La Posta di Audioplay

   

Giugno 2008

   


- 1 giugno

   

Dubbi vari su casse GR

      

Gentile Ing. Giussani
mi chiamo Francesco Candela e le scrivo dagli USA.
Volevo un suo parere circa la scelta di uno dei suoi progetti che avrei intenzione di costruire, la domanda che le vorrei fare è quale tra i suoi progetti (TFS, NPS-2000 E TFS ultima versione) sia il più indicato per l'ascolto di musica rock e jazz, quale privilegia l'impatto e la presenza sugli altri parametri.
Vivendo negli USA mi è molto difficile, durante le mie rare visite a Roma, ascoltare i suoi progetti, quindi se vorrà darmi un semplice parere, visto che le conosce bene..
Al momento possiedo una coppia di ESB 7/08 prima serie che vorrei provare a trasformare in 7/08 II, sa dove potrei trovare lo schema del crossover?

Ringraziandola anticipatamente le porgo distinti saluti
   
Francesco Candela
Boulder - Colorado (USA)

   

   

   

"...TFS, NPS2000 E TFS ultima versione..."
   

Non esistono, due versioni diverse del TFS... A cosa si riferisce? Cosa glielo ha fatto credere?
   

Io ho progettato le ESB 7/08 a tre vie (la prima serie).
Della altre a quattro vie non so nulla. Non lavoravo più in ESB da tempo quando sono state progettate da altri. In ogni caso, credo che sarebbe meglio pensare a casse più moderne... Come le GR Delta Tre R6, ad esempio..
   

   

Gentile Ing. Giussani,
la ringrazio per la risposta velocissima.
TFS ultima versione, mi riferivo alla versione ad alta efficenza col medio Fostex, forse ho fatto confusione sui nomi...
Sono appena uscito dal suo sito ma non ho trovato alcuna DELTA 3R6 , si riferisce forse alla DELTA 4.6 o c´è un link diverso per questa versione?
Grazie

   

Francesco Candela
Red Mountain Bread

   

   

Allora...
   
Esiste la "serie" delle Delta 4, iniziata con quelle Audiolab del 1978 e proseguita poi con le Delta 4 R3 del 2003 e le Delta 4 R5 del 2005 (con la "digressione" intermedia a tre vie presentata su Audio Review nel 1986-1988: 
   

The Audio Speaker Story 
   

Delta 4 <> Delta 4 R3 
   

KIT Delta 4 R5 
 


Poi ci sono anche le Delta 4.6, che somigliano alle NPS 1000 e alle NPS 2000

    
   
N.5 - Online dal 26 marzo 2008

Foto dell'8 dicembre 2007
(A destra GR NPS-1000, a sinistra GR NPS-2000)


GR NPS-2000

 
(Aggiornato il 5/04/08) 
Impressioni d'ascolto di alcuni ospiti del Blog di Audioplay

   

   


Ma qui http://www.renatogiussani.it/AP_progetti.htm ci ha guardato...? Perché ci avrebbe trovato anche le GR Delta Tre R6:

   

   

   
N.2 - Online dal 12 dicembre 2006
  

 

GR Delta Tre R6
(Aggiornato il 19/12/07) 


Sistema a tre vie, da pavimento.
Woofer da 10" Ciare HW251. Mid e tweeter Neo8 e Neo3-PDR, planari B&G.
Dimensioni: 38 L x 82 H x 39 P
Volume di lavoro netto: 42 litri. Fb = 32 Hz. f-3dB= 45,3 Hz. 

Delta Tre Story 




Poi c'è il The Forum Speaker (TFS-1). Del quale c'è online anche questo PDF conclusivo: 

N.1 - Online dal 20 novembre 2006

   

GR TFS-1
 
(Aggiornato il 30/11/07)


Il TFS è descritto, molto ampiamente, anche qui:
KIT ad alta efficienza The Forum Speaker: TFS 1
   
(Attenzione: pagina aggiornata il 16 luglio 2007)

   

Più chiaro adesso?

   

A questo punto... Tornando alla sua domanda iniziale "...quale tra i suoi progetti sia il più indicato per l'ascolto di musica rock e jazz, quale privilegia l'impatto e la presenza sugli altri parametri..." io credo di poterle consigliare abbastanza tranquillamente proprio il TFS. A proposito del quale potrà trovare ulteriori news anche qui: Hall Of Fame
    


- 6/7 giugno

   

GR NPS-2000 vs. ESB 7/06

      

"...Ho appreso con meraviglia ed entusiasmo della sua nuova creazione: le GR NPS-2000. Forse sono proprio quello che cercavo, con un certo effetto monitor che apprezzo sulle 7/06 che possiedo. Sto valutando attentamente come poterle costruire, il mio ostacolo per ora è prima di tutto economico, gli altri ostacoli spero di superarli con determinazione. Una cosa che volevo sapere è come gli altoparlanti di Priami siano differenti da qualsiasi altro trasduttore, simile come forma, in commercio. Voglio dire, sono degli altoparlanti modificati o costruiti di sana pianta a partire magari dal cestello e magnete?
Dato che il costo dei medio bassi e medio alti è importante, non c’è nessuna possibilità di modificare qualcosa di simile in commercio? So che questo la farà sorridere, ma almeno mi metto il cuore in pace. Per quanto riguarda i woofer, eventualmente possono essere forniti con la modifica, e se si a che prezzo?
..."

   
Francesco Volpato 
   

   

   

Caro Volpato,

La ringrazio per le belle parole. Per quanto riguarda la pubblicazione della sua missiva, mi sono permesso di estrarne solo la parte relativa ai dubbi "hi-fi".

E veniamo alle GR NPS-2000 e alle ESB 7/06:

   

Doug Sax degli Sheffield Lab e le ESB 7/06 DSR

La prova delle ESB 7/06 di Audiovisione

 KIT ESB 7/06.

   

Le ESB 7/06 sono state probabilmente il sistema di altoparlanti Hi-Fi di maggior successo di sempre, fra tutti i prodotti italiani della loro categoria di prezzo. E i link che ho riportato qui sopra ne forniscono alcune valide ragioni.

