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	<title>Renato Giussani &#187; ambiente</title>
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		<title>Dal vivo</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Apr 2007 14:16:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Vorrei trasferirvi una considerazione che potrebbe piacere particolarmente al mio amico fotografo e audiofilo Piero Rossi: Alcune sere fa sono stato ospite ad una cena Fortis (orologi) a BaselWorld e, mentre tutti mangiavamo e parlavamo amabilmente, un gruppo di musicisti ci ha allietato con pianoforte, violoncello, basso e canto. Buona musica da camera&#8230; Ebbene, dopo tanti ascolti fatti sia pure con molte casse e impianti di ottima qualità, ho riassaporato una volta di più le sensazioni uniche dell&#8217;ascolto dal vivo. La sensazione che provavo era simile a quella che provo tuttora quando tolgo gli occhiali. Anche se si tratta di [...]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei trasferirvi una considerazione che potrebbe piacere particolarmente al mio amico fotografo e audiofilo Piero Rossi:</p>
<p>Alcune sere fa sono stato ospite ad una cena Fortis (orologi) a BaselWorld e, mentre tutti mangiavamo e parlavamo amabilmente, un gruppo di musicisti ci ha allietato con pianoforte, violoncello, basso e canto. Buona musica da camera&#8230;</p>
<p>Ebbene, dopo tanti ascolti fatti sia pure con molte casse e impianti di ottima qualità, ho riassaporato una volta di più le sensazioni uniche dell&#8217;ascolto dal vivo.</p>
<p>La sensazione che provavo era simile a quella che provo tuttora quando tolgo gli occhiali. Anche se si tratta di quelli da vista. Magari vedo meno bene, ma è come se fra me e il mondo che guardo venga eliminato un filtro che riduce comunque in una qualche misura la sensazione di tridimensionalità e soprattutto di assoluta &#8220;indipendenza&#8221; di ogni particolare da tutti gli altri e dal fondo.</p>
<p>Immaginate di guardare verso l&#8217;esterno dall&#8217;interno di un ambiente chiuso (un ristorante&#8230;?) attraverso una grande vetrata. Per quanto essa sia trasparente e pulita la sensazione non è mai esattamente uguale a quella che si prova quando non c&#8217;è.</p>
<p>Allora&#8230; Passiamo ad approfondire l&#8217;argomento, sia pure rimanendo nell&#8217;ambito dell&#8217;analogia ottica:</p>
<p>Poniamo ora fra noi e la scena che stiamo guardando (caratterizzata da tanti colori diversi) un vetro colorato.</p>
<p>Qualsiasi sia il colore e per quanto tenue esso sia, il suo colore si sommerà (in senso algebrico) a tutti i colori di tutti i particolari della scena che stiamo osservando modificandoli tutti nella stessa direzione, ovvero applicando a tutti la stessa funzione di trasferimento. E&#8217; una alterazione dello spettro naturale che viene applicata allo spettro di tutta la scena, tutta insieme. E basta questo fatto per metterci in condizione di accorgerci della presenza del &#8220;filtro&#8221; anche se gli oggetti contenuti nella scena non sono da noi conosciuti in modo perfetto.</p>
<p>La stessa cosa avviene quando la &#8220;scena acustica&#8221; viene &#8220;filtrata&#8221; da un unico altoparlante (o un sistema di altoparlanti relativamente &#8220;semplice&#8221;).</p>
<p>La sua risposta in frequenza va ad alterare lo spettro di tutti gli elementi di quella scena &#8220;tutti nello stesso identico modo&#8221; rendendo evidente la presenza &#8220;dell&#8217;altoparlante&#8221; fra noi e il suono reale.</p>
<p>Come si potrebbe cercare di limitare e ridurre questo fenomeno?</p>
<p>Ma è &#8220;semplice&#8221;&#8230;</p>
<p>Usando tanti altoparlanti differenti per ciascun &#8220;elemento&#8221; delle stessa scena.</p>
<p>Ed è proprio quello che Giammaria ed io abbiamo fatto nel &#8217;78 quando abbiamo usato due Delta 4, mai esattamente identiche fra loro e poste in due posizioni diverse in ambiente, per riprodurre il suoni di un sassofono e di una coppia di tumba. L&#8217;uno a sinistra e le altre a destra.</p>
<p>E quando dobbiamo riprodurre i suoni emessi da un intero gruppo di musicisti (più di due) registrato sì in stereo ma disposti sulla scena in modo da venir successivamente riprodotti contemporaneamente da entrambe le casse?</p>
<p>Un sistema che può aiutare a ridurre &#8220;l&#8217;effetto filtro&#8221; è proprio l&#8217;NPS&#8230; Nel quale i vari suoni e i vari strumenti, essendo dotati di spettri acustici differenti sia pure spesso molto sovrapposti, vengono statisticamente riprodotti contemporaneamente in una percentuale a volte molto rilevante da gruppi di altoparlanti diversi&#8230;</p>
<p>ADDENDA&#8230; A MAGGIORE SPIEGAZIONE&#8230;</p>
<p>&#8220;&#8230;l&#8217;NPS&#8230; Nel quale i vari suoni e i vari strumenti, essendo dotati di spettri acustici differenti sia pure spesso molto sovrapposti, vengono statisticamente riprodotti contemporaneamente in una percentuale a volte molto rilevante da gruppi di altoparlanti diversi&#8230;&#8221;</p>
<p>Stessa cosa (in percentuale molto inferiore a 100) di quando i diversi strumenti vengono riprodotti da altrettante cassa diverse (tipo il sax, la tumba e le due Delta4/78).</p>
<p>Un sistema monovia da questo punto di vista è il peggiore.</p>
