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	<title>Renato Giussani &#187; manifestazione</title>
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		<title>Dal vivo</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Apr 2007 14:16:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>
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		<category><![CDATA[udito]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Vorrei trasferirvi una considerazione che potrebbe piacere particolarmente al mio amico fotografo e audiofilo Piero Rossi: Alcune sere fa sono stato ospite ad una cena Fortis (orologi) a BaselWorld e, mentre tutti mangiavamo e parlavamo amabilmente, un gruppo di musicisti ci ha allietato con pianoforte, violoncello, basso e canto. Buona musica da camera&#8230; Ebbene, dopo tanti ascolti fatti sia pure con molte casse e impianti di ottima qualità, ho riassaporato una volta di più le sensazioni uniche dell&#8217;ascolto dal vivo. La sensazione che provavo era simile a quella che provo tuttora quando tolgo gli occhiali. Anche se si tratta di [...]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei trasferirvi una considerazione che potrebbe piacere particolarmente al mio amico fotografo e audiofilo Piero Rossi:</p>
<p>Alcune sere fa sono stato ospite ad una cena Fortis (orologi) a BaselWorld e, mentre tutti mangiavamo e parlavamo amabilmente, un gruppo di musicisti ci ha allietato con pianoforte, violoncello, basso e canto. Buona musica da camera&#8230;</p>
<p>Ebbene, dopo tanti ascolti fatti sia pure con molte casse e impianti di ottima qualità, ho riassaporato una volta di più le sensazioni uniche dell&#8217;ascolto dal vivo.</p>
<p>La sensazione che provavo era simile a quella che provo tuttora quando tolgo gli occhiali. Anche se si tratta di quelli da vista. Magari vedo meno bene, ma è come se fra me e il mondo che guardo venga eliminato un filtro che riduce comunque in una qualche misura la sensazione di tridimensionalità e soprattutto di assoluta &#8220;indipendenza&#8221; di ogni particolare da tutti gli altri e dal fondo.</p>
<p>Immaginate di guardare verso l&#8217;esterno dall&#8217;interno di un ambiente chiuso (un ristorante&#8230;?) attraverso una grande vetrata. Per quanto essa sia trasparente e pulita la sensazione non è mai esattamente uguale a quella che si prova quando non c&#8217;è.</p>
<p>Allora&#8230; Passiamo ad approfondire l&#8217;argomento, sia pure rimanendo nell&#8217;ambito dell&#8217;analogia ottica:</p>
<p>Poniamo ora fra noi e la scena che stiamo guardando (caratterizzata da tanti colori diversi) un vetro colorato.</p>
<p>Qualsiasi sia il colore e per quanto tenue esso sia, il suo colore si sommerà (in senso algebrico) a tutti i colori di tutti i particolari della scena che stiamo osservando modificandoli tutti nella stessa direzione, ovvero applicando a tutti la stessa funzione di trasferimento. E&#8217; una alterazione dello spettro naturale che viene applicata allo spettro di tutta la scena, tutta insieme. E basta questo fatto per metterci in condizione di accorgerci della presenza del &#8220;filtro&#8221; anche se gli oggetti contenuti nella scena non sono da noi conosciuti in modo perfetto.</p>
<p>La stessa cosa avviene quando la &#8220;scena acustica&#8221; viene &#8220;filtrata&#8221; da un unico altoparlante (o un sistema di altoparlanti relativamente &#8220;semplice&#8221;).</p>
<p>La sua risposta in frequenza va ad alterare lo spettro di tutti gli elementi di quella scena &#8220;tutti nello stesso identico modo&#8221; rendendo evidente la presenza &#8220;dell&#8217;altoparlante&#8221; fra noi e il suono reale.</p>
<p>Come si potrebbe cercare di limitare e ridurre questo fenomeno?</p>
<p>Ma è &#8220;semplice&#8221;&#8230;</p>
<p>Usando tanti altoparlanti differenti per ciascun &#8220;elemento&#8221; delle stessa scena.</p>
<p>Ed è proprio quello che Giammaria ed io abbiamo fatto nel &#8217;78 quando abbiamo usato due Delta 4, mai esattamente identiche fra loro e poste in due posizioni diverse in ambiente, per riprodurre il suoni di un sassofono e di una coppia di tumba. L&#8217;uno a sinistra e le altre a destra.</p>
<p>E quando dobbiamo riprodurre i suoni emessi da un intero gruppo di musicisti (più di due) registrato sì in stereo ma disposti sulla scena in modo da venir successivamente riprodotti contemporaneamente da entrambe le casse?</p>
<p>Un sistema che può aiutare a ridurre &#8220;l&#8217;effetto filtro&#8221; è proprio l&#8217;NPS&#8230; Nel quale i vari suoni e i vari strumenti, essendo dotati di spettri acustici differenti sia pure spesso molto sovrapposti, vengono statisticamente riprodotti contemporaneamente in una percentuale a volte molto rilevante da gruppi di altoparlanti diversi&#8230;</p>
<p>ADDENDA&#8230; A MAGGIORE SPIEGAZIONE&#8230;</p>
<p>&#8220;&#8230;l&#8217;NPS&#8230; Nel quale i vari suoni e i vari strumenti, essendo dotati di spettri acustici differenti sia pure spesso molto sovrapposti, vengono statisticamente riprodotti contemporaneamente in una percentuale a volte molto rilevante da gruppi di altoparlanti diversi&#8230;&#8221;</p>
<p>Stessa cosa (in percentuale molto inferiore a 100) di quando i diversi strumenti vengono riprodotti da altrettante cassa diverse (tipo il sax, la tumba e le due Delta4/78).</p>
<p>Un sistema monovia da questo punto di vista è il peggiore.</p>
<p>Un sistema multivia &#8220;migliora&#8221; all&#8217;aumentare delle vie fra le quali è suddiviso lo spettro (e nelle 1000 ce ne sono 6).</p>
<p>Naturalmente due strumenti diversi dotati di spettro di emissione identico non usufruiscono affatto del beneficio di essere emessi da un sistema NPS.</p>
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