      

Quanto ai "parametri acustici" delle 7/06, rispetto ad una risposta in frequenza che sarebbe stata probabilmente giudicata più "neutrale", ero riuscito a porre in una certa evidenza alcune bande di frequenza che mi servivano da un lato per evidenziare il funzionamento del DSR e dall'altro per rendere più "piacevole" l'ascolto per il maggior numero possibile di ascoltatori.

Dare delle indicazioni assolute per perseguire tale risultato non è facile, ma potremmo dire che la maggior parte delle persone che non usano minidiffusori gradiscono (anche quando non lo ammettono) una gamma bassa-profonda in buona evidenza, nonché una gamma media non troppo pronunciata e una gamma alta estesa e capace di "radiografare" il suono quanto basta, possibilmente senza diventare "affaticante".

Nel caso delle 7/06, la risposta molto estesa verso le note più profonde di cui era capace, unita ad una ottima presenza della gamma medio-bassa anche quando le casse erano non vicine alla parete posteriore (questo grazie al grande pannello), riusciva a "far perdonare" anche una gamma medio-alta e alta (meno la "altissima") molto evidenti. Il tutto (riferendosi in particolare agli estremi gamma) potrebbe essere definito come un po' "loudness", cosa che conferisce sempre all'ascolto anche una certa sensazione di "incremento" (o quantomeno "non penalizzazione") della "dinamica"... Forse è anche questo (unito alla gamma medio-bassa capace di un buon "punch" e alla medio-alta ben evidente), l'effetto che lei definisce "monitor", visto che quanto a presenza della gamma media in realtà le 7/06, pur non essendo certamente sacrificate, non la proiettano nemmeno in modo esagerato.

   

Nel caso delle GR NPS-2000, invece, il target di progetto è molto "meno ambizioso" (o forse dovrei dire "più ambizioso"...?). Nel senso che queste casse devono poter funzionare bene ed offrire un suono il più corretto possibile solo nelle case degli audiofili che se le costruiranno (negozi e mostre esclusi, quindi). E si presume che l'autocostruttore, a casa sua, saprà anche spendere abbastanza bene un po' di tempo per cercare di interfacciarle ed installarle al meglio sia con l'impianto che con l'ambiente.

In cambio, le 2000 sapranno fornire un suono molto neutro (solo leggermente monitor, rispetto alle NPS-1000 ad esempio) e capace di aggiungere ad una timbrica abbastanza "riposante" anche l'effetto NPS, che (per chi lo sa apprezzare) è pur sempre un passo avanti rispetto al DSR.

Ma non è affatto detto che gli audiofili che apprezzano particolarmente le 7/06 (che piacciono molto anche a me, badi bene...) potranno riuscire ad provare per le 2000 quell'amore a prima vista che molti hanno provato al primo incontro ravvicinato con le ESB (ad esempio, vedi: Ivan Berger e le ESB 7/06 DSR).

      

D'altronde, per poter offrire un imaging più evoluto ed un suono "più raffinato" e capace di confrontarsi con il giudizio dei più esigenti anche "a tempo indeterminato", a qualcosa con le 2000 si doveva pur rinunciare, rispetto alle 7/06 (quanto ad "effetti speciali al primo approccio", almeno)... O no...?

      

Quanto al suono delle GR NPS-2000, in aggiunta a ciò che ho già scritto, posso confermare che il leggero "effetto presenza" di cui sono dotate è stato aggiunto su una base timbrica dotata della massima neutralità possibile. Caratteristica che evidentemente è resa possibile anche dagli altoparlanti adottati.

   

E venendo quindi agli altoparlanti di Priami:

Enrico li costruisce in casa.

Stampa i coni. Avvolge le bobine, fa costruire le piastre del circuito magnetico. Compra i cestelli, i centratori, le sospensioni, i magneti. Ma, ad esempio, la magnetizzazione finale la effettua anch'essa "in casa", con un magnetizzatore ad impulso costruito con le sue mani.

E, nel caso di quelli utilizzati nelle NPS-2000, si tratta di componenti sviluppati e costruiti ad hoc.

Il prezzo richiesto ci sembra onesto e, piuttosto che dover decidere se sorridere o magari più giustificatamente piangere, preferiamo dichiarare semplicemente che non siamo assolutamente in grado di consigliare alcuna alternativa.

   

Quanto ai woofer, si tratta di altoparlanti Ciare a catalogo per uso "Car" e la modifica è semplicissima.

Le conviene cominciare a pensare di farla da solo...

 


   

Gent.mo Sig. Renato Giussani
Innanzitutto voglio ringraziarla per il bel regalo di avermi risposto, e non solo ma, con tale prontezza da essere incantato, non sto scherzando od esagerando.
Secondo, la sua risposta/relazione è stata così esauriente che mi ha fatto capire molto bene le varie motivazioni che l’hanno spinto a progettare sistemi di trasduttori, via via diversi fra loro, per uno scopo precipuo. Certo, dopo vari anni anch’io sentivo il bisogno di fare un passo avanti nell’ascolto musicale del mio impianto, localizzare meglio le varie fonti sonore in profondità e forse anche in altezza sarebbe stato un bel traguardo da raggiungere. 
Sempre più mi sto convincendo che le ”GR NPS-2000” siano il mezzo che cercavo per raggiungere tale meta, intraprendendo quindi l’arduo lavoro di costruirmele. Un dubbio però vorrei togliermi se possibile, dato che le 7/06 attualmente le uso anche nell’Home Theater, con grandi risultati anche se ho corredato l’impianto di sub, centrale e satelliti, potrei aspettarmi di avere buona soddisfazione anche con le “2000” se usate per lo stesso scopo? Per quanto riguarda l’efficienza non ho problemi per l’amplificazione, perché attualmente il mio finale 6 ch auto costruito ce la fa benissimo a pilotare oltre che i 5 canali anche il sub passivo, pure auto costruito, che avrà un’efficienza massima di 83-4 db facendo tremare pure il divano (anche se, lo ammetto, questo aspetto non è proprio una necessità hi-fi, ma dà però un impatto notevole a certi film)...(omissis)...La risposta per la mia decisione è sì, voglio costruire le “2000”, quando? Spero presto. 
    

