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	<title>Renato Giussani &#187; woofer</title>
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		<title>La migliore posizione dei woofer in ambiente</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Jul 2013 13:05:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>La posizione occupata in un ambiente chiuso da una sorgente di segnali acustici contenenti frequenze inferiori a quella di Schroeder può influire solamente sui livelli cui le varie onde stazionarie di frequenze diverse si stabilizzeranno, ma non sui valori delle loro singole frequenze. A seconda della posizione della sorgente in relazione a quella di ventri e nodi delle stazionarie stesse, variabile con la frequenza, ne verranno energizzate maggiormente alcune a scapito di altre. Figura 1 &#8211; Andamento della velocità delle molecole d&#8217;aria. I nodi e i ventri della pressione acustica hanno posizioni invertite (alle estremità vi sono due pareti perfettamente [...]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>La posizione occupata in un ambiente chiuso da una sorgente di segnali acustici contenenti frequenze inferiori a quella di Schroeder può influire solamente sui livelli cui le varie onde stazionarie di frequenze diverse si stabilizzeranno,  ma non sui valori delle loro singole frequenze.</p>
<div id="attachment_976" class="wp-caption aligncenter" style="width: 380px"><img src="http://www.renatogiussani.it/wp-content/uploads/frequenza-schroeder.jpg" alt="Frequenza di Schroeder" title="Frequenza di Schroeder" class="size-full wp-image-976" /><p class="wp-caption-text">Frequenza di Schroeder</p></div>
<p>A seconda della posizione della sorgente in relazione a quella di ventri e nodi delle stazionarie stesse, variabile con la frequenza, ne verranno energizzate maggiormente alcune a scapito di altre.</p>
<div id="attachment_981" class="wp-caption aligncenter" style="width: 760px"><img src="http://www.renatogiussani.it/wp-content/uploads/Standing-wave.gif" alt="Figura 1" width="750" height="250" class="size-full wp-image-981" /><p class="wp-caption-text">Figura 1</p></div>
<p>Figura 1 &#8211; Andamento della velocità delle molecole d&#8217;aria. I nodi e i ventri della pressione acustica hanno posizioni invertite (alle estremità vi sono due pareti perfettamente riflettenti). </p>
<p>Queste sono le semplici considerazioni in base alle quali è stato deciso che fosse bene anche da questo punto di vista che il sistema GR NPS-1000, che per la sua struttura NPS lo consente, fosse dotato di ben 6 sorgenti di bassa frequenza al di sotto dei 140 Hz e 10 fino a circa 300 Hz dislocate in posizioni  molto lontane nell&#8217;ambiente.<br />
Ottenendo di &#8220;energizzare&#8221; il maggior numero possibile di onde stazionarie in modo il più uniforme possibile, ovvero di rendere la risposta in ambiente su quel range di frequenze il più regolare possibile.<br />
Cosa che è stata poi verificata quando, cercando di migliorarla ulteriormente con l&#8217;uso di DRC e/o di KRK Ergo, si sono ottenuti miglioramenti assolutamente minimali.</p>
<div class="clear"></div>
<div id="attachment_975" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.renatogiussani.it/wp-content/uploads/figura-2.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.renatogiussani.it/wp-content/uploads/figura-2-150x150.jpg" alt="Andamento della velocità delle molecole d'aria. I nodi e i ventri della pressione acustica hanno posizioni invertite (alle estremità vi sono due pareti perfettamente riflettenti)." title="Andamento della velocità delle molecole d'aria. I nodi e i ventri della pressione acustica hanno posizioni invertite (alle estremità vi sono due pareti perfettamente riflettenti)." width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-975" /></a><p class="wp-caption-text">Figura 2</p></div>
<p>La figura 2  evidenzia chiaramente che la posizione del woofer dei sistemi GR Delta 4 vicino al pavimento (una delle due laterali. L&#8217;altra è il soffitto) è la sola che permette di eccitare tutte le stazionarie indipendentemente dalla loro lunghezza d&#8217;onda. E, date la grande massa e la grande riflettenza acustica del pavimento di qualsiasi ambiente, ciò avviene in modo poco variabile al variare delle caratteristiche costruttive dell’ambiente stesso. Ottenendo quindi anche con i sistemi GR Delta 4 molti dei vantaggi offerti dall’uso delle numerose sorgenti di basse frequenze dei sistemi NPS.</p>
<div class="clear"></div>
<div id="attachment_973" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.renatogiussani.it/wp-content/uploads/nps-1000.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.renatogiussani.it/wp-content/uploads/nps-1000-150x150.jpg" alt="GR NPS-1000" title="GR NPS-1000" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-973" /></a><p class="wp-caption-text">GR NPS-1000</p></div>
<p>Da <a href="http://mariobon.com/Articoli_Glossario/ambiente_01.htm" target="_blank">http://mariobon.com/Articoli_Glossario/ambiente_01.htm</a> (Mario Bon):</p>
<p><i>&#8220;&#8230;In qualsiasi ambiente chiuso (con pareti parallele e non parallele) si formano delle onde stazionarie (dette anche modi propri di risonanza o  modi normali). A bassa frequenza questi modi cadono a frequenze ben separate tra loro mentre, aumentando la frequenza, diventano sempre più numerosi e ravvicinati fino ad essere indistinguibili. Ne segue che lo stesso ambiente deve essere studiato in modo diverso: a bassa frequenza si deve tenere conto del contributo di ciascun singolo modo mentre alle frequenze più alte si può usare il metodo statistico. Questi due range di frequenza sono separati dalla “Frequenza di Schroeder” che rappresenta il limite superiore per il calcolo deterministico ed il limite inferiore per il calcolo statistico.<br />
Non è difficile prevedere la risposta in potenza di un diffusore acustico, ad una distanza pari a 3 o 4 volte la distanza critica, per frequenze superiori alla frequenza di Schroeder. Il fatto è che questo tipo di risposta è poco interessante perché riguarda una regione dove il suono riverberato è dominante (bassa Chiarezza).</p>
<p>Negli ambienti domestici la frequenza di Schroeder si trova tra 100 e 250 Hz. Nei tipici ambienti da 20-30 metri quadri la frequenza di Schroeder si attesta a 200-250 Hz e la riproduzione delle basse frequenze è fortemente condizionata dai modi normali. Nei teatri e negli auditori la frequenza di Schroeder si trova due o tre ottave più in basso (vedere la tabella qui sotto). In una sala da  10000 metri cubi a 30 Hz i modi normali sono già “non individuabili” e le frequenze basse si “sentono” molto bene. </p>
