Versione dell'18 marzo 2012
Per ascoltare queste casse prima di costruirle potete rivolgervi agli "Ambasciatori GR"
http://www.giussani-research.it/Network_Ascolto.htm
(Per qualsiasi informazione o consiglio potete scrivere
ad info@giussani-research.it oppure telefonare al 335.73.02.600)
L'idea iniziale di questo progetto prevedeva l'uso di un piccolo altoparlante capace di grandi prestazioni (comprendenti un suono estremamente corretto e pulito) da montarsi in un grande volume per conseguire un carico tipo Baffle Infinito. Lo scopo era avere finalmente una cassa poco ingombrante (in pratica come un piccolo mini sul suo stand) e capace dell'ormai famoso effetto "magia" tipico dei minidiffusori, che fosse però in grado di scendere molto in frequenza (davvero), fino al critico limite dei 40 Hz.
Il Mid-Woofer scelto è lo stesso altoparlante che abbiamo a suo tempo impiegato come Mid-Basso sulle NPS-2000. Ha una impedenza molto bassa (RE=2,1 ohm), mentre la bobina mobile da 32 mm di diametro garantisce una elevata dissipazione termica.
Eccole alcuni grafici e le tabelle dei parametri T&S completi forniti dal costruttore:
Mid-Woofer:

Risposte in frequenza a 0° - 30° e 60°

Modulo ed Argomento dell'impedenza e Parametri T&S
Per quanto riguarda il reperimento dei mid-woofer: questi vengono costruiti solo su richiesta da Enrico Priami, che preferisce non dover gestire personalmente gli ordini degli altoparlanti, per cui le richieste sono sempre state girate a lui direttamente da me sulla base delle mail che ricevo all'indirizzo info@giussaniresearch.it.
Il costo di ciascun altoparlante è di 110 Euro.
Il sistema completo doveva essere a due vie ed utilizza quindi anche un tweeter adatto all'impiego in abbinamento al mid-woofer già scelto.
Le nostre preferenze sono andate ad un altoparlante a cupola morbida da 2" di produzione Seas. Si tratta del modello 27 TDFC (praticamente un clone dello Scanspeak D 2905/9300).
La posizione del tweeter delle "BI" è proprio quella che si vede nelle foto dei miei prototipi: più vicino possibile al woofer-midrange Priami. Come si riesce ad intuire abbastanza bene io ho deciso di fermarmi ad 1 cm di distanza fra le flange, per essere sicuro di non far danni mentre preparavo con la fresa il bassofondo per il tweeter...
Ho aggiunto una quota al disegno online. L'ho calcolata tenendo presente che il diametro della flangia del tweeter è circa 104 mm, che la dimensione del cestello del Priami lungo la verticale è 130 mm, che il foro di montaggio del tweeter è di 75 mm, che il foro di montaggio del Priami è di 116 mm e che ad altoparlanti montati fra le due flange lo spazio libero deve essere 10 mm.


A me facendo le opportune divisioni, addizioni e sottrazioni è risultato che la distanza fra i fori sul pannello dovrebbe essere di 31,5 mm.
Ovvero che la distanza fra i centri dei due suddetti fori dovrebbe essere di 104/2+130/2+10 = 127 mm...

Il volume di carico del mid-woofer Priami è di 30 litri, pari a circa tre volte il Vas dell'altoparlante.
Le dimensioni interne del mobile sono state scelte in modo tale che i loro rapporti minimizzassero la nascita di onde stazionarie.
Internamente al mobile sono stati posizionati un certo numero di fogli di lana di vetro da 4 cm nominali di spessore e densità 20 kg/mc.
Un lungo foglio ricopre uno dei due pannelli laterali ed un altro il pannello posteriore, mentre due blocchi di lana spessi 12 cm (tre quadrotti spessi 4 cm ciascuno) sono posizionati ai due estremi inferiore e superiore della colonna.
Il legno utilizzato è abete da 18 mm di spessore.
Da
notare che, nel caso di alcuni dei miei progetti cambiare il tipo di legno e/o gli
spessori (anche "in meglio") può influire negativamente sul risultato finale.
Mentre le Delta 4 R3 e R5, come anche le Delta Due e i TFS non sono molto sensibili a
tali cambiamenti, nel caso delle NPS Delta 4.6, NPS 2000, ma anche BI-130 R8 (come
pure ESB 7/06, peraltro) qualsiasi cambiamento potrebbe far perdere qualcosa.