<p>Un sistema multivia &#8220;migliora&#8221; all&#8217;aumentare delle vie fra le quali è suddiviso lo spettro (e nelle 1000 ce ne sono 6).</p>
<p>Naturalmente due strumenti diversi dotati di spettro di emissione identico non usufruiscono affatto del beneficio di essere emessi da un sistema NPS.</p>
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		<title>DSR&amp;NPS -verticale-</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Sep 2006 01:42:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>renato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[acustica]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto]]></category>
		<category><![CDATA[dsr]]></category>
		<category><![CDATA[frequenza]]></category>
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		<category><![CDATA[suono]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Leggi anche: DSR &#038; NPS, Orizzontale A) Il suono è un&#8217;onda di pressione longitudinale che viaggia nell&#8217;aria a 340 m/sec (a 20°C). (Nell&#8217;acqua a 1200 m/sec, nel marmo a 3000 m/sec, nel ferro a 5127 m/sec) B) Vibrazione Da Wikipedia, l&#8217;enciclopedia libera. La condizione fondamentale affinché si produca un suono è che sia messo in vibrazione un corpo vibrante e perché un corpo (anche un gas) sia definito vibrante, è necessario che sia elastico. Una corda, ad esempio, viene definita vibrante quando viene sottoposta a tensione. Quando una corda viene messa in vibrazione, si producono due nodi alle estremità ed [...]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Leggi anche: <a href="/dsr-nps-orizzontale">DSR &#038; NPS, Orizzontale</a></p>
<p>A) Il suono è un&#8217;onda di pressione longitudinale che viaggia nell&#8217;aria a 340 m/sec (a 20°C). (Nell&#8217;acqua a 1200 m/sec, nel marmo a 3000 m/sec, nel ferro a 5127 m/sec)</p>
<p>B) Vibrazione Da Wikipedia, l&#8217;enciclopedia libera.</p>
<p>La condizione fondamentale affinché si produca un suono è che sia messo in vibrazione un corpo vibrante e perché un corpo (anche un gas) sia definito vibrante, è necessario che sia elastico. Una corda, ad esempio, viene definita vibrante quando viene sottoposta a tensione. Quando una corda viene messa in vibrazione, si producono due nodi alle estremità ed un ventre al centro e lo spazio coperto dalla corda nel suo vibrare verso l&#8217;alto e verso il basso viene chiamato ampiezza della vibrazione. Esistono delle leggi che regolano la vibrazione delle corde. Per capirle, però, bisogna introdurre il concetto di frequenza, il numero di vibrazioni che vengono compiute in una determinata unità di tempo, per noi il minuto secondo. Le leggi sono:</p>
<p>- La frequenza è inversamente proporzionale alla lunghezza della corda: più lunga una corda, minore è il numero delle vibrazioni al minuto secondo e meno acuto è il suono prodotto;<br />
- La frequenza è inversamente proporzionale al diametro: più grossa una corda, minore è il numero delle vibrazioni e meno acuto il suono prodotto;<br />
La frequenza è direttamente proporzionale al quadrato della tensione: più si tende una corda, maggiore è il numero di vibrazioni e più acuto è il suono prodotto;<br />
- La frequenza è inversamente proporzionale al quadrato della densità: più la corda è densa, minore è il numero delle vibrazioni e meno acuto è il suono prodotto.</p>
<p>Per ottenere suoni acuti occorrono corde sottili, corte e ben tese; per ottenere suoni gravi occorrono corde spesse, lunghe e leggermente tese.</p>
<p>C) Quando vibrano, le corde degli strumenti musicali sono sede di onde stazionarie; una corda di violino, ad esempio, vibra generando un&#8217;onda stazionaria con i nodi agli estremi, simultaneamente a una con tre nodi di cui uno al centro, a un&#8217;altra con quattro nodi, e così via. La vibrazione a due nodi produce la nota fondamentale, tutti gli altri modi di vibrazione generano le armoniche successive.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nei sistemi che implementano il DSR verticale ho deciso di posizionare gli altoparlanti di due vie contigue ad una distanza fra loro pari alla lunghezza d&#8217;onda alla relativa frequenza d&#8217;incrocio.</p>
<p>Operando in questo modo si ottiene che, quando i due altoparlanti emettono entrambe la stessa onda acustica allo stesso livello, la dimensione verticale della sorgente complessiva che emette tale onda possa essere facilmente percepita come quella che separa i due altoparlanti, equivalente alla lunghezza di una corda di uno strumento musicale che vibri alla sua frequenza di risonanza fondamentale.</p>
<p>Invece, nell&#8217;NPS, La dimensione verticale della sorgente acustica emittente costituita da ciascun gruppo, è pari alla distanza che separa i componenti lontani del gruppo non solo nell&#8217;intorno di una frequenza d&#8217;incrocio, ma su tutta la banda riprodotta da quel gruppo. E dato che la relazione con la fondamentale di una corda è rispettata solo per la frequenza &#8220;centrale&#8221; di progetto per quella banda, è naturale che sia meglio avere tutto lo spettro acustico suddiviso nel maggior numero di vie possibile, in modo che le approssimazioni di ciascun gruppo agli estremi della banda che riproduce siano le minori possibili. Inoltre, in questo modo si ottiene di far coincidere i centri di tutti i gruppi, che nel DSR sono invece allineati in verticale a distanze rilevanti.</p>
