per un ingegnere è semplicemente troppo grande&#8230;&#8221;</p>
<p>Io, che ingegnere (meccanico) lo sono ed ho avuto la ventura di lavorare al fianco di molti ingegneri (di cui molti &#8220;anche nell&#8217;animo&#8221;&#8230;) di varia specializzazione ed estrazione, sento di potere in gran parte concordare con il detto riportato da Buzz.<br />
Per quanto riguarda me e molti miei amici, però, una piccola distinzione la farei. E consiste nel chiedersi cosa direbbe, posto di fronte allo stesso bicchiere, un ingegnere pessimista.<br />
O magari un ingegnere ottimista.<br />
O, tanto per complicarci ulteriormente la vita&#8230; Un ingegnere scettico-relativista&#8230;<br />
Magari della strana specie di quelli che non sono &#8220;solo&#8221; meccanici, elettrotecnici, elettronici, edili, ma che magari abbiano saputo imparare qualcosa anche dai giornalisti e dagli architetti, o anche dai fotografi, o perché no dai registi cinematografici&#8230;</p>
<p>Io credo di potermi tranquillamente considerare membro di questo ultimo gruppo. E come tale direi che quel bicchiere è sicuramente pieno a metà, ma aggiungerei che magari così (rispetto alla situazione in cui fosse pieno fino all&#8217;orlo) è più comodo accostarlo alle labbra per bere senza versare nemmeno una goccia del suo prezioso contenuto&#8230;<br />
Mentre, per quanto riguarda la sola informazione soggettiva che provo guardandolo, potrei aggiungere che:</p>
<p>- Se la mia prospettiva è laterale, potrò senza dubbio trarre dalla mia sensazione visiva una informazione abbastanza corretta da qualsiasi distanza, ma se lo guardassi dall&#8217;alto (in verticale perfetta e non troppo da vicino) e il bicchiere fosse perfettamente cilindrico, il solo guardarlo non sarebbe affatto sufficiente a farmi capire se è pieno o no e quanto.</p>
<p>- Mentre, se il bicchiere fosse troncoconico (più largo in alto e più piccolo alla base) anche guardandolo in verticale, sia da vicino che da lontano qualcosa potrei capirla lo stesso. E una sensazione immediata di &#8220;mezzo pieno&#8221; o &#8220;mezzo vuoto&#8221; potrei trarla comunque anche usando solo i miei occhi, e non, con metodo &#8220;ingegneristico&#8221; usando anche un un calibro e una bilancia.</p>
<p>Nel caso in cui volessimo trasporre questi ragionamenti alla scena acustica offerta da un sistema stereofonico, potremmo ad esempio parlare della sensazione di coerenza, ampiezza e profondità offerta da un sistema convenzionale ascoltato da posizione centrale e quella offerta invece da un sistema <a href="http://www.giussani-research.it/emissione-nps/"><b>NPS</b></a> ad un ascoltatore che si trovi in posizione decentrata.<br />
Ecco allora che in questo caso, all&#8217;ingegnere, non basterebbe più dire che quella posizione non è quella prevista come ottimale da chi ha registrato il disco che stiamo ascoltando, dato che con l&#8217;<a href="http://www.giussani-research.it/emissione-nps/"><b>NPS</b></a> (un po&#8217; come con il bicchiere) è proprio la posizione decentrata a consentirci di ricostruire un buon numero di informazioni spaziali in più&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.renatogiussani.it/lingegnere/">L&#8217;ingegnere</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.renatogiussani.it">Renato Giussani</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.renatogiussani.it/lingegnere/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Dal vivo</title>
		<link>http://www.renatogiussani.it/dal-vivo/</link>
		<comments>http://www.renatogiussani.it/dal-vivo/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 21 Apr 2007 14:16:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>
		<category><![CDATA[nps]]></category>
		<category><![CDATA[udito]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.renatogiussani.it/?p=1087</guid>
		<description><![CDATA[<p>Vorrei trasferirvi una considerazione che potrebbe piacere particolarmente al mio amico fotografo e audiofilo Piero Rossi: Alcune sere fa sono stato ospite ad una cena Fortis (orologi) a BaselWorld e, mentre tutti mangiavamo e parlavamo amabilmente, un gruppo di musicisti ci ha allietato con pianoforte, violoncello, basso e canto. Buona musica da camera&#8230; Ebbene, dopo tanti ascolti fatti sia pure con molte casse e impianti di ottima qualità, ho riassaporato una volta di più le sensazioni uniche dell&#8217;ascolto dal vivo. La sensazione che provavo era simile a quella che provo tuttora quando tolgo gli occhiali. Anche se si tratta di [...]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.renatogiussani.it/dal-vivo/">Dal vivo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.renatogiussani.it">Renato Giussani</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei trasferirvi una considerazione che potrebbe piacere particolarmente al mio amico fotografo e audiofilo Piero Rossi:</p>