La risposta in frequenza conseguita con il filtro del second'ordine deliberato è tale da ottenere un andamento in ambiente d'ascolto estremamente simile a quello suggerito da Henning Möller della Brüel & Kjaer come migliore per l'ascolto domestico.
Per quanto riguarda il crossover, Enrico Priami lo ha montato su una basetta di legno che ha poi fissato all'interno del mobile nella parte alta, come si vede qui: Priami
Io invece l'ho montato direttamente sulla vaschetta di plastica posteriore porta-morsetti, fissando i componenti con colla termofusibile. Questo è il motivo per cui l'ho comprata più grande possibile e risulta quindi dotata di due coppie di morsetti, che peraltro sono collegate in parallelo fra loro.
Tutti i componenti per i filtri sono acquistabili da Audiokit, con le induttanze
tarate ad hoc. Comperate pure componenti di categoria "normale"...
Le resistenze vanno bene ceramiche a filo, da 5 Watt quelle in serie al tweeter e da 10 Watt quelle in serie al woofer.
Il condensatore da 15,6 è costituito dal parallelo di uno da 10 ed uno da 5,6.
I condensatori sono piccoli e quindi tutti in poliestere.
L'induttore del woofer ha il nucleo in ferrite mentre quello del tweeter è in aria e sono entrambi della Intertechnik, offerti da Audiokit...
Il cavo può essere anche normale piattina unita o cavo unipolare da impianto elettrico...


Da notare che nel mio filtro le resistenze sono "quelle che ho trovato"...
Dopo due anni d'uso delle BI 130 R8 con diversi impianti e in diversi ambienti ho sentito la necessità di incrementarne la tenuta in potenza alle basse frequenze e la scelta per questo improvement è caduta sulla trasformazione del sistema di carico del mid-woofer da baffle infinito ad accordato con radiatore passivo.
Effettuate le opportune simulazioni con il programma Bass-PC la scelta del passivo è caduta sul Ciare da 8" modello HP 200.
Per passare dall'allineamento precedente a quello accordato senza alterare l'andamento della risposta all'estremo inferiore è stato necessario ridurre la resistenza in serie al filtro del mid-woofer (e tarata per conseguire il desiderato valore per il Qtc) per conseguire il necessario più basso valore per il Qts, ottenendo al contempo di incrementare il livello di emissione complessivo dell'altoparlante. Il precedente valore di 3.3 ohm è così divenuto 1,3.
A questo punto anche la attenuazione del tweeter, che prima era affidata ad un resistore da 16,5 ohm, è stata diminuita, riducendone il valore a 10 ohm.

In vece di un radiatore passivo si sarebbe potuto impiegare anche un semplice condotto reflex, ma realtà, i vantaggi dell'uso di uno o più radiatori passivi in luogo di un semplice condotto sono parecchi:
- Il più importante si evidenzia in particolare quando il volume di carico non è molto grande, mentre rischia di esserlo quello del condotto necessario per farlo risuonare ad una frequenza FB molto bassa (specie volendo mantenerne l'area della sezione non inferiore ad 1/3 di quella della superficie radiante del woofer).
E quando il condotto diventa ingombrante il suo volume va ad aggiungersi a quello di carico VB rischiando di far diventare troppo ingombrante tutto il diffusore.
- Il secondo vantaggio dei passivi che ci piace ricordare in questa occasione è quello di poter offrire una superficie radiante molto grande (sempre senza aggravi di ingombro, ma solo della massa mobile necessaria), cosa che, come abbiamo ormai certificato (anche con il TFS, oltre che con queste note: Limite inferiore basse frequenze in ambiente d'ascolto), consente un ottimo trasferimento del massimo di energia acustica all'ambiente anche a frequenze molto basse.
- Il terzo vantaggio da non dimenticare, consiste nell'azione di filtraggio operata dalla membrana del passivo sulla eventuale fuoriuscita dal volume di carico del woofer di segnali a frequenza media, eventualmente emessi dallo stesso altoparlante verso l'interno.
- E, per concludere, accenneremo al fatto che un passivo per sua natura non può essere affetto da quei rumori che a volte nascono nei condotti di accordo (innescati da un errato dimensionamento o una forma non corretta) causati a volte da moti turbolenti dell'aria nel condotto stesso o alle sue estremità.
Un altro elemento che potrebbe essere considerato, nel confronto fra un sistema reflex accordato con un condotto ed uno accordato con un passivo, è la escursione massima alle frequenze inferiori alla FB. Escursione che è sicuramente minore con il passivo in ragione del fatto che questo chiude il volume di carico e frena i movimenti del woofer, per valori via via decrescenti della frequenza, più di quanto potrebbe fare un condotto totalmente aperto.

