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	<title>Renato Giussani &#187; acustica</title>
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		<title>Misure acustiche</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Jan 2011 10:39:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>renato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Il fenomeno acustico è costituito da una variazione periodica della pressione dell’aria, attorno ad un valore di riposo, provocata da fenomeni meccanici. La rarefazione e compressione dell’aria, o più in generale del mezzo elastico, provocate in un punto si propagano nello spazio con velocità finita. Puoi scaricare il pdf</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il fenomeno acustico è costituito da una variazione periodica della pressione dell’aria, attorno ad un valore di riposo, provocata da fenomeni meccanici. La rarefazione e compressione dell’aria, o più in generale del mezzo elastico, provocate in un punto si propagano nello spazio con velocità finita.</p>
<p><a href="/pdf/misure-acustiche.pdf" title="Scarica il PDF" class="pdflink">Puoi scaricare il pdf</a></p>
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		<title>DSR&amp;NPS -verticale-</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Sep 2006 01:42:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>renato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[acustica]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Leggi anche: DSR &#038; NPS, Orizzontale A) Il suono è un&#8217;onda di pressione longitudinale che viaggia nell&#8217;aria a 340 m/sec (a 20°C). (Nell&#8217;acqua a 1200 m/sec, nel marmo a 3000 m/sec, nel ferro a 5127 m/sec) B) Vibrazione Da Wikipedia, l&#8217;enciclopedia libera. La condizione fondamentale affinché si produca un suono è che sia messo in vibrazione un corpo vibrante e perché un corpo (anche un gas) sia definito vibrante, è necessario che sia elastico. Una corda, ad esempio, viene definita vibrante quando viene sottoposta a tensione. Quando una corda viene messa in vibrazione, si producono due nodi alle estremità ed [...]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Leggi anche: <a href="/dsr-nps-orizzontale">DSR &#038; NPS, Orizzontale</a></p>
<p>A) Il suono è un&#8217;onda di pressione longitudinale che viaggia nell&#8217;aria a 340 m/sec (a 20°C). (Nell&#8217;acqua a 1200 m/sec, nel marmo a 3000 m/sec, nel ferro a 5127 m/sec)</p>
<p>B) Vibrazione Da Wikipedia, l&#8217;enciclopedia libera.</p>
<p>La condizione fondamentale affinché si produca un suono è che sia messo in vibrazione un corpo vibrante e perché un corpo (anche un gas) sia definito vibrante, è necessario che sia elastico. Una corda, ad esempio, viene definita vibrante quando viene sottoposta a tensione. Quando una corda viene messa in vibrazione, si producono due nodi alle estremità ed un ventre al centro e lo spazio coperto dalla corda nel suo vibrare verso l&#8217;alto e verso il basso viene chiamato ampiezza della vibrazione. Esistono delle leggi che regolano la vibrazione delle corde. Per capirle, però, bisogna introdurre il concetto di frequenza, il numero di vibrazioni che vengono compiute in una determinata unità di tempo, per noi il minuto secondo. Le leggi sono:</p>
<p>- La frequenza è inversamente proporzionale alla lunghezza della corda: più lunga una corda, minore è il numero delle vibrazioni al minuto secondo e meno acuto è il suono prodotto;<br />
- La frequenza è inversamente proporzionale al diametro: più grossa una corda, minore è il numero delle vibrazioni e meno acuto il suono prodotto;<br />
La frequenza è direttamente proporzionale al quadrato della tensione: più si tende una corda, maggiore è il numero di vibrazioni e più acuto è il suono prodotto;<br />
- La frequenza è inversamente proporzionale al quadrato della densità: più la corda è densa, minore è il numero delle vibrazioni e meno acuto è il suono prodotto.</p>
<p>Per ottenere suoni acuti occorrono corde sottili, corte e ben tese; per ottenere suoni gravi occorrono corde spesse, lunghe e leggermente tese.</p>
<p>C) Quando vibrano, le corde degli strumenti musicali sono sede di onde stazionarie; una corda di violino, ad esempio, vibra generando un&#8217;onda stazionaria con i nodi agli estremi, simultaneamente a una con tre nodi di cui uno al centro, a un&#8217;altra con quattro nodi, e così via. La vibrazione a due nodi produce la nota fondamentale, tutti gli altri modi di vibrazione generano le armoniche successive.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nei sistemi che implementano il DSR verticale ho deciso di posizionare gli altoparlanti di due vie contigue ad una distanza fra loro pari alla lunghezza d&#8217;onda alla relativa frequenza d&#8217;incrocio.</p>