<p>L’effetto dei modi normali dell’ambiente è quello di creare un campo acustico non omogeneo per cui in alcuni punti certe frequenze sono esaltate mentre in altre sono fortemente attenuate. Se non bastasse i modi normali si estinguono lentamente dando origine a fastidiose “code sonore” o rimbombi che limitano la Chiarezza e provocano fatica da ascolto&#8230;&#8221;</i></p>
<p><b>In conclusione</b><br />
Più il campo stazionario è irregolare (condizioni standard in normali ambienti con due soli woofer lontani dal pavimento e dalla parete posteriore) e più le code sonore delle frequenze poste inevitabilmente in maggiore evidenza risulteranno individuabili e fastidiose.<br />
Più il campo è uniforme (Delta 4 vicine alla parete posteriore e/o GR NPS-1000) e minori saranno le possibilità per questo effetto negativo di estrinsecarsi.</p>
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		<title>Determinazione della risposta a bassa frequenza degli altoparlanti in cassa chiusa</title>
		<link>http://www.renatogiussani.it/determinazione-della-risposta-a-bassa-frequenza-degli-altoparlanti-in-cassa-chiusa/</link>
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		<pubDate>Thu, 06 Jan 2011 10:42:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Dal fascicolo Iaf 4 allegato a Suono n.74 (a cura dell&#8217;Istituto Italiano Alta Fedeltà &#8211; settembre 1978). Cose che, nonostante la loro semplicità, sono ancora ben poco conosciute dalla maggior parte degli audiofili e non solo: vedi in particolare anche la frase all&#8217;inizio di pag.8 che spiega qual&#8217;è la risposta ai transienti di un sistema completo. Puoi scaricare il pdf</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.renatogiussani.it/determinazione-della-risposta-a-bassa-frequenza-degli-altoparlanti-in-cassa-chiusa/">Determinazione della risposta a bassa frequenza degli altoparlanti in cassa chiusa</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.renatogiussani.it">Renato Giussani</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dal fascicolo Iaf 4 allegato a Suono n.74 (a cura dell&#8217;Istituto Italiano Alta Fedeltà &#8211; settembre 1978).<br />
Cose che, nonostante la loro semplicità, sono ancora ben poco conosciute dalla maggior parte degli audiofili e non solo: vedi in particolare anche la frase all&#8217;inizio di pag.8 che spiega qual&#8217;è la risposta ai transienti di un sistema completo.</p>
<p><a href="/pdf/iaf4.pdf" title="Scarica il PDF" class="pdflink">Puoi scaricare il pdf</a></p>
<p><!--<iframe src="http://www.renatogiussani.it/wp-content/flipbooks/iaf4/index.html" height="500" width="630" allowfullscreen="" frameborder="0" scrolling="no"></iframe>&#8211;> </p>
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		<title>La risposta ai transienti e lo smorzamento</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Aug 2009 14:20:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Qualsiasi woofer a cono (come peraltro qualsiasi altoparlante) è caratterizzato da moltissime &#8220;risonanze proprie&#8221;. Ovvero: sollecitandolo con un segnale elettrico complesso o con una sequenza di sinusoidi che ne copra completamente lo spettro (Fourier insegna) il segnale acustico che se ne ottiene in uscita impiega un certo tempo ad assumere la forma &#8220;a regime&#8221;. Come pure, quando si cessa di alimentare l&#8217;altoparlante, questo prima di &#8220;fermarsi&#8221; completamente continua ad emettere suono per un certo periodo. Tale fenomeno è legato all&#8217;immagazzinamento di energia operato dai tanti &#8220;oscillatori meccanici smorzati&#8221; inclusi nel trasduttore e nella sua membrana a causa della sua costituzione [...]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Qualsiasi woofer a cono (come peraltro qualsiasi altoparlante) è caratterizzato da moltissime &#8220;risonanze proprie&#8221;. Ovvero: sollecitandolo con un segnale elettrico complesso o con una sequenza di sinusoidi che ne copra completamente lo spettro (Fourier insegna) il segnale acustico che se ne ottiene in uscita impiega un certo tempo ad assumere la forma &#8220;a regime&#8221;. Come pure, quando si cessa di alimentare l&#8217;altoparlante, questo prima di &#8220;fermarsi&#8221; completamente continua ad emettere suono per un certo periodo. Tale fenomeno è legato all&#8217;immagazzinamento di energia operato dai tanti &#8220;oscillatori meccanici smorzati&#8221; inclusi nel trasduttore e nella sua membrana a causa della sua costituzione fisica ben diversa da quella del &#8220;pistone rigido &#8221; cui normalmente ci si riferisce.<br />
Le frequenze alle quali si presenta il fenomeno della &#8220;coda sonora&#8221; sono quindi tutte quelle alle quali si presentano le &#8220;risonanze&#8221; di cui sopra e sarà tanto più evidente e importante quanto meno gli &#8220;oscillatori meccanici&#8221; di cui trattasi risulteranno &#8220;smorzati&#8221; (ovvero abbiano Q propri bassi).<br />
Lo smorzamento è direttamente correlato al fatto che gli oscillatori contengano anche elementi dissipativi in grado di &#8220;consumare&#8221; l&#8217;energia da essi immagazzinata nella fase di applicazione del segnale.<br />
Lo smorzamento potrà essere critico (Q=0,5 ovvero senza &#8220;sovraelongazioni&#8221;) o meno che critico (Q&gt;0,5) o più che critico (Q&lt;0,5).<br />
Tutte le risonanze proprie della membrana vibrante saranno tanto più smorzate (consentendo alle varie parti della membrana stessa che vibrano in modo scorrelato le une dalle altre di fermarsi tanto più rapidamente non generando code sonore) quanto più i materiali usati saranno ben lontani dall&#8217;essere metallici. Sotto questo aspetto, i woofer in carta o in materiali plastici appropriati, quale ad esempio un buon polypropilene o bextrene, sono quindi migliori di quelli metallici non adeguatamente trattati con opportuni materiali smorzanti.<br />
Quanto alla &#8220;risonanza fondamentale&#8221; del woofer che avviene alla classica frequenza Fs in aria libera e Fc in cassa chiusa, questa sarà smorzata dal Qts o dal Qtc.<br />
Altro aspetto che è bene tenere in conto è che nel modello fisico dell&#8217;oscillatore smorzato (il cui comportamento non è diverso peraltro da quello dei sistemi reali&#8230;) non appena la eccitazione esterna cessa (ad esempio un segnale elettrico di frequenza anche abbastanza diversa da quella di risonanza, ma in grado comunque di metterlo in movimento) il moto &#8220;libero&#8221; comincia ad avvenire istantaneamente alla frequenza di risonanza. E si smorza seguendo un andamento governato dal Qt. Tutto ciò avviene anche nel caso reale fino a frequenze alle quali il woofer riesce a comportarsi ancora come un &#8220;pistone rigido&#8221;.<br />