Ed ecco come le BI 130 R8 sono diventate PRS 130/200...
Abbiamo aggiunto un passivo trasformando il baffle infinito in un sistema accordato con radiatore passivo (sia pure molto smorzato. Come già visto
Il passivo che è stato scelto è l'8 pollici CIARE HP200.
Il passivo va montato sul mobile senza pesi aggiuntivi, ovvero senza usare le rondelle in dotazione né avvitare il bulloncino zigrinato di ottone.
Per avere il giusto Q dell'altoparlante abbiamo ridotto la Ra totale da 3,3 ohm ad 1,3 (in pratica un resistore da 1,0 ohm in serie al filtro che ha un induttore con Ra da 0,3 ohm, al posto del precedente da 3,0 ohm). La frequenza d'accordo è di circa 45 Hz e la risposta è estremamente simile alla precedente della versione BI 130 R8 chiusa). Abbiamo però guadagnato circa 3 dB di livello massimo e un bel po' di più di MOL.
Il tweeter invece di essere attenuato con 16,5 ohm in serie, ora lo è con un resistore da 10 ohm.
Il QL del sistema accordato è volutamente abbastanza basso. Devo ancora misurarlo, ma dovrebbe essere attorno a 3. Conseguendo un allineamento molto smorzato, tendente al cosiddetto "aperiodico". Cosa evidenziata anche dalla curva d'impedenza che non presenta il classico doppio picco dei sistemi accordati:

Impedenza di una PRS 130/200. Rosso: modulo. Verde: argomento. Valore minimo del modulo: 3,7 ohm a 130 Hz.
Per tarare il Ql al valore desiderato abbiamo dovuto aggiungere tre quadrotti di lana di vetro spessa 4 cm nella parte bassa della cassa in modo tale da chiudere poco sopra al passivo (che è stato posto lateralmente, sul pannello non coibentato, a circa 10 cm dal fondo del mobile) il condotto d'aria fra il foglio di lana di vetro laterale ed il pannello laterale di legno che gli si trova di fronte.

In pratica la cassa suona più o meno come prima (anche se ora abbiamo scelto di farla somigliare più alle Delta 4 che alle 1000), ma con una sensibilità ed una capacità dinamica sensibilmente aumentate...
La modifica è attuabile facilmente sulle "BI" già realizzate (si tratta solo di praticare il foro per montare il passivo, sostituire due resistenze del filtro e aggiungere tre quadrotti di lana di vetro da 4 x 18 x 21 cm) e costa poco.
Alcune foto