Un’altra cosa vorrei chiedere, non ci sono quote precise per l’involucro del mid-basso a pavimento ma solo un disegno indicativo. Inoltre è un po’ difficilino ricavare le misure esatte dei pannelli (larghezza), a motivo che i bordi sono tagliati a varie angolazioni. Se venisse usato il medium density quanto questo influirebbe sull’acustica della cassa? 
   
La ringrazio con tutto il cuore per i suggerimenti datimi e per le preziose informazioni. 
Rinnovo i miei più sentiti saluti ed auguri, grato della sua attenzione.
Francesco Volpato

   

   

Caro Volpato:

- Rispettando gli spessori di progetto (rilevanti) credo che l'uso del medium density, nel caso delle 2000, non comporti variazioni udibili.
- Quanto all'uso in un impianto Home-Theater, non vedo controindicazioni di sorta. Anzi...
- Quanto alla cassettina del mid-basso inferiore, basta che il volume lordo sia all'incirca (+10%) quello specificato. Non è ultracritica...

    


- 4 giugno

   

Servo-subwoofer a doppia bobina mobile

   

Salve, mi chiamo Sergio Giamporcaro, abito a Pomezia, Roma. Per cortesia, potreste indicarmi un libro o qualsiasi altra fonte dove possa reperire degli schemi elettrici affidabili di controreazione da applicare ad un woofer a doppia bobina mobile (tipo RCF o CIARE, ad esempio). Spero di essere stato chiaro; per controreaz. intendo, tanto per citare un paio di esempi, quella che ideò la PHILIPS con il Motional Feedback, oppure quella che si trovava nel sub della Miller & Kreisel. Ringraziandovi anticipatamente, porgo distinti saluti.

   

Sergio Giamporcaro

Pomezia (RM)
   

   

   

Gent. Sig. Giamporcaro,

la questione che ci pone non è assolutamente "banale" e non può essere affrontata con leggerezza.

   

Anzitutto, cominceremo con il cercare di chiarire molto brevemente e in forma divulgativa cosa si intende per "servo-subwoofer".

   

Qualsiasi "woofer" montato in un box chiuso viene di norma "caricato" in modo tale che la frequenza di risonanza fondamentale e l'annesso fattore di smorzamento QTC corrispondano ad un prefissato andamento della risposta in frequenza (con i sistemi "accordati", quali a esempio i reflex, il funzionamento è più complesso e i parametri che lo descrivono sono più numerosi, ma il ragionamento che andremo ad esporre può esser esteso anche ad essi, come vedremo).

   

Ecco, ad esempio, cosa si può ottenere da una cassa chiusa per una stessa frequenza di risonanza FC al variare del QTC:

   

   

Per rappresentare compiutamente la curva di risposta alle basse frequenze di una cassa chiusa basta conoscerne il QTC e porre la FC in corrispondenza al "100" del grafico qui sopra. La frequenza di risonanza FC dipende dai parametri dell'altoparlante (primi fra tutti la MMS e la SD).

Al diminuire della massa mobile dell'altoparlante e del volume di carico, o viceversa all'aumentare della sua superficie, la FC e il QTC aumentano.

   

Ammettiamo di avere un woofer da 30 cm di diametro che, montato in una cassa chiusa troppo piccola per lui, esibisca una FC= 80 Hz e un QTC= 1,3.

La risposta in frequenza sarà la "1", ed emetterà quindi i 40 Hz (la frequenza  F= FC/2) a -11 dB rispetto al livello asintotico di riferimento.

   

L'unico modo per far funzionare meglio questo altoparlante ed estenderne la risposta in frequenza verso il basso, utilizzando solo metodi "passivi", consisterà nell'aumentare il volume a sua disposizione (aumentando quindi anche l'ingombro dei diffusori).

   

Ma questo problema può essere affrontato anche con un approccio "attivo", consistente nell'utilizzare, per pilotare il nostro altoparlante, un amplificatore dotato di una curva di risposta alle basse frequenze "speculare" rispetto alla curva "1".

In questo modo la risposta in frequenza risultante potrà essere estesa verso il basso a volontà, avendo come unico limite la potenza elettrica disponibile e/o i limiti di escursione del nostro woofer.

Se FC e QTC sono noti, si potrebbe far precedere il nostro amplificatore finale da una rete elettrica che filtri il segnale in modo da conseguire la voluta risposta in frequenza speculare della "1". E il gioco è fatto.

Questa, ad esempio, è la via che abbiamo seguito Bo Arnklit ed io nel novembre del 1984 nella progettazione del The Audio Bass.

   

Ma, se io la risposta del mio woofer nel mio volume non la conosco e non la posso prevedere o misurare?

   

Esiste un altro metodo per così dire "automatico" che consiste nel fare in modo che il mio amplificatore venga messo in condizione di "conoscere" ed equalizzare tutto da solo la risposta della mia cassa ottenendo alla fine l'andamento piatto desiderato.

   

Il metodo consiste nel predisporre un "sensore" in grado di rilevare la risposta in tempo reale e di collegarlo all'ampli in modo che questo adegui automaticamente la sua risposta in frequenza alle necessità rilevate.

   

A questo punto sarà bene evidenziare un concetto che nei vari forum su The Internet dove si parlava di questi argomenti ho trovato espresso in modo molto, ma molto, confuso. E solo raramente corretto:

   

La risposta in frequenza di cui stiamo parlando è quella che si potrebbe misurare di fronte al nostro woofer ove questo fosse messo in condizione di emettere senza impedimenti né riflessioni di sorta, in condizioni di "campo libero". La risposta misurabile ad almeno 1 metro di distanza in una grande camera anecoica, insomma...

Stiamo parlando quindi della pressione acustica emessa dall'altoparlante montato in cassa, ovvero il livello di dBSPL in funzione della frequenza.