<p>Alcune sere fa sono stato ospite ad una cena Fortis (orologi) a BaselWorld e, mentre tutti mangiavamo e parlavamo amabilmente, un gruppo di musicisti ci ha allietato con pianoforte, violoncello, basso e canto. Buona musica da camera&#8230;</p>
<p>Ebbene, dopo tanti ascolti fatti sia pure con molte casse e impianti di ottima qualità, ho riassaporato una volta di più le sensazioni uniche dell&#8217;ascolto dal vivo.</p>
<p>La sensazione che provavo era simile a quella che provo tuttora quando tolgo gli occhiali. Anche se si tratta di quelli da vista. Magari vedo meno bene, ma è come se fra me e il mondo che guardo venga eliminato un filtro che riduce comunque in una qualche misura la sensazione di tridimensionalità e soprattutto di assoluta &#8220;indipendenza&#8221; di ogni particolare da tutti gli altri e dal fondo.</p>
<p>Immaginate di guardare verso l&#8217;esterno dall&#8217;interno di un ambiente chiuso (un ristorante&#8230;?) attraverso una grande vetrata. Per quanto essa sia trasparente e pulita la sensazione non è mai esattamente uguale a quella che si prova quando non c&#8217;è.</p>
<p>Allora&#8230; Passiamo ad approfondire l&#8217;argomento, sia pure rimanendo nell&#8217;ambito dell&#8217;analogia ottica:</p>
<p>Poniamo ora fra noi e la scena che stiamo guardando (caratterizzata da tanti colori diversi) un vetro colorato.</p>
<p>Qualsiasi sia il colore e per quanto tenue esso sia, il suo colore si sommerà (in senso algebrico) a tutti i colori di tutti i particolari della scena che stiamo osservando modificandoli tutti nella stessa direzione, ovvero applicando a tutti la stessa funzione di trasferimento. E&#8217; una alterazione dello spettro naturale che viene applicata allo spettro di tutta la scena, tutta insieme. E basta questo fatto per metterci in condizione di accorgerci della presenza del &#8220;filtro&#8221; anche se gli oggetti contenuti nella scena non sono da noi conosciuti in modo perfetto.</p>
<p>La stessa cosa avviene quando la &#8220;scena acustica&#8221; viene &#8220;filtrata&#8221; da un unico altoparlante (o un sistema di altoparlanti relativamente &#8220;semplice&#8221;).</p>
<p>La sua risposta in frequenza va ad alterare lo spettro di tutti gli elementi di quella scena &#8220;tutti nello stesso identico modo&#8221; rendendo evidente la presenza &#8220;dell&#8217;altoparlante&#8221; fra noi e il suono reale.</p>
<p>Come si potrebbe cercare di limitare e ridurre questo fenomeno?</p>
<p>Ma è &#8220;semplice&#8221;&#8230;</p>
<p>Usando tanti altoparlanti differenti per ciascun &#8220;elemento&#8221; delle stessa scena.</p>
<p>Ed è proprio quello che Giammaria ed io abbiamo fatto nel &#8217;78 quando abbiamo usato due Delta 4, mai esattamente identiche fra loro e poste in due posizioni diverse in ambiente, per riprodurre il suoni di un sassofono e di una coppia di tumba. L&#8217;uno a sinistra e le altre a destra.</p>
<p>E quando dobbiamo riprodurre i suoni emessi da un intero gruppo di musicisti (più di due) registrato sì in stereo ma disposti sulla scena in modo da venir successivamente riprodotti contemporaneamente da entrambe le casse?</p>
<p>Un sistema che può aiutare a ridurre &#8220;l&#8217;effetto filtro&#8221; è proprio l&#8217;NPS&#8230; Nel quale i vari suoni e i vari strumenti, essendo dotati di spettri acustici differenti sia pure spesso molto sovrapposti, vengono statisticamente riprodotti contemporaneamente in una percentuale a volte molto rilevante da gruppi di altoparlanti diversi&#8230;</p>
<p>ADDENDA&#8230; A MAGGIORE SPIEGAZIONE&#8230;</p>
<p>&#8220;&#8230;l&#8217;NPS&#8230; Nel quale i vari suoni e i vari strumenti, essendo dotati di spettri acustici differenti sia pure spesso molto sovrapposti, vengono statisticamente riprodotti contemporaneamente in una percentuale a volte molto rilevante da gruppi di altoparlanti diversi&#8230;&#8221;</p>