Nei woofer il Qt è determinato dalla relazione: 1/Qt=1/(Qe+Qm) dove il Qm è influenzato dagli attriti nelle sospensioni nonché da quelli fluidodinamici (moti dissipativi dell&#8217;aria) nella stessa struttura dell&#8217;altoparlante. E quando questo è montato in cassa anche dalle vibrazioni della cassa stessa con eventuale presenza di ulteriori elementi &#8220;assorbenti&#8221;. Mentre il Qe dipende dal rendimento di trasduzione dell&#8217;altoparlante e quindi anche dalle sue resistenze elettriche reali o indotte che siano, ma anche dalla resistenza di collegamento all&#8217;amplificatore e dalla sua resistenza interna, ovvero dal fattore di smorzamento del finale nelle sue condizioni di funzionamento reale.<br />
La sensazione di &#8220;prontezza&#8221; che si trae dall&#8217;ascolto di sistemi dotati di un Qt molto basso dipendono però molto spesso (più che da un più rapido smorzamento delle frequenze basse, allungate comunque non poco dalle onde stazionarie dell&#8217;ambiente) dalla corrispondente carenza di livello delle frequenze più profonde causata dall&#8217;uso di membrane troppo leggere e magneti troppo potenti, che determina un prematuro taglio della risposta in frequenza all&#8217;estremo inferiore della gamma audio.</p>
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		<title>Misura servo-woofer</title>
		<link>http://www.renatogiussani.it/misura-servo-woofer/</link>
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		<pubDate>Sat, 08 Nov 2008 13:37:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>renato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Essendo in possesso dei due ampli per subwoofer Keiga KG-5150 acquistati dalla Madisound, nonché del loro schema elettrico gentilmente fornito dalla Madisound stessa, ho provato ad utilizzare come segnale di controreazione la f.e.m. fornita dalla seconda bobina del sub-woofer CS253 (con la prima bobina collegata normalmente con ruolo motore all&#8217;uscita dell&#8217;ampli stesso). Ricordo che quello che volevo ottenere dai servo-woofer delle GR TMA-1 era una risposta passa-banda estesa dai 20 ai 280 Hz. I 280 Hz (frequenza prevista per l&#8217;incrocio con i mid Bassi BG Neo-10) deve quindi essere approssimativamente a -6 dB rispetto alla banda passante, mentre la estensione [...]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Essendo in possesso dei due ampli per subwoofer Keiga KG-5150 acquistati dalla Madisound, nonché del loro schema elettrico gentilmente fornito dalla Madisound stessa, ho provato ad utilizzare come segnale di controreazione la f.e.m. fornita dalla seconda bobina del sub-woofer CS253 (con la prima bobina collegata normalmente con ruolo motore all&#8217;uscita dell&#8217;ampli stesso).<br />
Ricordo che quello che volevo ottenere dai servo-woofer delle GR TMA-1 era una risposta passa-banda estesa dai 20 ai 280 Hz.<br />
I 280 Hz (frequenza prevista per l&#8217;incrocio con i mid Bassi BG Neo-10) deve quindi essere approssimativamente a -6 dB rispetto alla banda passante, mentre la estensione verso il basso deve garantire almeno i 30 Hz a -3 dB e i 25 a -6 (un utile filtro subsonico comincia poi ad attenuare molto già a partire dai 20 Hz in giù).<br />
Attuata una prima semplice modifica sperimentale al circuito di controreazione dell&#8217;amplificatore e accesa la fida scheda Clio, ecco i risultati di questa giornata di test.</p>
<div id="attachment_156" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.renatogiussani.it/wp-content/uploads/CRnorm_senza-filtroPBsola_50dB.jpg" rel="lightbox"><img class="size-thumbnail wp-image-156" title="Risposta acustica in campo vicino del CS253 (non filtrato e montato nel volume delle Delta Due riempito con lana di vetro) pilotato normalmente. I 30 Hz sono emessi a circa -12 dB rispetto ai 200." alt="Risposta acustica in campo vicino del CS253 (non filtrato e montato nel volume delle Delta Due riempito con lana di vetro) pilotato normalmente. I 30 Hz sono emessi a circa -12 dB rispetto ai 200." src="http://www.renatogiussani.it/wp-content/uploads/CRnorm_senza-filtroPBsola_50dB-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Risposta acustica in campo vicino del CS253 (non filtrato e montato nel volume delle Delta Due riempito con lana di vetro) pilotato normalmente.<br />I 30 Hz sono emessi a circa -12 dB rispetto ai 200.</p></div>
<p>Risposta acustica in campo vicino del CS253 (non filtrato e montato nel volume delle Delta Due riempito con lana di vetro) pilotato normalmente.<br />
I 30 Hz sono emessi a circa -12 dB rispetto ai 200.</p>
<div class="clear"></div>
<div id="attachment_157" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.renatogiussani.it/wp-content/uploads/CRnorm_senza-filtroPBfin_50dB.jpg" rel="lightbox"><img class="size-thumbnail wp-image-157" title="Questa è la risposta precedente (blu) a confronto con quella ottenuta con il circuito modificato ed il filtro Passa-Basso inserito (rossa).  Nel secondo caso i 30 Hz sono emessi a circa -3 dB rispetto al livello della banda passante." alt="Questa è la risposta precedente (blu) a confronto con quella ottenuta con il circuito modificato ed il filtro Passa-Basso inserito (rossa).  Nel secondo caso i 30 Hz sono emessi a circa -3 dB rispetto al livello della banda passante." src="http://www.renatogiussani.it/wp-content/uploads/CRnorm_senza-filtroPBfin_50dB-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Questa è la risposta precedente (blu) a confronto con quella ottenuta con il circuito modificato ed il filtro Passa-Basso inserito (rossa).<br />Nel secondo caso i 30 Hz sono emessi a circa -3 dB rispetto al livello della banda passante.</p></div>
<p>Questa è la risposta precedente (blu) a confronto con quella ottenuta con il circuito modificato ed il filtro Passa-Basso inserito (rossa).<br />
Nel secondo caso i 30 Hz sono emessi a circa -3 dB rispetto al livello della banda passante.</p>
<div class="clear"></div>