   

Ora, deve sapere che questa risposta in frequenza ha un andamento che è uguale a quello della "accelerazione" del cono.

E che la accelerazione è la derivata della velocità. E la velocità è la derivata dello spostamento (sempre rispetto al tempo).

Se ci troviamo in condizione di conoscere l'andamento della accelerazione del cono in funzione della frequenza (magari perché abbiamo applicato al cono un piccolo "accelerometro" (una capsulina piezoelettrica), quello è già perfettamente corrispondente all'andamento della risposta del nostro altoparlante. Volendola "equalizzare" basterà quindi reiniettarla nel nostro circuito finale su un ingresso invertente ed avremo realizzato una "controreazione" che farà variare la risposta del nostro ampli in modo da essere "speculare" rispetto alla risposta della cassa. A quel punto il sistema completo ampli più cassa presenterà una risposta in frequenza piatta (che volendo potrà essere filtrata passa-alto e passa-basso a priori per eliminare da tutto il funzionamento le frequenze indesiderate).

   

Con il metodo di "equalizzazione automatica" appena visto si ottiene anche una riduzione della distorsione introdotta da eventuali e sempre presenti non linearità nel campo magnetico e/o nelle sospensioni dell'altoparlante. Ovvero, nello stesso modo in cui la retroazione fa diminuire la distorsione dell'amplificatore, ora farà diminuire anche quella introdotta dal nuovo elemento introdotto nell'anello di retroazione, cioè l'altoparlante. Inoltre, verrà "equalizzato" e "compensato" anche qualsiasi effetto (lineare o non lineare che sia) dovuto ai cavi di collegamento ampli/cassa.

   

Ma, al posto dell'accelerometro, noi potremmo pensare di impiegare anche altri tipi di "sensori".

Come ad esempio un microfono esterno molto ravvicinato (tale da rilevare direttamente la risposta in campo vicino). In questo caso il delay fra la applicazione del segnale e il segnale rilevato e riportato in retroazione rende però più difficile mantenere tutto il sistema perfettamente stabile. Nel senso che quando il segnale che andiamo ad applicare come retroazione si presentasse ruotato di 180° rispetto a quello di ingresso avremmo in realtà costruito un oscillatore...

Stesso problema (aggravato dalle stazionarie e dai rimbombi nel mobile) lo si deve fronteggiare anche con il metodo, proposto da R.H.Small, che prevede l'uso di un microfono omnidirezionale posto dentro alla cassa (vedi anche: http://www.renatogiussani.it/varie/IAF/iaf4_4.jpg).

In questo caso, la tensione fornita dal microfono avrà l'andamento della pressione nella cassa, che ha lo stesso andamento dello "spostamento" del cono. E quindi, prima di essere usato come segnale di controreazione, dovrà essere derivato due volte per farlo diventare simile a quello dell'accelerazione (questo lo si fa applicando in banda passante un andamento aggiuntivo crescente a 12 dB/ottava, ottenibile con un filtro passa-alto avente una frequenza di taglio FT sufficientemente più alta di quella massima che si vuole compensare). Il vantaggio di questo metodo è che sarebbe applicabile anche alle casse Reflex. La pressione all'interno del mobile infatti, ove derivata due volte, ci offre lo stesso andamento della risposta in frequenza "esterna": indipendentemente dal numero di membrane e/o di fori presenti sulla cassa.

   

Un altro sistema... E qui veniamo al dunque", è quello che prevede di utilizzare un altoparlante a doppia bobina, usandone una come bobina "motrice" e l'altra come "sensore", questa volta "di velocità".

   

Quando alimentiamo la prima bobina il cono si muoverà e la seconda bobina, immersa anch'essa nel campo magnetico, diverrà sede di una forza elettromotrice proporzionale alla sua velocità. Che poi è anche quella del cono. Per risalire all'accelerazione (ovvero alla pressione in dBSPL generati) si dovrà quindi applicare al segnale, come nel caso precedente, un processo di derivazione, ottenibile questa volta con un solo filtro passa-alto del 1° ordine, che preveda comunque una frequenza di taglio FT adeguatamente più alta (500/1000 Hz) della banda sulla quale deve fornire la desiderata azione di rotazione antioraria a 6 dB/ott del segnale di retroazione (20:200 Hz). Dopodiché si prenderà questa tensione e la si riporterà indietro ad un ingresso invertente in modo di poterla impiegare come parte della controreazione.

   

Ma, naturalmente, il suo livello dovrà essere compatibile sia con l'amplificatore che con l'altoparlante impiegati (dovrà quindi essere regolato accuratamente) e dipenderà in modo rilevante dalla tipologia di woofer a doppia bobina impiegato: impedenza, efficienza e struttura degli avvolgimenti inclusi.

   

   

Qualcuno potrebbe chiedersi se il segnale applicato alla prima bobina abbia o meno la capacità di far nascere nella seconda una f.e.m. indotta come avviene (per "mutua induzione") fra gli avvolgimenti primario e secondario nei trasformatori.

   

Nell'altoparlante magnetizzato questo processo è impossibile, dato che per far nascere una f.e.m. nel secondo avvolgimento, a causa delle variazioni di corrente nel primo, bisogna che il flusso magnetico concatenato con entrambi possa variare "copiando" l'andamento della corrente. E questo in un altoparlante non può avvenire per definizione, dato che il suo circuito magnetico lavora nel ramo alto orizzontale della curva di isteresi del magnete, ovvero è "saturo" e l'induzione magnetica B è quindi costante e non influenzabile dalla corrente che scorre nella bobina motrice. Questo ci assicura quindi che la tensione che rileveremo ai capi della seconda bobina usata come "sensore" sarà veramente generata solo dal movimento del cono, risultando come già detto proporzionale alla sua velocità.

   

Ci dispiace di non poterle fornire un circuito "tuttofare" da collegare e ascoltare, ma come ha ben visto le variabili in gioco sono parecchie e il tutto deve essere costruito "cum grano salis" ad hoc...