<p>Stessa cosa (in percentuale molto inferiore a 100) di quando i diversi strumenti vengono riprodotti da altrettante cassa diverse (tipo il sax, la tumba e le due Delta4/78).</p>
<p>Un sistema monovia da questo punto di vista è il peggiore.</p>
<p>Un sistema multivia &#8220;migliora&#8221; all&#8217;aumentare delle vie fra le quali è suddiviso lo spettro (e nelle 1000 ce ne sono 6).</p>
<p>Naturalmente due strumenti diversi dotati di spettro di emissione identico non usufruiscono affatto del beneficio di essere emessi da un sistema NPS.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.renatogiussani.it/dal-vivo/">Dal vivo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.renatogiussani.it">Renato Giussani</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.renatogiussani.it/dal-vivo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Aneddoto</title>
		<link>http://www.renatogiussani.it/aneddoto/</link>
		<comments>http://www.renatogiussani.it/aneddoto/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Mar 2006 00:56:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>renato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.renatogiussani.it/?p=351</guid>
		<description><![CDATA[<p>Esperienza vissuta durante l&#8217;esame di Macchine all&#8217;Università La Sapienza di Roma, con il Prof. Arnaldo Castagna (negli anni &#8217;70 del 1900)&#8230; &#8230;Un ragazzo mooolto studioso e mooolto preparato, alla semplice domanda di Castanga su quanto tempo avrebbe impiegato un certo grave, date certe condizioni iniziali, a toccare il suolo, dopo avere calcolato con la massima attenzione il tutto (ma non riuscendo comunque ad evitare un banalissimo errore di virgola) dette una risposta evidentemente sbagliata. Castagna gli chiese (non è una barzelletta, ero presente personalmente, dato che fui l&#8217;esaminato successivo&#8230; E forse questo episodio mi fu favorevole) di salire in piedi [...]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.renatogiussani.it/aneddoto/">Aneddoto</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.renatogiussani.it">Renato Giussani</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Esperienza vissuta durante l&#8217;esame di Macchine all&#8217;Università La Sapienza di Roma, con il Prof. Arnaldo Castagna (negli anni &#8217;70 del 1900)&#8230;</p>
<p>&#8230;Un ragazzo mooolto studioso e mooolto preparato, alla semplice domanda di Castanga su quanto tempo avrebbe impiegato un certo grave, date certe condizioni iniziali, a toccare il suolo, dopo avere calcolato con la massima attenzione il tutto (ma non riuscendo comunque ad evitare un banalissimo errore di virgola) dette una risposta evidentemente sbagliata.</p>
<p>Castagna gli chiese (non è una barzelletta, ero presente personalmente, dato che fui l&#8217;esaminato successivo&#8230; E forse questo episodio mi fu favorevole) di salire in piedi sulla sua scrivania. Poi gli chiese di saltare giù. Cosa che lo studente, un po&#8217; perplesso, fece comunque senza obiettare toccando terra dopo una frazione di secondo. Nel frattempo il Prof. scriveva alcuni appunti su un suo blocco. Dopo un bel po&#8217; guardò verso il malcapitato e gli chiese : &#8220;Come&#8230; è già a terra&#8230;? Credevo di dover aspettare ancora parecchi secondi! Vada pure&#8230; Si accomodi&#8230; Torni quando avrà &#8220;capito&#8221;&#8230;&#8221;</p>
<p>L&#8217;ultima domanda della mia interrogazione (dopo un bel po&#8217; di dimostrazioni di teoremi e di domandine teoriche cattive) invece fu: &#8220;&#8230;A cosa servono quelle mezze lune sulle ruote delle locomotive a vapore?&#8221;. Io ricordo benissimo che non scrissi nessuna equazione, sulla lavagna, ma risposi subito a colpo sicuro &#8221; Ad equilibrare la massa delle bielle, professore!&#8221;. Lui mi disse subito: &#8220;Si accomodi pure, il voto è trenta e lode&#8230;&#8221;.</p>
<p>Ciononostante, il mondo è tuttora pieno di serissimi e preparatissimi progettisti/imprenditori che stanno ancora cercando &#8220;avidamente&#8221; di realizzare la famosa &#8220;sfera pulsante&#8221; in quanto sono convinti che si tratti della &#8220;sorgente acustica ideale&#8221;.<br />