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		<title>Aneddoto</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Mar 2006 00:56:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>renato</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Esperienza vissuta durante l&#8217;esame di Macchine all&#8217;Università La Sapienza di Roma, con il Prof. Arnaldo Castagna (negli anni &#8217;70 del 1900)&#8230; &#8230;Un ragazzo mooolto studioso e mooolto preparato, alla semplice domanda di Castanga su quanto tempo avrebbe impiegato un certo grave, date certe condizioni iniziali, a toccare il suolo, dopo avere calcolato con la massima attenzione il tutto (ma non riuscendo comunque ad evitare un banalissimo errore di virgola) dette una risposta evidentemente sbagliata. Castagna gli chiese (non è una barzelletta, ero presente personalmente, dato che fui l&#8217;esaminato successivo&#8230; E forse questo episodio mi fu favorevole) di salire in piedi [...]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Esperienza vissuta durante l&#8217;esame di Macchine all&#8217;Università La Sapienza di Roma, con il Prof. Arnaldo Castagna (negli anni &#8217;70 del 1900)&#8230;</p>
<p>&#8230;Un ragazzo mooolto studioso e mooolto preparato, alla semplice domanda di Castanga su quanto tempo avrebbe impiegato un certo grave, date certe condizioni iniziali, a toccare il suolo, dopo avere calcolato con la massima attenzione il tutto (ma non riuscendo comunque ad evitare un banalissimo errore di virgola) dette una risposta evidentemente sbagliata.</p>
<p>Castagna gli chiese (non è una barzelletta, ero presente personalmente, dato che fui l&#8217;esaminato successivo&#8230; E forse questo episodio mi fu favorevole) di salire in piedi sulla sua scrivania. Poi gli chiese di saltare giù. Cosa che lo studente, un po&#8217; perplesso, fece comunque senza obiettare toccando terra dopo una frazione di secondo. Nel frattempo il Prof. scriveva alcuni appunti su un suo blocco. Dopo un bel po&#8217; guardò verso il malcapitato e gli chiese : &#8220;Come&#8230; è già a terra&#8230;? Credevo di dover aspettare ancora parecchi secondi! Vada pure&#8230; Si accomodi&#8230; Torni quando avrà &#8220;capito&#8221;&#8230;&#8221;</p>
<p>L&#8217;ultima domanda della mia interrogazione (dopo un bel po&#8217; di dimostrazioni di teoremi e di domandine teoriche cattive) invece fu: &#8220;&#8230;A cosa servono quelle mezze lune sulle ruote delle locomotive a vapore?&#8221;. Io ricordo benissimo che non scrissi nessuna equazione, sulla lavagna, ma risposi subito a colpo sicuro &#8221; Ad equilibrare la massa delle bielle, professore!&#8221;. Lui mi disse subito: &#8220;Si accomodi pure, il voto è trenta e lode&#8230;&#8221;.</p>
<p>Ciononostante, il mondo è tuttora pieno di serissimi e preparatissimi progettisti/imprenditori che stanno ancora cercando &#8220;avidamente&#8221; di realizzare la famosa &#8220;sfera pulsante&#8221; in quanto sono convinti che si tratti della &#8220;sorgente acustica ideale&#8221;.<br />
Non hanno &#8220;capito&#8221; che la parola &#8220;ideale&#8221; in questo caso non significa &#8220;magnifica&#8221;, &#8220;perfetta&#8221;, &#8220;migliore in assoluto&#8221;, bensì solamente che è un &#8220;modello ideale&#8221; (da usare tipo &#8220;mattone&#8221;) per poterci fare dei calcoli che altrimenti sarebbero troppo difficili, ma che con le sorgenti reali e la loro necessità di ottimizzazione in campo hi-fi non ha proprio nulla a che vedere (e, tanto per non uscire troppo dal seminato, il DSR, ad esempio, tutto ciò lo ha dimostrato sul campo da &#8220;molto&#8221; tempo)&#8230;</p>
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		<title>Equalizzazione ambientale</title>
		<link>https://www.renatogiussani.it/equalizzazione-ambientale/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2005 00:43:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Teoria]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Quando si voglia decidere a priori a quale andamento medio tentare di uniformare la risposta in frequenza di un sistema Car-Stereo si potrebbe iniziare dalla curva di Henning Møller. Niente di più sbagliato. Quando si entra nella propria auto insieme ad una persona conosciuta e questa inizia a parlare, la sua voce non verrà corretta da nessun equalizzatore e raggiungerà le nostre orecchie &#8220;influenzata&#8221; in modo molto pesante dalla &#8220;timbrica&#8221; del piccolo ambiente del quale stiamo parlando. Ciononostante a noi sembrerà perfettamente naturale e riconoscibile come tale. Quando nello stesso ambiente si iniziasse ad ascoltare, ad esempio, un CD di [...]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si voglia decidere a priori a quale andamento medio tentare di uniformare la risposta in frequenza di un sistema Car-Stereo si potrebbe iniziare dalla curva di Henning Møller. Niente di più sbagliato.<br />
Quando si entra nella propria auto insieme ad una persona conosciuta e questa inizia a parlare, la sua voce non verrà corretta da nessun equalizzatore e raggiungerà le nostre orecchie &#8220;influenzata&#8221; in modo molto pesante dalla &#8220;timbrica&#8221; del piccolo ambiente del quale stiamo parlando. Ciononostante a noi sembrerà perfettamente naturale e riconoscibile come tale.</p>