<div id="attachment_158" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.renatogiussani.it/wp-content/uploads/CRnorm-CRbob_Filt_50dB.jpg" rel="lightbox"><img class="size-thumbnail wp-image-158" title="La Blu è la risposta acustica con il filtro passa-basso dell'ampli regolato per circa 80 Hz e circuitazione normale a confronto con quella (rossa) ottenuta con il circuito modificato per impiegare la controreazione di movimento. A parità di controreazione al centro della banda passante, la risposta è estesa a -6 dB dai 25 Hz ad oltre 250." alt="La Blu è la risposta acustica con il filtro passa-basso dell'ampli regolato per circa 80 Hz e circuitazione normale a confronto con quella (rossa) ottenuta con il circuito modificato per impiegare la controreazione di movimento. A parità di controreazione al centro della banda passante, la risposta è estesa a -6 dB dai 25 Hz ad oltre 250." src="http://www.renatogiussani.it/wp-content/uploads/CRnorm-CRbob_Filt_50dB-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">La Blu è la risposta acustica con il filtro passa-basso dell&#8217;ampli regolato per circa 80 Hz e circuitazione normale a confronto con quella (rossa) ottenuta con il circuito modificato per impiegare la controreazione di movimento.<br />A parità di controreazione al centro della banda passante, la risposta è estesa a -6 dB dai 25 Hz ad oltre 250.</p></div>
<p>La Blu è la risposta acustica con il filtro passa-basso dell&#8217;ampli regolato per circa 80 Hz e circuitazione normale a confronto con quella (rossa) ottenuta con il circuito modificato per impiegare la controreazione di movimento.<br />
A parità di controreazione al centro della banda passante, la risposta è estesa a -6 dB dai 25 Hz ad oltre 250.</p>
<div class="clear"></div>
<div id="attachment_159" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.renatogiussani.it/wp-content/uploads/RispEqFilt50dB.jpg" rel="lightbox"><img class="size-thumbnail wp-image-159" title="E finalmente la risposta finale ottenuta tracciata da sola per poterne valutare meglio l'intero andamento." alt="E finalmente la risposta finale ottenuta tracciata da sola per poterne valutare meglio l'intero andamento." src="http://www.renatogiussani.it/wp-content/uploads/RispEqFilt50dB-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">E finalmente la risposta finale ottenuta tracciata da sola per poterne valutare meglio l&#8217;intero andamento.</p></div>
<p>E finalmente la risposta finale ottenuta tracciata da sola per poterne valutare meglio l&#8217;intero andamento.</p>
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		<title>Misura woofer CIARE TMA-1</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Oct 2008 13:20:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnica]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi ho ricevuto i 4 woofer CS253 che costituiscono la sponsorizzazione Ciare del progetto GR TMA-1. Ne ho montato uno nel mobile del muletto delle GR Delta Due. Il volume di 23 litri lordi per l&#8217;occasione è stato riempito completamente di lana di vetro. Ripetute con il woofer Ciare le stesse misure che avevo già effettuato su un woofer RCF in aria libera, queste sono le risposte rilevate. Dove la curva rossa è quella del CS253 misurata con il microfono in campo vicino, mentre la nera è quella misurata ai capi della seconda bobina e poi derivata una [...]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_153" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.renatogiussani.it/wp-content/uploads/Misure-IIbob-CIARE-CW253.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-153" title="Misure II bob CIARE CW253" alt="Misure II bob CIARE CW253" src="http://www.renatogiussani.it/wp-content/uploads/Misure-IIbob-CIARE-CW253-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Misure II bob CIARE CW253</p></div>
<p>Nei giorni scorsi ho ricevuto i 4 woofer CS253 che costituiscono la sponsorizzazione Ciare del progetto GR TMA-1.<br />
Ne ho montato uno nel mobile del muletto delle GR Delta Due. Il volume di 23 litri lordi per l&#8217;occasione è stato riempito completamente di lana di vetro.<br />
Ripetute con il woofer Ciare le stesse misure che avevo già effettuato su un woofer RCF in aria libera, queste sono le risposte rilevate.<br />
Dove la curva rossa è quella del CS253 misurata con il microfono in campo vicino, mentre la nera è quella misurata ai capi della seconda bobina e poi derivata una volta. Anche in questo caso sembrerebbe che il segnale proveniente dalla seconda bobina possa essere utilizzato per operare una equalizzazione automatica della risposta solo fino ad una frequenza di 60/70 Hz, al massimo 100. Mentre il progetto prevede che i woofer funzionino fino a circa 300 Hz. Si richiederà perciò lo studio di una rete di controreazione che sommi il segnale della seconda bobina a quello presente ai morsetti di uscita con delle modalità ben calibrate ancora da definire.</p>
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		<title>Misura servo-subwoofer</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Oct 2008 13:15:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[clio]]></category>
		<category><![CDATA[misura]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Stamane ho finalmente verificato che quello che avevo scritto da tempo qui sopra, basandomi esclusivamente su ragionamenti teorici, era giusto. Con un buon oscilloscopio a doppia traccia ed un woofer a doppia bobina RCF L10S102, si rileva che: - Il segnale in uscita dalla seconda bobina (scollegata ed aperta) è in fase con quello entrante sulla prima bobina. - Bloccando il cono il segnale motore sulla prima bobina rimane inalterato, mentre quello sulla seconda bobina si annulla a zero. La misura della risposta in frequenza in campo vicino (cioè l&#8217;andamento della pressione acustica, proporzionale all&#8217;accelerazione del cono) e della risposta [...]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_146" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.renatogiussani.it/wp-content/uploads/Misure-IIbob-RCF-L10S102.jpg" rel="lightbox"><img class="size-thumbnail wp-image-146" title="alt=" alt="Misure II bob RCF L10S102" src="http://www.renatogiussani.it/wp-content/uploads/Misure-IIbob-RCF-L10S102-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Misure II bob RCF L10S102</p></div>
<p>Stamane ho finalmente verificato che quello che avevo scritto da tempo qui sopra, basandomi esclusivamente su ragionamenti teorici, era giusto.<br />
Con un buon oscilloscopio a doppia traccia ed un woofer a doppia bobina RCF L10S102, si rileva che:</p>
<p>- Il segnale in uscita dalla seconda bobina (scollegata ed aperta) è in fase con quello entrante sulla prima bobina.</p>
<p>- Bloccando il cono il segnale motore sulla prima bobina rimane inalterato, mentre quello sulla seconda bobina si annulla a zero.</p>