    


- 10 giugno

   

ESB 3000 DCM  bi-amplificate

   

Buongiorno, mi scusi se la disturbo nuovamente, colgo l'occasione per ringraziarla della eccellente spiegazione sulle ESB 3000 DCM

Sono riuscito a trovare lo schema del filtro ed ora sono in procinto di acquistare il Behringer EP2500, per cui volevo chiederle, visto che Lei lo utilizza da tempo, se posso utilizzare tranquillamente l'ST240 Aloia sui medio-alti e l'EP2500 sul woofer senza problemi. 

Ho sempre un po’ timore quando sento parlare di Behringer, visto che trattasi di prodotto entry level nel campo Pro. 

Trovo molta difficoltà nel controllare il woofer CIARE da 46 anche con un mostro di erogatore di corrente come l'Aloia, che però ha solo un damping factor di 70. 

Mi chiedevo se il Behringer che ha un valore di oltre 300 potesse darmi quel controllo sul basso che non riesco in altro modo ad ottenere. Ovviamente debbo inserire un crossover esterno e mi chiedevo se Lei, avendo già provato, giustificasse un esborso per tali componenti, ovvero crossover e EP2500. 

Grazie 

   

Massimiliano Landi
Torino 

   

   
   
Caro Massimiliano,

cambiare da 70 a 300 il "damping factor" significa solo che la resistenza interna RI dell'ampli passa da 0,114 ohm a 0,027 ohm. Ma dato che la RE del woofer (che si trova in serie alla RI) è di ben 6,5 ohm, dal punto di vista dello "smorzamento" non cambierà nulla. 
Con il commutatore delle 3000 su Ext qualcosa potrebbe migliorare perché potrebbe essere totalmente esclusa, come nelle 7/06 bi-amp,  la L (e la sua resistenza in c.c.) in serie al woofer, ma non aspettarti di vedere la Madonnna. 
Comunque, certamente con la multiamplificazione che ipotizzi il suono cambierebbe non poco per mille altri motivi (non ultimo il fatto che i livelli di emissione del woofer e dei medio-alti vengono "separati" e potrai deciderli come più ti aggrada) e potrebbe anche essere che alla fine il risultato ti potrà piacere di più... 
Per uso domestico e tanta potenza disponibile (già con il solo ST240 e la mono-amplificazione, considerando anche la sensibilità molto alta delle DCM-3000) non c'è una certezza "a priori" di un suono davvero oggettivamente "migliore" con la bi-amplificazione, ma la probabilità che, dopo tanta spesa, tanto da fare e regolando soggettivamente i livelli, il tutto ti piaccia di più: è elevata...

Quanto alla "paura" ad impiegare il Behringer con le DCM-3000, ai miei occhi è del tutto ingiustificata... Io uso l'EP2500 da più di un anno e sta andando tutto bene... Anzi, utilizzandolo per prove di ogni tipo, posso dire di aver potuto apprezzare molto anche i circuiti di protezione di cui è dotato.

   

   

   

Però mi dicono amici degni di fede che c'è un ampli Phonic "estremamente simile" (che ho trovato a 276 Euro), questo:

2400 Watt Power Amplifier

 

Che il problema della ventola rumorosa del Behringer EP2500 (che io ho risolto così) non lo presenta...

   


   

Buongiorno,volevo renderla edotta del risultato ottenuto con le modifiche apportate grazie ai suoi suggerimenti.
L'impianto così composto è il seguente:

   
ESB 3000 DCM

   
Preamplificatore valvolare ALOIA pst200
Crossover RANE SAC22
Finale di potenza per medioalti ALOIA ST2000
Finale di potenza per mediobassi QSC RMX 2450

   
Il risultato è eccellente.

Grazie ancora per il prezioso aiuto.

 

Massimiliano Landi
Torino

   

   

   

Caro Massimiliano,

grazie a te.

Sono contento che tu abbia trovato un altro amplificatore molto simile all'EP2500 e al Phonic (sia pure ben più costoso), dotato anch'esso come quest'ultimo di una ventola a velocità controllata elettronicamente.
   

   
http://www.qscaudio.com/products/amps/rmx/rmx.htm  

Sia il tuo che il mio funzionano in Classe H.
Il che significa una maggiore potenza disponibile per non clippare i picchi del segnale musicale,

a parità di consumo... http://en.wikipedia.org/wiki/Electronic_amplifier#Class_G_and_H 
 
Buoni ascolti!

    


- 12 giugno

   

DSR e filtri

   

Gentile Amico,
vorrei porti due quesiti riguardanti la progettazione e la costruzione dei diffusori:
   

1 - Le auree regole della DSR sono sensibili al variare del tipo e della rapidità dei filtri crossover?
Mi spiego meglio: se invece di utilizzare un 12 dB/Oct. Butterworth, io volessi usare un 18 o un 24 dB/Oct. Linkwitz-Riley, devo calcolare le distanze tra i centri di emissione degli altoparlanti in maniera diversa?

   

2 - Quale materiale fono-assorbente si può usare in alternativa (che le somigli il più possibile) alla lana di vetro?
   

Ti ringrazio

   
Teo Marini
Roma

   

   

   

Caro Marini, hai iniziato la costruzione delle tue Delta Tre?

O hai cambiato idea...?
   

E passiamo intanto alle nuove domande.

   

Quanto alla N.1, purtroppo per te e per Linkwitz devo dirti che io non amo utilizzare filtri ad alta pendenza.

L'ho fatto molto raramente e solo quando era praticamente indispensabile per motivi diversi, quale ad esempio un rapido taglio dell'estremo basso della banda affidata ad un tweeter, ove questa fosse molto ampia.

L'uso di filtri ad alta pendenza, nella mia esperienza, ha sempre evidenziato una notevole criticità nella messa a punto dei livelli di emissione relativi sia in asse che fuori asse.

Immagina di avere un woofer da 12" ed un midrange da 2" (come nelle ESB 100 LD, ad esempio) e di volerli incrociare a 600 Hz.