<p>Quando nello stesso ambiente si iniziasse ad ascoltare, ad esempio, un CD di Mina, il nostro sistema uditivo (cervello &#8220;compreso&#8221;) si aspetterà che anche quest&#8217;altra voce sia affetta più o meno nello stesso modo dall&#8217;acustica dell&#8217;&#8221;ambiente&#8221;. Equalizzando il segnale per ottenere la risposta che avremmo avuto nella regia dello studio di registrazione, il nostro cervello ci troverà qualcosa di molto strano e (sottraendo automaticamente l&#8217;effetto ambiente che ha memorizzato ascoltando la voce della persona nota) attribuirà alla voce di Mina delle caratteristiche molto diverse da quelle reali e sicuramente diverse da quelle originali, con un risultato assolutamente innaturale.<br />
Lo stesso avviene anche nelle nostre stanze di audiofili, perciò in realtà: ogni ambiente è caratterizzato da una sua curva di risposta in frequenza globale ottimale anche quando il disco, l&#8217;ampli e le casse cercassero di farci credere che ci troviamo in un ambiente diverso. E&#8217; grazie a tutto ciò che anche le buone casse inglesi progettate per avere una buona risposta sull&#8217;asse ed una buona dispersione hanno sempre goduto di una ottima reputazione anche se sono state installate in tutto il mondo in ambienti di dimensioni e caratteristiche acustiche molto diverse, tali che sicuramente le risposte globali rilevate in ambiente avrebbero mostrato una infnità di andamenti diversi.<br />
Ogni ambiente chiuso imprime le sue caratteristiche sul suono che sentiamo. Non è corretto tentare di annullarle completamente, agendo con regolazioni e/o equalizzazioni troppo spinte.<br />
Un metodo che può essere messo in atto per capire quale è l’andamento della risposta globale a regime da considerare giusto per un certo ambiente, potrebbe essere il seguente.<br />
Per prima cosa dotarsi di un buon microfono di misura e di un sistema di analisi di spettro e di registrazione appropriati. Quindi recarsi su un prato lontano da case e registrare alla distanza d’ascolto preferita un assolo di batteria (vera), piatti e cassa compresi. Quindi fare con calma una corretta analisi dello spettro che si è registrato. Poi portare il musicista e la sua batteria nell&#8217;ambiente d&#8217;ascolto e fare la stessa misura (alla stessa distanza di ascolto). Quindi mettere in funzione l’impianto con le casse più o meno dove era la batteria vera e senza spostare il microfono. Riproducendo il suono che registrato sul prato si dovrebbe rilevare lo stesso spettro appena misurato con la batteria vera nella stessa stanza. Se il risultato fosse diverso si potrebbe agire con opportuni controlli (meglio se DRC) per “equalizzarlo”.</p>
<p>Ora, con rumore rosa ed analizzatore di spettro quale risposta si rileverà?<br />
Sicuramente diversa in ognuna delle nostre stanze… Ma sempre quella &#8220;giusta&#8221; per la il particolare impianto nel particolare ambiente.</p>
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		<title>Limite inferiore basse frequenze in ambiente d&#8217;ascolto</title>
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		<pubDate>Sat, 07 May 2005 14:26:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Galileo]]></category>
		<category><![CDATA[altoparlanti]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[audioplay]]></category>
		<category><![CDATA[woofer]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Alcuni pensano che in ambienti piccoli non sia possibile ascoltare dei buoni bassi, ben estesi. Il motivo sarebbe che tale frequenze non potrebbero svilupparsi in ambienti la cui dimensione minima sia inferiore alla lunghezza d&#8217;onda del segnale che si pretenderebbe di emettere ed ascoltare. Nulla di più sbagliato e falso. Come Rod Elliot spiega molto bene, ciò non consentirebbe di sentire i bassi nemmeno in auto, o in cuffia&#8230; Testo tratto da http://sound.westhost.com/subcon.htm di Rod Elliott (Traduzione di Giampiero Spezzano &#38; Valerio Maglietta) 5 &#8211; Propagazione contro pressione Una congettura molto diffusa è che non si possano riprodurre i bassi [...]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Alcuni pensano che in ambienti piccoli non sia possibile ascoltare dei buoni bassi, ben estesi. Il motivo sarebbe che tale frequenze non potrebbero svilupparsi in ambienti la cui dimensione minima sia inferiore alla lunghezza d&#8217;onda del segnale che si pretenderebbe di emettere ed ascoltare.<br />
Nulla di più sbagliato e falso. Come Rod Elliot spiega molto bene, ciò non consentirebbe di sentire i bassi nemmeno in auto, o in cuffia&#8230;<br />
Testo tratto da <a href="http://sound.westhost.com/subcon.htm" target="_blank">http://sound.westhost.com/subcon.htm</a><br />
<em>di Rod Elliott<br />
(Traduzione di Giampiero Spezzano &amp; Valerio Maglietta)</em></p>
<p>5 &#8211; Propagazione contro pressione<br />