<p>La misura della risposta in frequenza in campo vicino (cioè l&#8217;andamento della pressione acustica, proporzionale all&#8217;accelerazione del cono) e della risposta del segnale in uscita dalla seconda bobina confermano che quest&#8217;ultimo è proporzionale alla velocità del cono.<br />
Moltiplicandolo per jω, ovvero derivandolo una volta rispetto alla frequenza o, che è lo stesso, filtrandolo passa alto a 12 dB/ottava (con gli strumenti di post-processing della Clio) e rendendolo quindi proporzionale all&#8217;accelerazione, l&#8217;andamento diventa uguale a quello della pressione rilevata davanti all&#8217;altoparlante con il microfono.</p>
<p>La corrispondenza, con questo altoparlante, fra il modello teorico e il sistema reale è buona dai 20 ai 60 Hz&#8230; Questa sarebbe quindi la banda sulla quale sarebbe possibile usare nel <a href="http://www.giussani-research.it/tma-1/?lang=it">GR TMA-1</a> il sistema &#8220;servo&#8221; previsto sulla controreazione. Le stesse misure vanno in ogni caso ripetute con i woofer Ciare prescelti.<br />
Nel grafico il segnale rosso è la risposta del woofer misurata in campo vicino con il microfono, quello verde è quella del segnale in uscita dalla seconda bobina e quello blu è lo stesso dopo averlo derivato una volta, rendendolo proporzionale all&#8217;accelerazione e quindi anche alla pressione acustica generata, in modo che sia possibile utilizzarlo come segnale di controreazione.</p>
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		<title>Servo-Subwoofer</title>
		<link>http://www.renatogiussani.it/servo-subwoofer/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 11:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>renato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Teoria]]></category>
		<category><![CDATA[reflex]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Qualsiasi &#8220;woofer&#8221; montato in un box chiuso viene di norma &#8220;caricato&#8221; in modo tale che la frequenza di risonanza fondamentale e l&#8217;annesso fattore di smorzamento QTC corrispondano ad un prefissato andamento della risposta in frequenza (con i sistemi &#8220;accordati&#8221;, quali a esempio i reflex, il funzionamento è più complesso e i parametri che lo descrivono sono più numerosi, ma il ragionamento che andremo ad esporre può esser esteso anche ad essi, come vedremo). Ecco, ad esempio, cosa si può ottenere da una cassa chiusa per una stessa frequenza di risonanza FC al variare del QTC. Per rappresentare compiutamente la curva [...]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Qualsiasi &#8220;woofer&#8221; montato in un box chiuso viene di norma &#8220;caricato&#8221; in modo tale che la frequenza di risonanza fondamentale e l&#8217;annesso fattore di smorzamento Q<sub>TC</sub> corrispondano ad un prefissato andamento della risposta in frequenza (con i sistemi &#8220;accordati&#8221;, quali a esempio i reflex, il funzionamento è più complesso e i parametri che lo descrivono sono più numerosi, ma il ragionamento che andremo ad esporre può esser esteso anche ad essi, come vedremo).<br />
<div id="attachment_136" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.renatogiussani.it/wp-content/uploads/servo-subwoofer-img1.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.renatogiussani.it/wp-content/uploads/servo-subwoofer-img1-150x150.jpg" alt="Stessa frequenza di risonanza FC al variare del QTC" title="Stessa frequenza di risonanza FC al variare del QTC" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-136" /></a><p class="wp-caption-text">Stessa frequenza di risonanza FC al variare del QTC</p></div><br />
Ecco, ad esempio, cosa si può ottenere da una cassa chiusa per una stessa frequenza di risonanza F<sub>C</sub> al variare del Q<sub>TC</sub>.<br />
Per rappresentare compiutamente la curva di risposta alle basse frequenze di una cassa chiusa basta conoscerne il Q<sub>TC</sub> e porre la F<sub>C</sub> in corrispondenza al &#8220;100&#8243; del grafico qui sopra. La frequenza di risonanza F<sub>C</sub> dipende dai parametri dell&#8217;altoparlante (primi fra tutti la M<sub>MS</sub> e la S<sub>D</sub>).<br />
Al diminuire della massa mobile dell&#8217;altoparlante e del volume di carico, o viceversa all&#8217;aumentare della sua superficie, la F<sub>C</sub> e il Q<sub>TC</sub> aumentano.<br />
Ammettiamo di avere un woofer da 30 cm di diametro che, montato in una cassa chiusa troppo piccola per lui, esibisca una F<sub>C</sub>= 80 Hz e un Q<sub>TC</sub>= 1,3.<br />
La risposta in frequenza sarà la &#8220;1&#8243;, ed emetterà quindi i 40 Hz (la frequenza F= F<sub>C</sub>/2) a -11 dB rispetto al livello asintotico di riferimento.<br />
L&#8217;unico modo per far funzionare meglio questo altoparlante ed estenderne la risposta in frequenza verso il basso, utilizzando solo metodi &#8220;passivi&#8221;, consisterà nell&#8217;aumentare il volume a sua disposizione (aumentando quindi anche l&#8217;ingombro dei diffusori).<br />
Ma questo problema può essere affrontato anche con un approccio &#8220;attivo&#8221;, consistente nell&#8217;utilizzare, per pilotare il nostro altoparlante, un amplificatore dotato di una curva di risposta alle basse frequenze &#8220;speculare&#8221; rispetto alla curva &#8220;1&#8243;.<br />
In questo modo la risposta in frequenza risultante potrà essere estesa verso il basso a volontà, avendo come unico limite la potenza elettrica disponibile e/o i limiti di escursione del nostro woofer.<br />
Se F<sub>C</sub> e Q<sub>TC</sub> sono noti, si potrebbe far precedere il nostro amplificatore finale da una rete elettrica che filtri il segnale in modo da conseguire la voluta risposta in frequenza speculare della &#8220;1&#8243;. E il gioco è fatto.<br />
Questa, ad esempio, è la via che abbiamo seguito Bo Arnklit ed io nel novembre del 1984 nella progettazione del <a href="the-audio-bass">The Audio Bass</a>.<br />
Ma, se io la risposta del mio woofer nel mio volume non la conosco e non la posso prevedere o misurare?<br />
Esiste un altro metodo per così dire &#8220;automatico&#8221; che consiste nel fare in modo che il mio amplificatore venga messo in condizione di &#8220;conoscere&#8221; ed equalizzare tutto da solo la risposta della mia cassa ottenendo alla fine l&#8217;andamento piatto desiderato.<br />
Il metodo consiste nel predisporre un &#8220;sensore&#8221; in grado di rilevare la risposta in tempo reale e di collegarlo all&#8217;ampli in modo che questo adegui automaticamente la sua risposta in frequenza alle necessità rilevate.<br />