<p>Operando in questo modo si ottiene che, quando i due altoparlanti emettono entrambe la stessa onda acustica allo stesso livello, la dimensione verticale della sorgente complessiva che emette tale onda possa essere facilmente percepita come quella che separa i due altoparlanti, equivalente alla lunghezza di una corda di uno strumento musicale che vibri alla sua frequenza di risonanza fondamentale.</p>
<p>Invece, nell&#8217;NPS, La dimensione verticale della sorgente acustica emittente costituita da ciascun gruppo, è pari alla distanza che separa i componenti lontani del gruppo non solo nell&#8217;intorno di una frequenza d&#8217;incrocio, ma su tutta la banda riprodotta da quel gruppo. E dato che la relazione con la fondamentale di una corda è rispettata solo per la frequenza &#8220;centrale&#8221; di progetto per quella banda, è naturale che sia meglio avere tutto lo spettro acustico suddiviso nel maggior numero di vie possibile, in modo che le approssimazioni di ciascun gruppo agli estremi della banda che riproduce siano le minori possibili. Inoltre, in questo modo si ottiene di far coincidere i centri di tutti i gruppi, che nel DSR sono invece allineati in verticale a distanze rilevanti.</p>
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		<title>Effetti 0,1 dB</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jul 2003 00:46:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Galileo]]></category>
		<category><![CDATA[Teoria]]></category>
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		<category><![CDATA[pressione]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Insieme ad altri membri &#8220;importanti&#8221; del mio vecchio gruppo di lavoro, già dagli anni &#8217;70 abbiamo più volte dimostrato la perfetta udibilità di differenze di livello di 0,1 dB (volume più o meno alto) ove queste siano estese a tutta la gamma audio. Quando la differenza di 0,1 dB fra due risposte in frequenza è confinata a particolari bande come la bassa, la medio-bassa, la media, la medio-alta, la alta, la altissima, le sensazioni d&#8217;ascolto che tali differenze (esclusivamente nella grandezza scalare &#8220;pressione acustica&#8221;, o nella risposta ai morsetti dei diffusori) sono in grado di attivare sono molteplici e gli [...]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Insieme ad altri membri &#8220;importanti&#8221; del mio vecchio gruppo di lavoro, già dagli anni &#8217;70 abbiamo più volte dimostrato la perfetta udibilità di differenze di livello di 0,1 dB (volume più o meno alto) ove queste siano estese a tutta la gamma audio. Quando la differenza di 0,1 dB fra due risposte in frequenza è confinata a particolari bande come la bassa, la medio-bassa, la media, la medio-alta, la alta, la altissima, le sensazioni d&#8217;ascolto che tali differenze (esclusivamente nella grandezza scalare &#8220;pressione acustica&#8221;, o nella risposta ai morsetti dei diffusori) sono in grado di attivare sono molteplici e gli ascoltatori le descrivono spesso come:</p>
<p>- ambiente più o meno naturale e/o ampio oppure bassi più o meno estesi (se la gamma bassa fino a 125 Hz è più o meno forte di 0,1 dB&#8230;).</p>
<p>- transienti più o meno netti e/o prolungati oppure voci più o meno scatolate e/o confuse (se si tratta di gamma medio-bassa. Fra i 125 ed i 630 Hz)</p>
<p>- bassi più o meno morbidi e/o frenati e/o veloci, voci più o meno presenti potenti e/o riconoscibili (se i medi fra i 630 e i 4.000 Hz sono più o meno forti di 0,1 dB&#8230; )</p>
<p>- voci più o meno aperte e/o vicine e/o definite (se si tratta di gamma medio-alta. fra i 4.000 ed gli 8.000 Hz).</p>
<p>- fronte stereo più o meno ampio, strumenti più o meno definiti e risolvibili separatamente, transienti più o meno completi e puliti, suono più o meno affaticante (se si tratta di gamma alta fra gli 8.000 ed i 12.500 Hz)</p>
<p>- immagine più o meno ampia e/o ariosa e/o profonda e/o naturale (se si tratta di gamma altissima &#8211; oltre i 12.500 Hz)</p>
<p>E così via, coinvolgendo spessissimo anche termini di fantasia.</p>
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