Una testimonianza
Buongiorno a tutti (specialmente a Renato).
Ieri ho terminato le PRS 130/200, con l'aiuto di mio fratello per le saldature.
Che dire... Ecco un paio di foto:
Sono state una vera sorpresa!!! Il loro suono ha avuto bisogno di un poco di rodaggio, dopo un'ora circa, si è abituato il mio orecchio e, probabilmente, si sono anche assestate le sospensioni.
Premetto che queste righe sono scritte per incoraggiare chi avesse già deciso di costruirle o ci
sta pensando.
Fatelo!!!
Sinteticamente:
Cosa potete avere?
- il loro suono sorpassa molte delle casse che ho avuto modo di sentire al Milano Hi End (anche al di fuori della classe di prezzo prevista, dai 2000 ai 3000 euro).
- scena che si estende in profondità, dietro la linea dei diffusori.
- timbrica non aggressiva, non chiusa, voci più indietro del solito (sembra di sentire da metà del palcoscenico).
- nessuna fatica di ascolto (uno dei bei punti del "Giussani Sound").
- non maschera incisioni malfatte o pesantemente corrette, ma il tutto si mantiene godibile.
- come già detto, con dischi "live" si sfiora l'entusiasmo di essere affacciati all'evento reale.
- molto stranamente, il tutto si può ottenere anche a bassi volumi di ascolto; c'è tutto ma a volume minore (comodo, se hai vicini).
- il microcontrasto è molto superiore a quanto ascoltato prima sul mio impianto (in una canzone ho finalmente capito che stavano cantando in tre e non in due!).
Cosa non potete avere?
- molto poco.
- l'immagine verticale risulta più in "alto" del solito (il mio collo ringrazia) ma non si sviluppa sino a terra, cosa ragionevole. E che volete? Le Delta 4 a prezzo stracciato?
- per gli amanti delle medie iperdefinite non saranno l'ideale (anche se non sanno cosa si perderanno).
- il "punch" sui medio bassi non è al top, per gli amanti del pop e disco, ma la profondità del basso, altri sistemi se la possono solo sognare.
Si può capire che sono rimasto soddisfatto?
Le ho provate con lettore CD, con il film "INKHEART" di ieri sera su Italia 1 (Spariscono dalla scena e rimane solo il film con voci fantastiche per intelleggibilità).
Mentre scrivo il mio Sondek LP12 (che sarebbe un Thorens TD 320, ma è un'altra storia) stà suonando Mike & the Mechanics (living years), molto coinvolgente!
Per amanti della Musica, che non dispongono di molto denaro da dedicare a questa passione, potrebbe essere una delle scelte fisse da considerare! Si passa per l'auto costruzione, ma non è difficile e poi c'è la soddisfazione di dire: "l'ho fatto io!".
Grazie ancora a Renato per avere generosamente messo a disposizione un progetto come questo!
E grazie ad Enrico Priami per il suo Mid-basso molto prestante!
Stefano Zoni
Ricordi
Le prime due BI 130 R8 io le avevo costruite
solo per me, per usarle sul terrazzo durante le serate estive.
Audioplay
Nel 2008, a casa Giussani avevamo ancora l'abitudine di organizzare piacevoli
serate estive durante le quali cuocevamo la carne sul barbecue e stavamo in
compagnia dei nostri amici di sempre, cenando e chiacchierando fino a tardi.
Il target era una cassa "da giardino"... Ovvero adatta a fornirci musica di
qualità all'aperto, ma semplicemente "di soffofondo".
Allo scopo usai due mid-woofer di Priami che mi erano avanzati dalla costruzione
delle NPS-2000.
Tecnicamente, per rispondere al meglio all'uso cui eranio destinate avrebbero
dovuto avere una risposta un po' "loudness" (ovvero con la convessità verso
l'alto) e non essendo previsto un uso a volume sostenuto decisi di avventurarmi
su una strada mai seguita e mai vista.
Pensai che per poter disporre di una notevole estensione ed un taglio "morbido"
la scelta di un carico Baffle Infinito" (da cui la sigla BI) avrebbe potuto
essere quella giusta. Però mi serviva un Qts molto più alto di quello di cui
disponevo. Peraltro il suono di quell'altoparlante mi piaceva molto, e allora
decisi di "trasformarlo" con una grande resistenza in serie.
Infatti il dato di sensibilità, per lp'uso previsto, non era importante.
Ed ecco che avevo i dati di base per iniziare.
Dovendo essere "ascoltate" stando seduti a tavola sul grande terrazzo, le BI 130
R8 (130 è il diametro dell'altoparlante e R8, come è stato mio uso fino alle
"R10" deriva dall'anno di "nascita") avrebbero dovuto essere diffusori "da
pavimento", dato che lì fuori non dispongo di scaffalature, mensole o altro.
Realizzati i mobili da 30 litri (ben tre volte il Vas dell'altoparlante) dei
prototipi a colonnina che conoscete bene (con proporzioni molto simili a quelle