Una congettura molto diffusa è che non si possano riprodurre i bassi in un piccolo spazio. Se questo è certamente vero considerando la propagazione delle onde, è completamente falso se si è in condizioni di funzionamento a pressione all&#8217;interno dello spazio. Nella maggior parte degli ambienti, vi è un punto di transizione fra la propagazione delle onde ed il funzionamento a pressione (a volte citato come &#8216;guadagno d&#8217;ambiente&#8217;). Che le frequenze basse possano essere riprodotte nei piccoli spazi, è dimostrato chiaramente dalle cuffie e dai sistemi di subwoofer da automobile. Entrambi si basano sul funzionamento a pressione ed il punto -3dB delle frequenze basse è determinato dalle &#8216;perdite&#8217; perché lo spazio non è sigillato perfettamente. In un ambiente completamente sigillato, la riproduzione dei bassi è possibile fino alla CC &#8211; non che la cosa sia realmente utile. La maggior parte dei subwoofer si basano sul funzionamento a pressione per ottenere la riproduzione delle frequenze più profonde nei normali ambienti, e bisogna notare che i sistemi accordati non possono correttamente eccitare il funzionamento a pressione, in molti ambienti.<br />
Uno dei motivi potrebbe essere che vi è la presenza di uno sfiato che consente il livellamento della pressione. In teoria questi sono sistemi risonanti in cui l&#8217;onda posteriore dell&#8217;altoparlante è invertita di fase e si somma al fronte d&#8217;onda principale del cono. Che il principio funzioni, è dimostrato da molti grandi sistemi in sale, in teatri e perfino ambienti di riunione esterni, ma in tutti questi casi vi sono grandi spazi dove la propagazione delle onde sonore, è il fattore dominante.<br />
Quando le dimensioni della stanza diventano piccole rispetto alla lunghezza d&#8217;onda, la propagazione dell’onda stessa non funziona ed i bassi possono essere riprodotti soltanto pressurizzando (e de-pressurizzando) l’ambiente&#8230;. Nelle prove che ho effettuato nel mio laboratorio, un subwoofer accordato sembra fare &#8220;un sacco di rumore&#8221;, ma fallisce miseramente nel produrre frequenze basse che possono essere &#8220;percepite&#8221;. Un driver simile in cassa chiusa riesce a far vibrare l’intero appartamento, a tal punto che non sono riuscito ad ottenere gli stessi (o nemmeno simili) livelli usando qualsiasi sistema di subwoofer accordato.<br />
In parte, queste sono mie supposizioni ed al momento non ho misure per sostenere le mie congetture. Gli effetti che ho segnalato sono (o almeno sembrano essere) reali, ma non è chiaro il punto di transizione- non so esattamente dove la propagazione delle onde cessi di essere il termine principale e dove il &#8220;modo a pressione&#8221; diventi dominate. Di ciò mi occuperò più dettagliatamente quando avrò la possibilità di fare delle misure e della ricerca.</p>
<p><strong>Devo però aggiungere che:</strong><br />
Il fenomeno descritto non dipende solo dalle dimensioni dell&#8217;ambiente o da quanto questo è ben &#8220;chiuso&#8221;, ma anche dalle dimensioni dell&#8217;altoparlante.<br />
Immaginate una stanza nella quale a muoversi e vibrare sia un&#8217;intera parete. Il funzionamento &#8220;in pressione&#8221; sarebbe comunque assicurato&#8230; Mentre in una cuffia che abbia una membrana mobile larga 1 mm non ne sarei così sicuro&#8230;<br />
Ecco perché, per i subwoofer in auto io suggerisco l&#8217;uso di altoparlanti grandi e non reflex o carico simmetrico&#8230;</p>
<p>N.B.: Il &#8220;buon funzionamento&#8221; del nostro <a href="http://www.audioplay.it/the-forum-speaker" target="_blank">TFS-1 (the forum speaker)</a> alle basse frequenze (sottolineato da chi lo ha ascoltato), oltre che alla qualità del woofer ed alla bontà del progetto (reflex QB3) potrebbe essere attribuito al migliore &#8220;accoppiamento&#8221; con l&#8217;ambiente, conseguito con una superficie della bocca d&#8217;uscita del condotto di accordo pari ad 1/3 di quella dell&#8217;altoparlante (e non 1/6 come d&#8217;uso corrente) e al suo posizionamento (del condotto) &#8220;a pavimento&#8221;&#8230;<br />
In talune auto e con taluni progetti potrebbero verificarsi condizioni favorevoli simili a quelle testé esposte&#8230;</p>
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		<title>Direct/Reflecting</title>
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		<pubDate>Sat, 07 May 2005 01:44:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Durante tutti gli incontri avuti con il Prof. Amar Bose questi ha sempre insistito con grande convinzione sul fatto che durante la riproduzione con diffusori convenzionali il rapporto fra il suono diretto e quello riflesso/riverberato è molto sbilanciato a favore del suono diretto, rispetto alla situazione reale (vero, soprattutto alle frequenze medie ed alte). Questa secondo lui era l&#8217;unica vera ragione della sensazione di fatica e di poca naturalezza provata durante l&#8217;ascolto di segnali acustici riprodotti (ricordate che Bose suonava e registrava anche il suo violino, per le sue prove). La sua scelta è stata quindi di ridurre il rapporto [...]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_376" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.renatogiussani.it/wp-content/uploads/dir-rif.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.renatogiussani.it/wp-content/uploads/dir-rif-300x248.jpg" alt="Il brano &quot;incriminato&quot;, che si trova nell'articolo sul 'kit' 7/06" title="Il brano &quot;incriminato&quot;, che si trova nell'articolo sul 'kit' 7/06" width="300" height="248" class="size-medium wp-image-376" /></a><p class="wp-caption-text">Il brano &#8220;incriminato&#8221;, che si trova nell&#8217;articolo sul &#8220;kit&#8221; 7/06</p></div>