Ora immagina di riuscire a realizzare un crossover a 64 dB/ottava. La risposta del woofer finirà al suo estremo alto con una retta praticamente verticale e lo stesso farà quella del midrange, lato basso.

Ove le due risposte così ottenute avessero i livelli disallineati all'incrocio, nella risposta complessiva somma delle due si produrrebbe un brusco "scalino" certamente e facilmente udibile (anche ove il disallineamento fosse solo una frazione di dB) sotto forma di una spiacevole sensazione di "risonanza" più o meno come avviene con la risposta B4 dei Reflex.

Ma, attenzione... Ove anche (operando su prototipi da non dover riprodurre "in serie") si riuscisse ad ottenere un allineamento dei livelli delle due vie praticamente perfetto in asse, basterebbe spostarsi fuori asse che, a causa delle differente dispersione dei due altoparlanti, il gradino potrebbe presentarsi di nuovo.

Anche se l'esempio dei 64 dB/ott è volutamente molto forzato, ti posso assicurare che già il 24 dB/ottava problemi simili all'ascolto tende a presentarli.

Invece, con un filtro, ad esempio, del 1° ordine (6 dB/ottava), grazie alla sovrapposizione ampia e graduale fra le risposte dei due altoparlanti questo pericolo (a prezzo di altri problemi che vanno sempre affrontati quando ci si trova in presenza di emissioni acustiche sovrapposte su un'ampia banda di frequenze) è almeno parzialmente scongiurato.

Se vai ad esaminare il filtro delle GR NPS-1000, ad esempio, scoprirai che la massima pendenza di filtro che ho utilizzato è del 2° ordine (12 dB/ottava), ma che nella via che alimenta i 5 mid-bassi del gruppo B il filtraggio elettrico passa-alto non esiste per nulla, essendomi affidato in quel caso esclusivamente a quello acustico degli altoparlanti impiegati. Mentre su altre vie alcuni tagli sono a 6 dB/ott.

   

A questo punto, ricordando bene quali e quante problematiche ho dovuto affrontare e risolvere durante lo sviluppo delle mie NPS-1000, io credo di poter affermare che per riuscire ad ottenere, oltre ad una risposta globale esente da scalini udibili e ad un buon effetto DSR o NPS che sia, anche una buona invarianza della risposta globale in ambiente al variare della posizione di ascolto sia in orizzontale che in verticale, un uso attento di filtri a bassa pendenza sia altamente consigliabile.

   

Quanto al punto due "lana di vetro", anche in questo caso la mia risposta è negativa: io non soffro di allergia o di altri fastidi quando la maneggio e sapendo bene che la stessa non è affatto cancerogena la utilizzo da sempre con grande soddisfazione.

In ESB alcuni degli operai addetti al riempimento delle casse utilizzavano leggeri guanti di cotone. 

Ai tempi dell'Audiolab, avendo dovuto appaltare il riempimento a terzi (ma anche per motivi di costo), Lojodice ed io avevamo preferito impiegare fiocco acrilico. Ricordo che i volumi di fiocco necessari erano sostanzialmente differenti rispetto alla lana di vetro (più grandi) ma ad oggi non saprei stabilire nessuna tabella di conversione.

   


   
Gentile Amico,
hai capito tutto!

   

"...Caro Marini, hai iniziato la costruzione delle tue Delta Tre?
O hai cambiato idea...?...

   
Non è che io abbia cambiato completamente idea, ma mi succede questo:
A me piace tantissimo l'idea ispiratrice delle Audiolab Delta 4 e vorrei costruirmi qualcosa di simile, ma:
a) pur ritenendo valide le argomentazioni da te addotte per giustificare la costruzione "particolare" del mobile del woofer, per motivi pratici (voglio costruirmi le 'casse' da solo), vorrei usare una soluzione tipo GR SD4/11W; 
b) amo moltissimo gli altoparlanti "ribbon" (non per niente non rinuncerò mai all'idea di utilizzare i miei tweeters AMT di Heil, con un bel pezzo di feltro dietro, per eliminare l'effetto dipolo!) come quelli delle Delta Tre, che mi piacerebbe, però, poter adoperare dai 300 HZ in su.
Ma normalmente tali altoparlanti richiedono tagli crossover di pendenza elevata e/o ad alte frequenze. 

(A tale proposito ti invio le risposte della B.& G. ai miei quesiti tecnici riguardanti i NEO 8 e 10 e così capirai il perché della mia domanda sui filtri a pendenza elevata, tipo Linkwitz-Riley);
c) ho acquistato recentemente due Behringer Ultracurve Pro DCX2496 con il microfono di misura ECM8000 e quando avrò capito qualcosa dall'intricato manuale, spero di poter effettuare alcune prove: non so se riuscirò a combinare qualcosa di valido, ma voglio provare;
d) circa la tua risposta sui filtri, anch'io preferirei utilizzare filtri a 6 dB/Oct, ma come conciliare ciò con quanto detto sopra? Che ci metto tra il woofer ed il NEO 8 (o 10)? 

Il mid ITT? 
Ma lo posso "tagliare" a 6 dB/Oct. a 300 Hz? 
E se mi si rompe, con che cosa lo sostituisco, che non sia un altoparlante a cono? 
Col Neo 10 (ammesso che riesca ad averlo: li vendono solamente come prodotto OEM !!!)?
e) Quanto alla lana di vetro, hai ragione tu: non esiste una certezza sulla sua cancerogenicità; ma neanche sulla sua assoluta innocuità!!!
Nel dubbio, specie in diffusori "aperti", come i bass-reflex, perché non cercare una qualche alternativa?
   
Teo Marini
Roma

   

   

   

Caro Marini,

mi scuseri se ti rispnderò brevemente...

   

   

a)

Anche io a volte, accettando qualche problemino più o meno secondario, utilizzo forme diverse dal prisma Delta 4, come volume di carico per i woofer. Ma solo a causa di condizionamenti estetico-formali. La forma che di gran lunga minimizza qualsiasi problema di risonanze interne rimane comunque quella Delta 4, mentre i mobili parallelepipedi a colonna con una dimensione fortemente dominante, anche se io stesso ogni tanto "ci casco", andrebbero evitati sempre e comunque.