delle NPS-1000) ma tali da ridurre per quanto possibile i rimbombi interni
sempre in agguato (le tre dimensioni hanno rapporti studiati bene a tavolino) e
passato allo sviluppo del filtro, mi resi ben presto conto che con la risposta "loudness"
desiderata all'aperto, quando portavo le casse nel mia salone (a causa della
nascita del campo riverberato) esibivano una risposta in ambiente che ricalcava
quasi esattamente quella di H.Moller.
Mentre l'ascolto all'aperto rispondeva appieno alle mie necessità (cosa che
venne certificata con il primo ascolto puibblico nella oramai lontana "cena
delle BI, durante la quale conobbi anche Davis Ruggeri) in casa il suono che
sentii da subito era estremamente simile a quello delle NPS-1000.
Tanto che riuscii perfino ad ingannare alcuni amici commutando direttamente fra
le 1000 e le BI riuscendo addirittura (grazie ad un opportuno contemporaneo
intervento sulla manopola del volume) a far sì che non si accorgessero che il
diffusore che suonava era cambiato, per almeno una decina di secondi se non di
più... <img src="/images/wink.gif" height="14" width="14" alt="wink.gif">
A questo punto decisi che, visti i risultati, era giunto il momento di
presentare ufficialmente le mie "casse da giardino" agli amici autocostruttori e
regalar loro, com'è mio uso da sempre, l'intero progetto.
Ma mai nome fu meno azzeccato di quello che avevo pensato.
Nonostante io avesi cercato in tutti i modi di far capire di cosa realmente si
trattasse, le "casse da giardino" vennero snobbate da tutti per più di un anno.
Fino a che qualcuno mi fece notare che chiamandole in quel modo (anche se il
"giardino" in oggetto, su cui affaccia il terrazzo, era quello di una casa da
più di un milione di euro...) non le avrebbe mai costruite nessuno.
E' qui che presi la decisione che cambiò la situazione rovesciandola di 180°.
Dismisi il nome "...da giardino" e introdussi la sigla BI-130/R8.
E così qualcuno iniziò a fidarsi di me e a riscontrare tutto quello che avevo
provato a spiegare inutilmente per più di un anno.
E poco alla volta le piccoline di casa Giussani iniziarono il loro percorso
fortunato che oramai conoscete tutti.
La versione PRS 130/200 (dove PRS sta per Passive Radiator System, 130 è sempre
il driver e 200 è il diametro del passivo) invece è nata su richiesta di Teo
Marini.
Avendo lui costruito una coppia di BI per il figlio, aveva notato che questi le
usava spesso a volume abbastanza sostenuto, raggiungendo a volte i limiti di
escursione del piccolo driver, con dei "Toc!" per nulla rassicuranti.
Mi chiese quindi se si poteva fare qualcosa, ed io pensai che, operando in modo
opportuno, forse avrei potuto risolvergli il problema aggiungendo un passivo.
Dopo avere simulato il sistema con il Bass-PC ed avere appurato che per
mantenere quasi inalterate le particolari caratteristiche delle BI alle basse
frequenze avrei dovuto optare per un sistema "sovrasmorzato (più che un reflex,
un "aperiodico") passammo a forare lateralmente una delle due casse e a
modificare il filtro.
Mi serviva un Qts decisamente più basso rispetto a quello necessario per il
baffle infinito e quindi ridussi convenientemente la resistenza in serie al
woofer, riguadagnando così anche un po' di sensibilità (misura mai fatta, ma
dovremmo essere attorno ad un paio di dB in più).
A questo punto, naturalmente si rese necessario attenuare un po' meno anche il
tweeter. E questo fu realizzato riducendo anche la R in serie al suo filtro
passa-alto.
Dopo un po' di commutazioni, effettuate riequilibrando istantaneamente ogni
volta il livello d'ascolto, decidemmo il valore "giusto", non molto diverso da
quello già impostato facendo uso della Clio, e le PRS erano nate, con grande
gaudio del figlio di Teo.
Per realizzare il grande smorzamento necessario per il corretto funzionamento
del sistema "aperiodico" adottato (la curva di impedenza mostra un solo picco
come quella della sospensione pneumatica e del baffle infinito) la disposizione
della lana di vetro doveva essere determinata con cura.
E questo è il motivo per cui per la prima volta quando ho presentato il progetto
delle PRS ho realizzato anche un disegnino che ne mostra accuratamente la
disposizione.
...Alla fine... Tutto è bene quel che finisce bene.
Potete anche solo provare ad immaginare, ora, quante idee abbia dovuto/voluto
verificare, quanto lavoro possa avere affrontato e quanta cura posso avere messo
in campo, quando ho deciso di progettare le GR Delta 4 R9 (cioè le casse che
hanno fatto davvero nascere il "brand" Giussani Research)... ?
Grazie!