A questo punto sarà bene evidenziare un concetto che nei vari forum su Internet dove si parlava di questi argomenti ho trovato espresso in modo molto, ma molto, confuso. E solo raramente corretto:<br />
La risposta in frequenza di cui stiamo parlando è quella che si potrebbe misurare di fronte al nostro woofer ove questo fosse messo in condizione di emettere senza impedimenti né riflessioni di sorta, in condizioni di &#8220;campo libero&#8221;. La risposta misurabile ad almeno 1 metro di distanza in una grande camera anecoica, insomma&#8230;<br />
Stiamo parlando quindi della pressione acustica emessa dall&#8217;altoparlante montato in cassa, ovvero il livello di dB<sub>SPL</sub> in funzione della frequenza.<br />
Ora, deve sapere che questa risposta in frequenza ha un andamento che è uguale a quello della &#8220;accelerazione&#8221; del cono.<br />
E che l&#8217;accelerazione è la derivata della velocità. E la velocità è la derivata dello spostamento (sempre rispetto al tempo).<br />
Se ci troviamo in condizione di conoscere l&#8217;andamento della accelerazione del cono in funzione della frequenza (magari perché abbiamo applicato al cono un piccolo &#8220;accelerometro&#8221; (una capsulina piezoelettrica), quello è già perfettamente corrispondente all&#8217;andamento della risposta del nostro altoparlante. Volendola &#8220;equalizzare&#8221; basterà quindi reiniettarla nel nostro circuito finale su un ingresso invertente ed avremo realizzato una &#8220;controreazione&#8221; che farà variare la risposta del nostro ampli in modo da essere &#8220;speculare&#8221; rispetto alla risposta della cassa. A quel punto il sistema completo ampli più cassa presenterà una risposta in frequenza piatta (che volendo potrà essere filtrata passa-alto e passa-basso a priori per eliminare da tutto il funzionamento le frequenze indesiderate).<br />
Con il metodo di &#8220;equalizzazione automatica&#8221; appena visto si ottiene anche una riduzione della distorsione introdotta da eventuali e sempre presenti non linearità nel campo magnetico e/o nelle sospensioni dell&#8217;altoparlante. Ovvero, nello stesso modo in cui la retroazione fa diminuire la distorsione dell&#8217;amplificatore, ora farà diminuire anche quella introdotta dal nuovo elemento introdotto nell&#8217;anello di retroazione, cioè l&#8217;altoparlante. Inoltre, verrà &#8220;equalizzato&#8221; e &#8220;compensato&#8221; anche qualsiasi effetto (lineare o non lineare che sia) dovuto ai cavi di collegamento ampli/cassa.<br />
Ma, al posto dell&#8217;accelerometro, noi potremmo pensare di impiegare anche altri tipi di &#8220;sensori&#8221;.<br />
Come ad esempio un microfono esterno molto ravvicinato (tale da rilevare direttamente la risposta in campo vicino). In questo caso il delay fra la applicazione del segnale e il segnale rilevato e riportato in retroazione rende però più difficile mantenere tutto il sistema perfettamente stabile. Nel senso che quando il segnale che andiamo ad applicare come retroazione si presentasse ruotato di 180° rispetto a quello di ingresso avremmo in realtà costruito un oscillatore&#8230;<br />
Stesso problema (aggravato dalle stazionarie e dai rimbombi nel mobile) lo si deve fronteggiare anche con il metodo, proposto da R.H.Small, che prevede l&#8217;uso di un microfono omnidirezionale posto dentro alla cassa (vedi anche <a fref="http://www.renatogiussani.it/wp-content/uploads/servo-subwoofer-img3.jpg" rel="lightbox">questa immagine</a>)<br />
In questo caso, la tensione fornita dal microfono avrà l&#8217;andamento della pressione nella cassa, che ha lo stesso andamento dello &#8220;spostamento&#8221; del cono. E quindi, prima di essere usato come segnale di controreazione, dovrà essere derivato due volte per farlo diventare simile a quello dell&#8217;accelerazione (questo lo si fa applicando in banda passante un andamento aggiuntivo crescente a 12 dB/ottava, ottenibile con un filtro passa-alto avente una frequenza di taglio F<sub>T</sub> sufficientemente più alta di quella massima che si vuole compensare). Il vantaggio di questo metodo è che sarebbe applicabile anche alle casse Reflex. La pressione all&#8217;interno del mobile infatti, ove derivata due volte, ci offre lo stesso andamento della risposta in frequenza &#8220;esterna&#8221;: indipendentemente dal numero di membrane e/o di fori presenti sulla cassa.<br />
Un altro sistema&#8230; E qui veniamo al dunque&#8221;, è quello che prevede di utilizzare un altoparlante a doppia bobina, usandone una come bobina &#8220;motrice&#8221; e l&#8217;altra come &#8220;sensore&#8221;, questa volta &#8220;di velocità&#8221;.<br />
Quando alimentiamo la prima bobina il cono si muoverà e la seconda bobina, immersa anch&#8217;essa nel campo magnetico, diverrà sede di una forza elettromotrice proporzionale alla sua velocità. Che poi è anche quella del cono. Per risalire all&#8217;accelerazione (ovvero alla pressione in dBSPL generati) si dovrà quindi applicare al segnale, come nel caso precedente, un processo di derivazione, ottenibile questa volta con un solo filtro passa-alto del 1° ordine, che preveda comunque una frequenza di taglio F<sub>T</sub> adeguatamente più alta (500/1000 Hz) della banda sulla quale deve fornire la desiderata azione di rotazione antioraria a 6 dB/ott del segnale di retroazione (20:200 Hz). Dopodiché si prenderà questa tensione e la si riporterà indietro ad un ingresso invertente in modo di poterla impiegare come parte della controreazione.<br />
Ma, naturalmente, il suo livello dovrà essere compatibile sia con l&#8217;amplificatore che con l&#8217;altoparlante impiegati (dovrà quindi essere regolato accuratamente) e dipenderà in modo rilevante dalla tipologia di woofer a doppia bobina impiegato: impedenza, efficienza e struttura degli avvolgimenti inclusi.</p>
<div id="attachment_137" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.renatogiussani.it/wp-content/uploads/servo-subwoofer-img2.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.renatogiussani.it/wp-content/uploads/servo-subwoofer-img2-150x150.jpg" alt="Schema a blocchi per servcontrollo woofer a doppia bobina" title="Schema a blocchi per servcontrollo woofer a doppia bobina" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-137" /></a><p class="wp-caption-text">Schema a blocchi per servcontrollo woofer a doppia bobina</p></div>
<p>Qualcuno potrebbe chiedersi se il segnale applicato alla prima bobina abbia o meno la capacità di far nascere nella seconda una f.e.m. indotta come avviene (per &#8220;mutua induzione&#8221;) fra gli avvolgimenti primario e secondario nei trasformatori.<br />