<p>Durante tutti gli incontri avuti con il Prof. Amar Bose questi ha sempre insistito con grande convinzione sul fatto che durante la riproduzione con diffusori convenzionali il rapporto fra il suono diretto e quello riflesso/riverberato è molto sbilanciato a favore del suono diretto, rispetto alla situazione reale (vero, soprattutto alle frequenze medie ed alte).<br />
Questa secondo lui era l&#8217;unica vera ragione della sensazione di fatica e di poca naturalezza provata durante l&#8217;ascolto di segnali acustici riprodotti (ricordate che Bose suonava e registrava anche il suo violino, per le sue prove).<br />
La sua scelta è stata quindi di ridurre il rapporto diretto/riflesso il più possibile.<br />
Le mie conoscenze in merito a quello che deve o non deve fare un buon sistema di altoparlanti per uso domestico mi hanno condotto invece, passando attraverso l&#8217;esperienza della serie 7 DSR della ESB, fino alla filosofia di emissione NPS, orizzontale e verticale.<br />
In molte occasioni ho anche esposto come, al di là delle semplificazioni rese necessarie da esigenze di divulgazione, il sistema NPS-1000 implementi molte ulteriori modalità di emissione del tutto nuove rispetto ai sistemi, sia pure &#8220;verticals&#8221; di tipo &#8220;convenzionale&#8221;.<br />
L&#8217;ultimo particolare che ho descritto è stato quello relativo alla complessa funzione svolta dai due mid-bassi posti nelle NPS-1000 in prossimità del soffitto dell&#8217;ambiente d&#8217;ascolto.<br />
Ma il DSR e l&#8217;NPS orizzontali, fra le tante cose che ottengono, permettono anche alle NPS-1000 di spostare un poco il rapporto diretto riflesso proprio nella direzione auspicata da Bose. E questo, sia grazie all&#8217;orientamento orizzontale dei loro altoparlanti che alla presenza dei due mid-bassi superiori. Ovviamente, in accordo con il dato di fatto che qualsiasi valutazione delle caratteristiche di emissione dei sistemi di altoparlanti non deve essere mai fatta &#8220;globalmente&#8221; su tutto lo spettro di frequenze emesso, ma verificando banda per banda cosa serve e cosa viene ottenuto, nelle NPS-1000 gli effetti cui mi riferisco sono ben differenziati in funzione della frequenza.</p>
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		<title>Un vecchio amico &#8211;   Servizi, Consulenze e Ricerche della Brüel Acoustics</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2001 12:45:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Prof. Dr. Mario Mattia L&#8217;esperienza e la professionalità acquisita dopo lunghi anni di studi, ricerche ed applicazioni svolte anche in collaborazione con i più qualificati Enti pubblici, Università, industrie&#8230;., nei vari campi dell&#8217;acustica, perfezionate da relazioni tecniche e scientifiche presentate a Convegni e Congressi internazionali, ci consente di offrire la migliore consulenza e di fare misure secondo le molteplici esigenze del cliente ed in conformità alle normative italiane ed estere: misura ed analisi dei livelli di rumore (DPCM 1/3/91 e legge quadro sul rumore n. 447 del 26/10/95); misure di inquinamento acustico e vibratorio nell&#8217;ambiente di lavoro (D. Lgs. n. [...]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Prof. Dr. Mario Mattia<br />
L&#8217;esperienza e la professionalità acquisita dopo lunghi anni di studi, ricerche ed applicazioni svolte anche in collaborazione con i più qualificati Enti pubblici, Università, industrie&#8230;., nei vari campi dell&#8217;acustica, perfezionate da relazioni tecniche e scientifiche presentate a Convegni e Congressi internazionali, ci consente di offrire la migliore consulenza e di fare misure secondo le molteplici esigenze del cliente ed in conformità alle normative italiane ed estere: misura ed analisi dei livelli di rumore (DPCM 1/3/91 e legge quadro sul rumore n. 447 del 26/10/95); misure di inquinamento acustico e vibratorio nell&#8217;ambiente di lavoro (D. Lgs. n. 277/91, 626/94 e 242/96), bonifiche ambientali; oltre che misure di: tempi di riverbero, analisi statistiche del rumore, misure di assorbimento sonoro, isolamento acustico, intelligibilità della parola STI (Speech Transmission Index), misure ed analisi di vibrazioni per macchine, strutture ed igiene del lavoro.</p>
<p><a href="http://www.bruel-ac.com/servizi.htm" target="_blank">Visita il sito</a></p>
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		<title>Prospettiva sonora nella stereofonia</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Dec 1984 14:18:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Da Audio Review 34 di dicembre 1984. Puoi scaricare il pdf</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Da Audio Review 34 di dicembre 1984.</p>
<p><a href="/pdf/prospettiva-sonora.pdf" title="Scarica il PDF" class="pdflink">Puoi scaricare il pdf</a></p>
<p><!--    <iframe width="630" scrolling="no" height="500" frameborder="0" allowfullscreen="" src="https://www.renatogiussani.it/wp-content/flipbooks/prospettiva-sonora/index.html"></iframe>&#8211;> </p>