   

b)

Il tweeter di Heil non è "ribbon". Cioè: funziona in modo molto diverso da tutti i trasduttori "planari".

   

c)

Ottima cosa.

   

d) 

Io fra il woofer e il Neo8, nelle Delta 4 R5, non ci ho messo niente. Ho dovuto accettare un incrocio un po' più alto che nelle Delta 4 R3, ma non perché il Neo8 potesse essere sovraccaricato. Bensì perché non sono riuscito a caricarlo in modo tale da poterlo fare scendere di più mantenendo il livello di uscita accettabile. Il mid ITT lo puoi tagliare senz'altro anche così in basso a 6 dB/ottava. Ma devi farlo come ho fatto io, ovvero compensandone la risonanza come nel filtro delle Delta 4 R3.

   

e)

"La Commissione consultiva tossicologica nazionale (CCTN), dopo aver lungo esaminato il problema, nel luglio 1990 ha espresso il proprio parere.
Essa ha ritenuto di non inserire le fibre di vetro e la lana di vetro, la lana di roccia, la lana di scoria e le fibre ceramiche nella "lista dei cancerogeni": in quanto le evidenze epidemiologiche disponibili attualmente ed il tipo ed il risultato degli esperimenti sugli animali non permettono di concludere che "esiste una convincente evidenza di cancerogenicità" che è la condizione imprescindibile per l'inserimento nella succitata lista.
La predetta Commissione, poi, tenuto conto da un lato dei complessi problemi di interpretazione che si pongono circa i dati sperimentali sugli animali e dall'altro della mancanza di indizi di cancerogenicità per l'uomo, ha classificato le fibre di vetro in categoria 3, mentre ha posto in categoria 1, e quindi nella lista dei cancerogeni, esclusivamente la tecnica di produzione delle fibre di lana di roccia e/o di scoria a Batch e ciò in base ad evidenze epidemiologiche di un eccesso di tumori polmonari tra i lavoratori addetti a detto particolare tipo di produzione; va sottolineato che detto arcaico procedimento (Batch) non viene più utilizzato da tempo in Italia.
"

   

"...Nell'ottobre del 2001 l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), organismo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, ha finalmente completato l'annosa valutazione circa gli eventuali effetti cancerogeni delle lane minerali artificiali, fra cui ovviamente si trova la lana di vetro utilizzata per l'isolamento termico e acustico.... Prima dell'uscita di questa monografia della IARC, la lana di vetro era classificata nel gruppo 2B; ora le lane minerali isolanti sono state portate al gruppo 3: questo vuol dire che il rischio cancerogeno della lana di vetro già prima di questa importante presa di posizione era pari al rischio cancerogeno del caffè, mentre adesso il suo rischio è stato declassato al livello del tè...

   


- 20 giugno

   

ESB 7/07

   

Gent.mo Ing.Giussani, 
Tempo fa le scrissi (purtroppo senza ricevere risposta) richiedendo informazioni sulle ESB 7/07 che avevo appena acquistato, in particolare riguardo il fatto che la UMA su di esse montata fosse caratterizzata da una coppia di retine di protezione "sitle" DCM; non avendo mai visto nulla del genere indagando su internet, mi chiedevo se questi componenti fossero originali e se la ESB prevedesse sulle prime serie (anche se il numero seriale delle mie unità è superiore a 3000) la presenza di simili protezioni.
Mi è stato inoltre detto che le 7/07 non fosse la migliore realizzazione di quella serie (non le dico il dispiacere, anche se le mie orecchie non la pensano in questo modo), e più che altro non reggono assolutamente il confronto con le più note 7/06: è possibile che tra queste due unità vi fosse così grande differenza in qualità sonora?
Sperando in una Sua risposta, le porgo cordiali saluti

    
Alessandro Badini 
Modena

   

   

   

Caro Badini,

mi dispiace di non averle risposto a suo tempo, ma sinceramente la sua lettera non la ricordo proprio. Deve essersi persa nel mare di Spam di quando non ero ancora sufficientemente "protetto"...

Venendo ai suoi quesiti di oggi, le posso assicurare che le 7/07 prodotte fino a tutto il 1984 (cioé quando io ero ancora responsabile Ricerca e Sviluppo della ESB) avevano una unità medio-alti uguale a quella delle 45LD,  75LD, 7/01 e 7/09, ovvero quella con il midrange da 38 mm, e senza retine di sorta. L'UMA delle DCM piccole utilizzava invece un midrange simile, ma con bobina e cupola da 43 mm. E dotato di retine Yamaha-Style... Questa UMA era caratterizzata da parametri molto simili a quelli della versione montata sulle serie LD e 7, ma con un po' di sensibilità e di potenza sopportabile in più.

Le 7/07, nella Serie 7 erano il modello appena al di sotto delle 7/06. Ovviamente erano state progettate per costare meno risparmiando su un po' di cose.

   

I primissimi modelli della Serie 7 ESB. Da sinistra: 7/07, 7/08 tre vie, 7/05, 7/06, 7/09.

Entro il 1984 furono introdotti anche i modelli 7/01 e 7/03.

   

Del confronto 7/07 vs. 7/06 io ricordo:

   

- L'UMA con il mid più piccolo (e magnete in ferrite), mentre il tweeter era lo stesso.

- Il Mid-Basso da 160mm invece di 200mm.

- Il woofer con bobina mobile da 38mm invece di 50mm. Complesso magnetico completamente differente. Cestello in lamiera stampata invece di alluminio pressofuso.

- Il mobile più piccolo e il filtro senza controlli di livello.

   

Quanto alle prestazioni, data per scontata una potenza sopportabile inferiore, io avevo cercato di ottenere una risposta in frequenza in ambiente il più simile possibile a quella delle 7/06 e quindi la timbrica generale era risultata estremamente simile. Però, il pannello frontale di minori dimensioni le rendeva un poco più sensibili alle condizioni di installazione.