Nell&#8217;altoparlante magnetizzato questo processo è impossibile, dato che per far nascere una f.e.m. nel secondo avvolgimento, a causa delle variazioni di corrente nel primo, bisogna che il flusso magnetico concatenato con entrambi possa variare &#8220;copiando&#8221; l&#8217;andamento della corrente. E questo in un altoparlante non può avvenire per definizione, dato che il suo circuito magnetico lavora nel ramo alto orizzontale della curva di isteresi del magnete, ovvero è &#8220;saturo&#8221; e l&#8217;induzione magnetica B è quindi costante e non influenzabile dalla corrente che scorre nella bobina motrice. Questo ci assicura quindi che la tensione che rileveremo ai capi della seconda bobina usata come &#8220;sensore&#8221; sarà veramente generata solo dal movimento del cono, risultando come già detto proporzionale alla sua velocità.</p>
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		<title>Il mito della velocità</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Feb 2008 16:48:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Galileo]]></category>
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		<category><![CDATA[misura]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Alcuni pensano che un woofer con un cono più leggero e dotato di un grande magnete sia, solo per questi motivi, capace di riprodurre meglio i transienti musicali, comunque venga impiegato. Nulla di più falso dell’affermare che un altoparlante più veloce restituisce un suono più corretto dei transienti, specie se l’altoparlante è impiegato in un sistema multivia. Il segnale musicale non è altro che la somma di un gran numero di segnali sinusoidali variabili nel tempo. Finché l’altoparlante non distorce, il suo moto complessivo in presenza di più segnali sinusoidali sarà pari alla somma dei contributi di ciascun segnale sinusoidale [...]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.renatogiussani.it/il-mito-della-velocita/">Il mito della velocità</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.renatogiussani.it">Renato Giussani</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Alcuni pensano che un woofer con un cono più leggero e dotato di un grande magnete sia, solo per questi motivi, capace di riprodurre meglio i transienti musicali, comunque venga impiegato.<br />
Nulla di più falso dell’affermare che un altoparlante più veloce restituisce un suono più corretto dei transienti, specie se l’altoparlante è impiegato in un sistema multivia.<br />
Il segnale musicale non è altro che la somma di un gran numero di segnali sinusoidali variabili nel tempo. Finché l’altoparlante non distorce, il suo moto complessivo in presenza di più segnali sinusoidali sarà pari alla somma dei contributi di ciascun segnale sinusoidale applicato. Per ciascuna sinusoide, la velocità massima con cui si sposterà l’equipaggio mobile dell’altoparlante sarà dipendente esclusivamente dalla frequenza del segnale applicato e dall’ampiezza dello spostamento generato (dalla quale dipende, oltre che dal diametro della membrana, la pressione acustica generata ad una certa distanza, a quella frequenza). Nel caso di un woofer (ad esempio) <strong>a parità di risposta in frequenza esibita dall’altoparlante montato in cassa</strong>, non conta se questa è ottenuta con una bobina lunga ed un cono pesante o con una bobina corta ed un cono più leggero ma filtrando il segnale con un filtro elettrico passa-basso, prima di inviarlo all’altoparlante. A parità di transiente applicato (segnale complesso contenente molti segnali sinusoidali contemporaneamente) la velocità alla quale si muoverà il cono dei due altoparlanti dell’esempio precedente sarà esattamente la stessa, sia durante il fronte di salita del transiente che durante quello di discesa.<br />
I woofer in questione, alimentati con un segnale avente un fronte di salita perfettamente rettangolare, lo restituiranno arrotondato e addolcito nella stessa identica misura. La parte del transiente che manca per ricostruire il gradino rettangolare, dovrà quindi essere fornita dagli altri altoparlanti del sistema, preposti alla restituzione di tutto il resto della gamma audio, dalla frequenza di taglio passa-basso del woofer (comunque ottenuta) in su. Se poi il woofer impiegato fosse, per assurdo, in grado di restituire perfettamente, da solo, l’intera banda audio dai 20 ai 20.000 Hz il transiente non sarebbe affatto diverso da quello ottenibile impiegando un sistema multivia di capacità trasduzionali equivalenti (risposta in frequenza e fase acustica).</p>
<p>Diverse invece le considerazioni che si possono fare, prescindendo dalla teoria dei sistemi, nel caso di <strong>confronti di ascolto</strong> di altoparlanti diversi ai quali venga affidata una banda audio abbastanza ampia. Ove si confrontino altoparlanti dalle risposte in frequenza diverse, incorporanti anche gli effetti di eventuali picchi causati da break-up non ben filtrati, è facile trovarsi di fronte a una maggiore udibilità di frequenze armoniche quando le membrane vibranti sono più leggere.</p>
<p>In questo caso la sensazione di transienti più pronti fornita dai trasduttori &#8220;più leggeri&#8221; è facilmente e immediatamente attribuibile proprio al maggiore (sia pure errato) livello di tali armoniche, che costituiscono l&#8217;essenza stessa del segnale transiente.</p>
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		<title>Limite inferiore basse frequenze in ambiente d&#8217;ascolto</title>
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		<pubDate>Sat, 07 May 2005 14:26:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[audioplay]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Alcuni pensano che in ambienti piccoli non sia possibile ascoltare dei buoni bassi, ben estesi. Il motivo sarebbe che tale frequenze non potrebbero svilupparsi in ambienti la cui dimensione minima sia inferiore alla lunghezza d&#8217;onda del segnale che si pretenderebbe di emettere ed ascoltare. Nulla di più sbagliato e falso. Come Rod Elliot spiega molto bene, ciò non consentirebbe di sentire i bassi nemmeno in auto, o in cuffia&#8230; Testo tratto da http://sound.westhost.com/subcon.htm di Rod Elliott (Traduzione di Giampiero Spezzano &#38; Valerio Maglietta) 5 &#8211; Propagazione contro pressione Una congettura molto diffusa è che non si possano riprodurre i bassi [...]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Alcuni pensano che in ambienti piccoli non sia possibile ascoltare dei buoni bassi, ben estesi. Il motivo sarebbe che tale frequenze non potrebbero svilupparsi in ambienti la cui dimensione minima sia inferiore alla lunghezza d&#8217;onda del segnale che si pretenderebbe di emettere ed ascoltare.<br />