Non hanno &#8220;capito&#8221; che la parola &#8220;ideale&#8221; in questo caso non significa &#8220;magnifica&#8221;, &#8220;perfetta&#8221;, &#8220;migliore in assoluto&#8221;, bensì solamente che è un &#8220;modello ideale&#8221; (da usare tipo &#8220;mattone&#8221;) per poterci fare dei calcoli che altrimenti sarebbero troppo difficili, ma che con le sorgenti reali e la loro necessità di ottimizzazione in campo hi-fi non ha proprio nulla a che vedere (e, tanto per non uscire troppo dal seminato, il DSR, ad esempio, tutto ciò lo ha dimostrato sul campo da &#8220;molto&#8221; tempo)&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.renatogiussani.it/aneddoto/">Aneddoto</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.renatogiussani.it">Renato Giussani</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.renatogiussani.it/aneddoto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>EMPS &#8211; Versione 3</title>
		<link>http://www.renatogiussani.it/emps-versione-3/</link>
		<comments>http://www.renatogiussani.it/emps-versione-3/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 26 Feb 2006 12:02:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[propulsione]]></category>
		<category><![CDATA[ufo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.renatogiussani.it/?p=670</guid>
		<description><![CDATA[<p>Tratto da un messaggio del mio forum privato Tempo fa ho letto su internet che che un ricercatore russo avrebbe scoperto che facendo ruotare un magnete ad una velocità sufficientemente elevata questo mostrava di perdere peso (non so però secondo quale asse, rispetto ai suoi poli). Questa mattina mi è venuta voglia di provare a far mente locale su cosa potrebbe succedere se si riuscisse a porre un magnete in rotazione ad una velocità tale che le linee di forza da esso generate fossero costrette a spostarsi ad una velocità periferica frazione significativa della velocità della luce c. Beh&#8230; Non [...]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.renatogiussani.it/emps-versione-3/">EMPS &#8211; Versione 3</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.renatogiussani.it">Renato Giussani</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Tratto da un messaggio del mio forum privato</p>
<p>Tempo fa ho letto su internet che che un ricercatore russo avrebbe scoperto che facendo ruotare un magnete ad una velocità sufficientemente elevata questo mostrava di perdere peso (non so però secondo quale asse, rispetto ai suoi poli).<br />
Questa mattina mi è venuta voglia di provare a far mente locale su cosa potrebbe succedere se si riuscisse a porre un magnete in rotazione ad una velocità tale che le linee di forza da esso generate fossero costrette a spostarsi ad una velocità periferica frazione significativa della velocità della luce c.<br />
Beh&#8230; Non è che sia tutto così semplice. In pratica noi sappiamo che tali linee di forza non si instaurano &#8220;istantaneamente&#8221; e che se a partire da una data posizione angolare noi imprimiamo una veloce rotazione di tot gradi (proviamo per il momento ad ipotizzarla addirittura istantanea) al nostro magnete, le nuove linee di forza che questo &#8220;proietterà&#8221; nello spazio circostante impiegheranno un certo tempo a formarsi ed è possibile che quando si saranno instaurate avranno comunque fatto in tempo ad interagire con parte di quelle preesistenti generate dal magnete nella sua posizione di partenza, che però non occupa più. Insomma studiando bene il tutto, non è detto che modulando opportunamente posizione e dimensioni del magnete e sua  velocità di rotazione non si possa effettivamente assistere ad un effetto propulsivo che, ove fosse opposto alla forza di gravità, gli farebbe effettivamente perdere peso.<br />
Per ora mi fermo qui. Come vedete è solo un abbozzo concettuale molto rozzo (non ho ancora individuato le effettive interazioni temporali necessarie per ottenere l&#8217;effetto desiderato) e non sono ancora riuscito a vedere cosa avverrebbe effettivamente dal punto di vista quantitativo in condizioni sia pure del tutto ipotetiche (più o meno come nel caso della famosa &#8220;sfera pulsante&#8221; quando si ragiona di acustica…). Però, per una volta, non mi dispiacerebbe che qualcun altro si potesse applicare a definire un modello ideale plausibile di questo &#8220;magnete rotante&#8221; ed a scrivere le equazioni che ci potrebbero dire cosa potrebbe succedere al variare dei vari parametri coinvolti (ove il modello matematico fosse messo dentro ad un PC&#8230;).<br />