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		<title>L&#8217;installazione nel vostro ambiente d&#8217;ascolto</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 1984 16:02:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Teoria]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Dopo tanta indecisione e tante visite a tutti i negozi specializzati della nostra città, abbiamo finalmente comperato il nostro sistema hi-fi, completo di altoparlanti. Ora non resta che installarlo ed ascoltare beatamente quel suono che con tanta pignoleria abbiamo selezionato fra altri mille, certi che fosse il più adatto a farci gustare la nostra musica preferita. Naturalmente, tutti sappiamo benissimo che le frasi che precedono sono del tutto immaginarie: non vi è speranza più irrealizzabile della possibilità di sentire a casa nostra lo stesso suono che abbiamo scelto al momento dell&#8217;acquisto. E sappiamo anche che i consigli degli amici e [...]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo tanta indecisione e tante visite a tutti i negozi specializzati della nostra città, abbiamo finalmente comperato il nostro sistema hi-fi, completo di altoparlanti. Ora non resta che installarlo ed ascoltare beatamente quel suono che con tanta pignoleria abbiamo selezionato fra altri mille, certi che fosse il più adatto a farci gustare la nostra musica preferita.</p>
<p>Naturalmente, tutti sappiamo benissimo che le frasi che precedono sono del tutto immaginarie: non vi è speranza più irrealizzabile della possibilità di sentire a casa nostra lo stesso suono che abbiamo scelto al momento dell&#8217;acquisto. E sappiamo anche che i consigli degli amici e degli esperti, nella migliore delle ipotesi, sono&#8230;deludenti: &#8220;Le pareti rinforzano i bassi, i vetri aumentano il riverbero e peggiorano la definizione. Le tende e i divani assorbono il suono e lo rendono morbido, caldo e riposante&#8230;&#8221; Non è vero nulla. O, meglio, è vero e falso al tempo stesso, dato che il risultato migliore che potremo ottenere nel nostro ambiente sarà sempre, comunque, un compromesso: un equilibrio fra le diverse caratterizzazioni del suono e della scena acustica tipiche della nostra particolare situazione ambientale. Accettata questa pura e semplice verità, sarà facile anche resistere alle lusinghe all&#8217;amico più esperto che volesse tentare di trasformare il risultato del nostro impianto in casa nostra fino a sentire: &#8220;&#8230;bene come a casa mia&#8230;&#8221;. Questo equivarrebbe infatti a cercare di sovrapporre alle caratteristiche di base del nostro ambiente una natura diversa, ottenendo, nel migliore dei casi, un risultato ibrido che non potrebbe convincere nessuno e sicuramente non vi piacerebbe. Il tentativo da perseguire durante le diverse fasi di una accurata installazione dovrebbe invece essere fin dall&#8217;inizio quello di &#8220;mascherare&#8221;, ed eventualmnte attenuare, i difetti della nostra acustica, al fine di portarne in maggiore evidenza i pregi unici ed originali, che non possono mancare e di fatto non mancano mai. La prima conseguenza di ciò che abbiamo appena detto è che, purtroppo o per fortuna, a seconda delle vostre personali inclinazioni, l&#8217;unico medico del vostro ambiente non potrete essere altro che voi stessi. Solo voi infatti avete imparato veramente, vivendoci, quali sono le vere caratteristiche acustiche della vostra casa e quali volete siano quelle della stanza preposta all&#8217;ascolto del vostro impianto ( o della vostra musica, a voi stessi la scelta&#8230;). Da notare, che questo non è che l&#8217;inizio, dato che, a voler essere ancora più completi e precisi, dovremmo parlare anche dei gusti dell&#8217;ascoltatore (o degli ascoltatori) per chiarire ancora meglio quanto sia difficile per un &#8220;esperto&#8221; &#8220;tarare&#8221; una installazione fino ad ottenere proprio il tipo di suono capace di gratificare un&#8217;altra persona, cioè voi. Insomma, solo per fare un esempio, potremmo supporre che a lui piaccia un suono &#8220;soft&#8221; (di quello che, secondo lui: &#8220;rende accettabile e piacevole anche un ascolto domestico di sottofondo della Disco Music&#8221;) e voi siate invece patito del Rock più duro. In questo caso l&#8217;assorbimento dell&#8217;ambiente deve essere tale di assorbire di più o di meno la gamma medio-bassa? E la media? E gli alti? E, volendo e potendo, i bassi andrebbero un pò equalizzati, o no?</p>
<p>Come vedete, la risposta la potete dare solo voi, e solo &#8220;dopo&#8221; avere tentato alcuni interventi di prova che vi facciano capire meglio verso quale &#8220;equilibrio&#8221; generale vi converrà cercare di orientare l&#8217;acustica del vostro ambiente.<br />
Se, ad esempio, i bassi rischiano di essere un problema irresolubile, con una lunghezza eccessiva ed una monotonicità insopportabile, non crediate che attenuarli con una disposizione delle casse lontana dalle pareti sia sempre la soluzione migliore.<br />
Ricordiamo che il fine della nostra installazione è e rimane quello di raggiungere un &#8220;equilibrio di compromesso&#8221;.<br />
Ecco allora che potrebbe valere la pena di verificare se la sensazione di lunghezza e coda sonora delle basse frequenze non sia in realtà un fenomeno soggettivo indotto da un tempo di riverbero eccessivo alle frequenze medie.<br />
