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	<title>Renato Giussani &#187; distorsione</title>
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		<title>Importanza della Distorsione (?)</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 10:40:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>renato</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ascolto]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Le misure di distorsione delle testine, anche di quelle che hanno reputazione ottima, mostrano spesso valori superiori al 2%. La distorsione delle casse acustiche, anche di quelle che hanno reputazione ottima, specie alle basse frequenze supera anch&#8217;essa molto spesso almeno l&#8217;1%. Quale che sia il metodo impiegato per misurarla, la distorsione influisce realmente sull&#8217;ascolto, e anche molto, solo quando supera il 3%. Nel caso dei diffusori acustici si tratta poi quasi sempre di picchi di distorsione causati da rattling, break-up non controllati, risonanze a spillo, vibrazioni anomale dei mobili, guasti e/o rotture&#8230; Non condizioni di funzionamento &#8220;normali&#8221; per sistemi di [...]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Le misure di distorsione delle testine, anche di quelle che hanno reputazione ottima, mostrano spesso valori superiori al 2%.<br />
La distorsione delle casse acustiche, anche di quelle che hanno reputazione ottima, specie alle basse frequenze supera anch&#8217;essa molto spesso almeno l&#8217;1%.</p>
<p>Quale che sia il metodo impiegato per misurarla, la distorsione influisce realmente sull&#8217;ascolto, e anche molto, solo quando supera il 3%.</p>
<p>Nel caso dei diffusori acustici si tratta poi quasi sempre di picchi di distorsione causati da rattling, break-up non controllati, risonanze a spillo, vibrazioni anomale dei mobili, guasti e/o rotture&#8230; Non condizioni di funzionamento &#8220;normali&#8221; per sistemi di qualità insomma.</p>
<p>Per le elettroniche il discorso è un po&#8217; diverso.</p>
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		<title>Distorsioni</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Aug 2003 00:32:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Galileo]]></category>
		<category><![CDATA[Teoria]]></category>
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		<category><![CDATA[frequenza]]></category>
		<category><![CDATA[misura]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Tutti i parametri tecnici relativi al funzionamento di un sistema di altoparlanti sono più o meno correlati fra loro e sono stati tutti introdotti per poter affrontare e risolvere i problemi inerenti, ma non si deve credere che sia possibile, ad esempio, migliorare la situazione creata da un midrange bruciato in un sistema a tre vie cambiando il delay della emissione del woofer e del tweeter&#8230; Vi sono sempre parametri che su una particolare situazione influiscono molto e altri che influiscono poco. La via più corretta per affrontare qualsiasi problema di ordine &#8220;ingegneristico&#8221; quella di ridurre le incognite e lavorare [...]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti i parametri tecnici relativi al funzionamento di un sistema di altoparlanti sono più o meno correlati fra loro e sono stati tutti introdotti per poter affrontare e risolvere i problemi inerenti, ma non si deve credere che sia possibile, ad esempio, migliorare la situazione creata da un midrange bruciato in un sistema a tre vie cambiando il delay della emissione del woofer e del tweeter&#8230;</p>
<p>Vi sono sempre parametri che su una particolare situazione influiscono molto e altri che influiscono poco.</p>
<p>La via più corretta per affrontare qualsiasi problema di ordine &#8220;ingegneristico&#8221; quella di ridurre le incognite e lavorare su modelli per quanto possibile semplificati, cercando di ottimizzarli al massimo prima di passare oltre. Il Bass e il Cross sono un buon esempio di questo modo di procedere. Sia nell&#8217;uno che nell&#8217;altro programma di parametri che tutti potremmo a prima vista considerare importanti, ma che sono stati viceversa esclusi dalla visualizzazione per poter procedere ad una migliore ottimizzazione di tutto ciò che si poteva comprendere meglio, ce ne sono veramente tanti. Eppure sono in molti ormai ad ammettere che questi programmi consentono un ottima e attendibile progettazione anche sistemi abbastanza impegnativi , come ad esempio il <a href="the-audio-speaker">The Audio Speaker</a>, anche senza avere a disposizione un vero laboratorio di misure elettroacustiche.</p>
<p><strong>Conclusione</strong></p>
<p>Dato che:</p>