L&#8217;unico parametro che non potrebbe variare punto sarebbe la solita costante c (ovvero la velocità alla quale le linee di forza “cambierebbero forma”)&#8230;</p>
<hr />
<b><a href="emps">EMPS (Electromagnetic Propulsion System)</a></b><br />
<b><a href="emps-ulteriore-esemplificazione">ULTERIORE ESEMPLIFICAZIONE</a></b><br />
<b><a href="emps-proseguendo">PROSEGUENDO&#8230;</a></b><br />
<b><a href="emps-commenti">COMMENTI</a></b><br />
<b><a href="emps-versione-2">EMPS VERSIONE 2</a></b></p>
<div class="clear"></div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.renatogiussani.it/emps-versione-3/">EMPS &#8211; Versione 3</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.renatogiussani.it">Renato Giussani</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.renatogiussani.it/emps-versione-3/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Fusione Fredda</title>
		<link>http://www.renatogiussani.it/fusione-fredda/</link>
		<comments>http://www.renatogiussani.it/fusione-fredda/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 15 Feb 2006 12:41:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[fusione]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.renatogiussani.it/?p=695</guid>
		<description><![CDATA[<p>ENEA &#8211; Ente per le Nuove tecnologie l&#8217;Energia e l&#8217;Ambiente &#8211; Unità Tecnico Scientifica Fusione, Centro Ricerche Frascati, Roma Puoi scaricare il pdf</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.renatogiussani.it/fusione-fredda/">Fusione Fredda</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.renatogiussani.it">Renato Giussani</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>ENEA &#8211; Ente per le Nuove tecnologie l&#8217;Energia e l&#8217;Ambiente &#8211; Unità Tecnico Scientifica Fusione, Centro Ricerche Frascati, Roma</p>
<p><a href="/pdf/fusione-fredda.pdf" title="Scarica il PDF" class="pdflink">Puoi scaricare il pdf</a></p>
<p><!--    <iframe width="630" scrolling="no" height="500" frameborder="0" allowfullscreen="" src="http://www.renatogiussani.it/wp-content/flipbooks/fusione-fredda/index.html"></iframe>&#8211;> </p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.renatogiussani.it/fusione-fredda/">Fusione Fredda</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.renatogiussani.it">Renato Giussani</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.renatogiussani.it/fusione-fredda/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Importanti previsioni per i prossimi 1000 anni&#8230;</title>
		<link>http://www.renatogiussani.it/importanti-previsioni-per-i-prossimi-1000-anni/</link>
		<comments>http://www.renatogiussani.it/importanti-previsioni-per-i-prossimi-1000-anni/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 15 Feb 2006 12:09:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[flipbook]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.renatogiussani.it/?p=682</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Cesare Marchetti Puoi scaricare il pdf</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.renatogiussani.it/importanti-previsioni-per-i-prossimi-1000-anni/">Importanti previsioni per i prossimi 1000 anni&#8230;</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.renatogiussani.it">Renato Giussani</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>di Cesare Marchetti</p>
<p><a href="/pdf/1000-anni.pdf" title="Scarica il PDF" class="pdflink">Puoi scaricare il pdf</a></p>
<p><!--    <iframe width="630" scrolling="no" height="500" frameborder="0" allowfullscreen="" src="http://www.renatogiussani.it/wp-content/flipbooks/1000-anni/index.html"></iframe>&#8211;> </p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.renatogiussani.it/importanti-previsioni-per-i-prossimi-1000-anni/">Importanti previsioni per i prossimi 1000 anni&#8230;</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.renatogiussani.it">Renato Giussani</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.renatogiussani.it/importanti-previsioni-per-i-prossimi-1000-anni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>M!nd &#8211; Virus</title>
		<link>http://www.renatogiussani.it/mind-virus/</link>
		<comments>http://www.renatogiussani.it/mind-virus/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 14 Jan 2006 14:21:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[flipbook]]></category>