Nulla di più sbagliato e falso. Come Rod Elliot spiega molto bene, ciò non consentirebbe di sentire i bassi nemmeno in auto, o in cuffia&#8230;<br />
Testo tratto da <a href="http://sound.westhost.com/subcon.htm" target="_blank">http://sound.westhost.com/subcon.htm</a><br />
<em>di Rod Elliott<br />
(Traduzione di Giampiero Spezzano &amp; Valerio Maglietta)</em></p>
<p>5 &#8211; Propagazione contro pressione<br />
Una congettura molto diffusa è che non si possano riprodurre i bassi in un piccolo spazio. Se questo è certamente vero considerando la propagazione delle onde, è completamente falso se si è in condizioni di funzionamento a pressione all&#8217;interno dello spazio. Nella maggior parte degli ambienti, vi è un punto di transizione fra la propagazione delle onde ed il funzionamento a pressione (a volte citato come &#8216;guadagno d&#8217;ambiente&#8217;). Che le frequenze basse possano essere riprodotte nei piccoli spazi, è dimostrato chiaramente dalle cuffie e dai sistemi di subwoofer da automobile. Entrambi si basano sul funzionamento a pressione ed il punto -3dB delle frequenze basse è determinato dalle &#8216;perdite&#8217; perché lo spazio non è sigillato perfettamente. In un ambiente completamente sigillato, la riproduzione dei bassi è possibile fino alla CC &#8211; non che la cosa sia realmente utile. La maggior parte dei subwoofer si basano sul funzionamento a pressione per ottenere la riproduzione delle frequenze più profonde nei normali ambienti, e bisogna notare che i sistemi accordati non possono correttamente eccitare il funzionamento a pressione, in molti ambienti.<br />
Uno dei motivi potrebbe essere che vi è la presenza di uno sfiato che consente il livellamento della pressione. In teoria questi sono sistemi risonanti in cui l&#8217;onda posteriore dell&#8217;altoparlante è invertita di fase e si somma al fronte d&#8217;onda principale del cono. Che il principio funzioni, è dimostrato da molti grandi sistemi in sale, in teatri e perfino ambienti di riunione esterni, ma in tutti questi casi vi sono grandi spazi dove la propagazione delle onde sonore, è il fattore dominante.<br />
Quando le dimensioni della stanza diventano piccole rispetto alla lunghezza d&#8217;onda, la propagazione dell’onda stessa non funziona ed i bassi possono essere riprodotti soltanto pressurizzando (e de-pressurizzando) l’ambiente&#8230;. Nelle prove che ho effettuato nel mio laboratorio, un subwoofer accordato sembra fare &#8220;un sacco di rumore&#8221;, ma fallisce miseramente nel produrre frequenze basse che possono essere &#8220;percepite&#8221;. Un driver simile in cassa chiusa riesce a far vibrare l’intero appartamento, a tal punto che non sono riuscito ad ottenere gli stessi (o nemmeno simili) livelli usando qualsiasi sistema di subwoofer accordato.<br />
In parte, queste sono mie supposizioni ed al momento non ho misure per sostenere le mie congetture. Gli effetti che ho segnalato sono (o almeno sembrano essere) reali, ma non è chiaro il punto di transizione- non so esattamente dove la propagazione delle onde cessi di essere il termine principale e dove il &#8220;modo a pressione&#8221; diventi dominate. Di ciò mi occuperò più dettagliatamente quando avrò la possibilità di fare delle misure e della ricerca.</p>
<p><strong>Devo però aggiungere che:</strong><br />
Il fenomeno descritto non dipende solo dalle dimensioni dell&#8217;ambiente o da quanto questo è ben &#8220;chiuso&#8221;, ma anche dalle dimensioni dell&#8217;altoparlante.<br />
Immaginate una stanza nella quale a muoversi e vibrare sia un&#8217;intera parete. Il funzionamento &#8220;in pressione&#8221; sarebbe comunque assicurato&#8230; Mentre in una cuffia che abbia una membrana mobile larga 1 mm non ne sarei così sicuro&#8230;<br />
Ecco perché, per i subwoofer in auto io suggerisco l&#8217;uso di altoparlanti grandi e non reflex o carico simmetrico&#8230;</p>
<p>N.B.: Il &#8220;buon funzionamento&#8221; del nostro <a href="http://www.audioplay.it/the-forum-speaker" target="_blank">TFS-1 (the forum speaker)</a> alle basse frequenze (sottolineato da chi lo ha ascoltato), oltre che alla qualità del woofer ed alla bontà del progetto (reflex QB3) potrebbe essere attribuito al migliore &#8220;accoppiamento&#8221; con l&#8217;ambiente, conseguito con una superficie della bocca d&#8217;uscita del condotto di accordo pari ad 1/3 di quella dell&#8217;altoparlante (e non 1/6 come d&#8217;uso corrente) e al suo posizionamento (del condotto) &#8220;a pavimento&#8221;&#8230;<br />
In talune auto e con taluni progetti potrebbero verificarsi condizioni favorevoli simili a quelle testé esposte&#8230;</p>
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		<title>Calcolo condotto reflex esponenziale</title>
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		<pubDate>Fri, 07 May 2004 12:56:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>renato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Il Bass-64 ed il Bass-PC 2.0 prevedevano già anche il calcolo del tubo di accordo dei sistemi reflex (diametro interno e lunghezza, per un dato volume ed una desiderata frequenza di accordo). Il Bass-PC 3.0, oltre a calcolare normalmente il condotto di accordo cilindrico, poteva fare uso anche di un programma aggiuntivo per il calcolo di condotti rettangolari, multisezione od esponenziali (il VENT.EXE scritto da Pierfrancesco Fravolini sulla base del condotto messo a punto per il sistema autocostruibile The Audio Sat). L&#8217;uso del programma non è complicato, ma una attenta lettura del Manuale (in formato Word) allegato nel pacchetto è [...]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il Bass-64 ed il Bass-PC 2.0 prevedevano già anche il calcolo del tubo di accordo dei sistemi reflex (diametro interno e lunghezza, per un dato volume ed una desiderata frequenza di accordo).<br />
Il Bass-PC 3.0, oltre a calcolare normalmente il condotto di accordo cilindrico, poteva fare uso anche di un programma aggiuntivo per il calcolo di condotti rettangolari, multisezione od esponenziali (il VENT.EXE scritto da Pierfrancesco Fravolini sulla base del condotto messo a punto per il sistema autocostruibile The Audio Sat).</p>
<p>L&#8217;uso del programma non è complicato, ma una attenta lettura del Manuale (in formato Word) allegato nel pacchetto è senz&#8217;altro consigliabile a tutti.</p>
<p><a href="/downloads/Vent.zip">Vent-PC 1.0</a></p>
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