<p><em>Harmonic Distortion is a means for measuring <a href="http://www.pcavtech.com/soundcards/techtalk/nlinear" target="_blank">Nonlinear Distortion</a>. Nonlinear Distortion is a form of signal processing <a href="http://www.pcavtech.com/soundcards/techtalk/dist_noise" target="_blank">error that creates signals at frequencies that are not necessarily present in the input. It contrasts with </a><a href="http://www.pcavtech.com/soundcards/techtalk/linear" target="_blank">Linear Distortion</a>, which is a form of error that creates no new frequencies beyond those that are present in the input signal. Linear Distortion changes the relationship of the size and timing of the frequencies that compose the input signal. Linear and Nonlinear distortion are directly based on frequencies present in the input signal.</em></p>
<p>Prendiamo atto che sia le alterazioni della risposta in frequenza che di quella in fase del segnale sono due forme altrettanto importanti di distorsione lineare.</p>
<p>- La correttezza o meno della risposta in fase &#8220;sic et simpliciter&#8221; non è di fatto udibile semplicemente perché il nostro sistema uditivo non è &#8220;progettato&#8221; per essere sensibile a ciò: con tutte le &#8220;fasi&#8221; diverse da cui siamo costantemente investiti diventerebbe impossibile riconoscere il suono di una Fender da quello di una Gibson a meno di ascoltarle sempre nelle stesse &#8220;identiche&#8221; condizioni di fase. Ovvero quando si riusce ad alterare la risposta in fase (entro intervalli di tempo &#8220;ragionevoli&#8221;) senza alterare minimamente la risposta in ampiezza non si sente nessuna differenza. Ecco perché il Cross non è stato dotato di una visualizzazione della risposta in fase (non ostante sia praticamente &#8220;costretto&#8221; a calcolarla) che consenta di ottimizzarla.</p>
<p>- La risposta in frequenza invece, espressa e misurata in modo non propriamente semplicissimo come già detto, è IL PARAMETRO da ottimizzare al limite degli 0,1 dB.</p>
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		<title>Risposta ottimale in ambiente</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Sep 1975 14:35:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[distorsione]]></category>
		<category><![CDATA[flipbook]]></category>
		<category><![CDATA[frequenza]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Da Suono Stereo Hi-Fi n° 41 (settembre 1975) I diffusori &#8220;sperimentali&#8221; citati nell&#8217;articolo erano i primi due prototipi delle Audiolab Delta 3 (costruiti da me e Giammaria Lojodice a Giugno 1975). Gli altri diffusori erano stati scelti fra quelli che &#8220;andavano per la maggiore&#8221; in quegli anni&#8230; Dopo aver attribuito ad Henning Møller i suoi meriti, non posso però non citare almeno Henrik Staffeldt (Department of Electrical Engineering Academy, Lyngby, Denmark), che sul Volume 22 n.6 (Luglio/Agosto 1974) del Journal dell&#8217;AES aveva già dimostrato (a pag.402) che la risposta in frequenza rilevata in camera anecoica e la distorsione alle basse [...]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renatogiussani.it/risposta-ottimale-in-ambiente/">Risposta ottimale in ambiente</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.renatogiussani.it">Renato Giussani</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Da Suono Stereo Hi-Fi n° 41 (settembre 1975)</p>
<p>I diffusori &#8220;sperimentali&#8221; citati nell&#8217;articolo erano i primi due prototipi delle <a href="audiolab-delta-3"><b>Audiolab Delta 3</b></a> (costruiti da me e Giammaria Lojodice a Giugno 1975). Gli altri diffusori erano stati scelti fra quelli che &#8220;andavano per la maggiore&#8221; in quegli anni&#8230;<br />
Dopo aver attribuito ad Henning Møller i suoi meriti, non posso però non citare almeno Henrik Staffeldt (Department of Electrical Engineering Academy, Lyngby, Denmark), che sul Volume 22 n.6 (Luglio/Agosto 1974) del Journal dell&#8217;AES aveva già dimostrato (a pag.402) che la risposta in frequenza rilevata in camera anecoica e la distorsione alle basse frequenze (ove rispondenti a caratteristiche normalmente accettabili), non hanno nessun rilievo nei confronti di ascolto fra diffusori diversi, mentre la misura che appare fortemente correlata ai giudizi espressi è la &#8220;risposta in frequenza rilevata con rumore rosa a terzi d&#8217;ottava in ambiente d&#8217;ascolto&#8221; (la misura impiegata da Staffeldt era stata mediata su tre diverse posizioni).</p>
<p><a href="/pdf/risposta-ottimale-ambiente.pdf" title="Scarica il PDF" class="pdflink">Puoi scaricare il pdf</a></p>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renatogiussani.it/risposta-ottimale-in-ambiente/">Risposta ottimale in ambiente</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.renatogiussani.it">Renato Giussani</a>.</p>
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