		<category><![CDATA[m!nd]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.renatogiussani.it/?p=647</guid>
		<description><![CDATA[<p>Tratto da M!nd, Gennaio 2006 VIRUS Non tutto il male vien per nuocere Puoi scaricare il pdf</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.renatogiussani.it/mind-virus/">M!nd &#8211; Virus</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.renatogiussani.it">Renato Giussani</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Tratto da M!nd, Gennaio 2006<br />
VIRUS<br />
Non tutto il male vien per nuocere<br />
</p>
<p><a href="/pdf/mind/VIRUS.pdf" title="Scarica il PDF" class="pdflink">Puoi scaricare il pdf</a></p>
<p><!--    <iframe width="630" scrolling="no" height="500" frameborder="0" allowfullscreen="" src="http://www.renatogiussani.it/wp-content/flipbooks/mind/virus/index.html"></iframe>&#8211;> </p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.renatogiussani.it/mind-virus/">M!nd &#8211; Virus</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.renatogiussani.it">Renato Giussani</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.renatogiussani.it/mind-virus/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>M!nd &#8211; Energia nucleare</title>
		<link>http://www.renatogiussani.it/mind-energia-nucleare/</link>
		<comments>http://www.renatogiussani.it/mind-energia-nucleare/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 14 Jan 2006 14:19:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[flipbook]]></category>
		<category><![CDATA[m!nd]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.renatogiussani.it/?p=645</guid>
		<description><![CDATA[<p>Tratto da M!nd, Gennaio 2006 ENERGIA NUCLEARE Presente e futuro Puoi scaricare il pdf</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.renatogiussani.it/mind-energia-nucleare/">M!nd &#8211; Energia nucleare</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.renatogiussani.it">Renato Giussani</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Tratto da M!nd, Gennaio 2006<br />
ENERGIA NUCLEARE<br />
Presente e futuro<br />
</p>
<p><a href="/pdf/mind/NUCLEARE.pdf" title="Scarica il PDF" class="pdflink">Puoi scaricare il pdf</a></p>
<p><!--    <iframe width="630" scrolling="no" height="500" frameborder="0" allowfullscreen="" src="http://www.renatogiussani.it/wp-content/flipbooks/mind/nucleare/index.html"></iframe>&#8211;> </p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.renatogiussani.it/mind-energia-nucleare/">M!nd &#8211; Energia nucleare</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.renatogiussani.it">Renato Giussani</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.renatogiussani.it/mind-energia-nucleare/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>M!nd &#8211; Relatività e campi</title>
		<link>http://www.renatogiussani.it/mind-paradossi/</link>
		<comments>http://www.renatogiussani.it/mind-paradossi/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 14 Dec 2005 14:17:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[flipbook]]></category>
		<category><![CDATA[m!nd]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.renatogiussani.it/?p=643</guid>
		<description><![CDATA[<p>Tratto da M!nd n.4, Dicembre 2005 RELATIVITÀ E CAMPI I conti non tornano Puoi scaricare il pdf</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.renatogiussani.it/mind-paradossi/">M!nd &#8211; Relatività e campi</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.renatogiussani.it">Renato Giussani</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Tratto da M!nd n.4, Dicembre 2005<br />
RELATIVITÀ E CAMPI<br />
I conti non tornano<br />
</p>
<p><a href="/pdf/mind/PARADOSSI.pdf" title="Scarica il PDF" class="pdflink">Puoi scaricare il pdf</a></p>
<p><!--    <iframe width="630" scrolling="no" height="500" frameborder="0" allowfullscreen="" src="http://www.renatogiussani.it/wp-content/flipbooks/mind/paradossi/index.html"></iframe>&#8211;> </p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.renatogiussani.it/mind-paradossi/">M!nd &#8211; Relatività e campi</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.renatogiussani.it">Renato Giussani</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.renatogiussani.it/mind-paradossi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