Avete mai provato ad ascoltare il suono di un subwoofer, filtrato, privo dei relativi satelliti? Non vi è sembrato insopportabilmente confuso e rimbombante, privo di velocità e di smorzamento? E&#8217; così perchè la maggior parte delle caratteristiche che normalmente vengono associate alla prontezza ed alla precisione dei transienti vengono conferite al segnale dalle gamme media e alta. Ecco allora che, a volte, per migliorare la gamma bassa in un ambiente rimbombante basta aumentare la emissione in gamma media ed in gamma alta, non senza avere contemporaneamente aumentato, al fine di accorciarne il riverbero, anche il loro assorbimento da parte dell&#8217;ambiente. Il &#8220;come&#8221;, ora, non è che la parte tecnica dell&#8217;installazione, ma non ditemi che non sapete che una tenda, magari pesante, un tappeto o un salotto imbottito possono fare egregiamente al caso vostro&#8230;  </p>
<div id="attachment_292" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="https://www.renatogiussani.it/wp-content/uploads/camera_anecoica.jpg" rel="lightbox"><img src="https://www.renatogiussani.it/wp-content/uploads/camera_anecoica-150x150.jpg" alt="Una 7/05 (destra) nella camera anecoica della ESB (La camera era dotata di 1.500 cunei di lana di vetro  lunghi 75 cm)" title="Una 7/05 (destra) nella camera anecoica della ESB (La camera era dotata di 1.500 cunei di lana di vetro  lunghi 75 cm)" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-292" /></a><p class="wp-caption-text">Una 7/05 (destra) nella camera anecoica della ESB (La camera era dotata di 1.500 cunei di lana di vetro  lunghi 75 cm)</p></div>
<p>Ora che abbiamo più chiaro il vero fine della ottimizzazione della nostra installazione e delle cure da riservare all&#8217;ambiente, possiamo provare ad applicare questo modo di ragionare e di procedere anche a tutti gli altri &#8220;difetti&#8221; da mitigare. Se, ad esempio, le frequenze alte ci sembrano eccessive ed il suono privo di presenza, di corpo e di potenza, non è detto che dobbiamo cercare per forza di attenuare gli alti. A volte la cura migliore piò risultare quella di riportare ad un livello più corretto una gamma media e medio-bassa troppo attenuate da un assorbimento eccessivo e/o da una eccessiva distanza delle casse dalla parete che si trova dietro ad esse. La eliminazione di una tenda, di un tappeto, o la loro sostituzione con elementi più leggeri, come un eventuale avvicinamento alla parete possono facilmente riequilibrare la timbrica riportando anche le alte frequenze ad un livello relativo più corretto.<br />
Il metodo per decidere gli interventi, insomma, è sempre quello di considerare qualsiasi anomalia non un nemico da combattere direttamente, ma una caratteristica &#8220;relativa&#8221; a tutte le altre, proprie della particolare situazione.<br />
L&#8217;intervento potrà poi essere effettuato su quella parte della ambientazione che sembra essere più a portata di mano, e comunque provando prima con le correzioni &#8220;positive&#8221;, tali cioè da aumentare il livello complessivo, e solo in caso di insuccesso per questa via adottando correzioni &#8220;negative&#8221;, ovvero tali da diminuire il livello. Questo modo di procedere può ripagare con un migliore funzionamento dell&#8217;amplificatore, come degli stessi altoprlanti, non costretti a generare un suono destinato ad essere in massima parte &#8220;mangiato&#8221; dall&#8217;ambiente, bensì ad essere ascoltato&#8230;da voi.</p>
<p>E, per finire, un consiglio che vale oro.</p>
<p>Se, per diminuire l&#8217;assorbimento di un ambiente, basta rimuovere, sia pure provvisoriamente, un tappeto, una tenda o un divano, come potreste provare ad &#8220;aumentare&#8221; l&#8217;assorbimento senza dover &#8220;installare&#8221;, magari solo per prova, un intero salotto nuovo, completo di tende e tappeti?</p>
<div id="attachment_293" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="https://www.renatogiussani.it/wp-content/uploads/7-03.jpg" rel="lightbox"><img src="https://www.renatogiussani.it/wp-content/uploads/7-03-150x150.jpg" alt="Una coppia di 7/03 (dotate di woofer da 46 cm) in una sala ESB" title="Una coppia di 7/03 (dotate di woofer da 46 cm) in una sala ESB" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-293" /></a><p class="wp-caption-text">Una coppia di 7/03 (dotate di woofer da 46 cm) in una sala ESB</p></div>
<p>Usando coperte e materassi. Due materassi arrotolati simulano abbastanza bene un bel divano imbottito, una coperta invernale è meglio di un folto tappeto e con un po&#8217; di cura una tovaglia o una coperta leggera possono essere usate per provare l&#8217;effetto di una tenda.<br />
E solo a risultato già ottenuto e ben verificato potrete, eventualmente, passare ad acquistare i vostri arredi e a programmare&#8230; i vostri ottimi e personalissimi ascolti.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renatogiussani.it/linstallazione-nel-vostro-ambiente-dascolto/">L&#8217;installazione nel vostro ambiente d&#8217;ascolto</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.renatogiussani.it">Renato Giussani</a>.</p>
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