Inoltre, i componenti di "minore qualità" mostravano la corda prima... In particolare all'aumentare del livello di ascolto e/o del grado di "difficoltà" del programma ascoltato.

La notevole somiglianza delle 7/07 con le 7/06, rendendo ancora più evidenti le differenze qualitative (pur contenute) in un confronto diretto, certamente non le aiuta. Mentre, durante ascolti domestici in condizioni di installazione ottimali, con buone sorgenti ed una buona amplificazione, le 7/07 sono senza dubbio in grado di offrire una riproduzione di tutto rispetto, corredata di un effetto DSR completo ed efficace.

   


- 24 giugno

   

Carico simmetrico e radiatore passivo

   
Gent..dott. Giussani
mi scusi se ogni tanto,approfittando della sua gentilezza,continuo a
disturbarvi con le mie domande.
Secondo Lei, in un sistema a carico simmetrico, è possibile e soprattutto
conveniente sostituire il tubo di accordo con dei radiatori passivi.

Grazie mille

Michele Casaburi
CASANDRINO - (NA) 

   

   

   

Caro Michele,

riprendiamo dunque il discorso iniziato qui "Carico simmetrico...?" aggiungendo una ulteriore considerazione.

 

Pur con la doverosa premessa che questo metodo di carico "...Certamente mi piace molto poco..." per vari e numerosi motivi, la risposta alla tua domanda molto diretta è un altrettanto diretto "Sì".

 

Ovvero, ricordando le seguenti frasi tratte da qui Radiatori passivi :

   

"...

- Il terzo vantaggio da non dimenticare, consiste nell'azione di filtraggio operata dalla membrana del passivo sulla eventuale fuoriuscita dal volume di carico del woofer di segnali a frequenza media, eventualmente emessi dallo stesso altoparlante verso l'interno.

   

- E, per concludere, accenneremo al fatto che un passivo per sua natura non può essere affetto da quei rumori che a volte nascono nei condotti di accordo (innescati da un errato dimensionamento o una forma non corretta) causati a volte da moti turbolenti dell'aria nel condotto stesso o alle sue estremità.

..."

   

A me sembra abbastanza ovvio che nel caso del carico simmetrico la sostituzione del condotto di accordo con un passivo non possa che essere vista positivamente da chiunque...

   


- 24 giugno

   

Aveva proprio ragione!

   

Salve egr.Ing Giussani,preso dalla voglia di sperimentare ispirato dalla mail dove sostiene di preferire talvolta il Behringer al McIntosh, ho voluto fare una prova comparativa, usando le Sue 7/06.
Ebbene, ho provato una decina di amplificatori finali, tenendo come punto fisso il pre (audible Illusions M2D) e la sorgente (lettore file Wave lossless).
Ebbene il QSC RMX 2450 ovvero quasi uguale in tutto e per tutto al Behringer 2500, HA POLVERIZZATO TUTTI I MIEI DUBBI!
Non ho e ripeto NON ho mai sentito le 7/06 essere cosi dinamiche, veloci, musicali, insomma BELLE da sentire, ora sto riascoltando tutta la mia collezione, perché prima mi son perso tutto quello che c'era di dinamica e corposità del suono.
Appena riesco sostituisco C1 e C2 da 47uF con 2 condensatori in polipropilene dello stesso valore, visto che hanno una 20ina d'anni.
Il paragone con le DCM 3000 non si può fare, la sospensione pneumatica per la modesta opinione del sottoscritto rimane la più godibile dal mio punto di vista personale.
Sono alla ricerca delle Sue 7/03 che credo sia persa in partenza, essendo se non sbaglio un prototipo, ma un woofer da 18" in sospensione pneumatica vorrei proprio sentirlo, proverò a sentire in giro se qualcuno le ha ancora, credo che sia una esperienza di ascolto unica, almeno per il sottoscritto, specialmente visto cosa offre il panorama commerciale al giorno d'oggi.
Come ha detto Lei l'altra volta, questa volta ho davvero visto la madonna!!

I miei ringraziamenti

Massimiliano Landi

Torino
   

   

   

Caro Massimiliano,

sono contento che il risultato del tuo impianto ti soddisfi a tal punto. Ma mi vedo costretto ad alcune precisazioni.

   

Quando scrivi "...mail dove sostiene di preferire talvolta il Behringer al McIntosh..." mi fai sorgere non pochi dubbi sul fatto di essere riuscito a spiegarmi a dovere.

   

La mia personale opinione sul ruolo svolto dagli amplificatori finali di potenza negli impianti hi-fi è molto semplice:

   

mentre sono assolutamente convinto che chiunque possa sentire differenze qualitative, anche importanti, fra ampli diversi, non credo assolutamente che tali "sensazioni" possano dipendere davvero dal funzionamento degli ampli a confronto se non quando qualche apparecchio non sta funzionando come dovrebbe (ovvero come un generatore di tensione ideale: e gli ampli "pro" di cui stai parlando lo fanno in modo esemplare...).

   

Un amplificatore di potenza in realtà in un impianto deve svolgere un ruolo concettualmente abbastanza stupido, anche se non facilissimo nella pratica: per ciascun canale separatamente, deve prendere la tensione continua fornitagli dal suo stadio di alimentazione e la deve "modulare" attribuendole una forma d'onda il più simile possibile a quella del segnale presente al suo ingresso.

Il valore della corrente che nasce nella cassa e nello stadio di uscita dell'ampli allorquando tale tensione viene applicata al carico (la cassa stessa) non deve essere limitato da nulla.

Almeno fino a quando la manopola del volume non raggiunge la posizione tale che la tensione di uscita richiesta all'ampli non raggiunga il valore massimo erogabile. Che poi, a meno di pochi percento, non è altro che quello fornito dall'alimentatore.

   

A queste condizioni (di assenza di saturazione), ove gli stadi di uscita di più ampli a confronto siano caratterizzati da una impedenza interna sufficientemente bassa (un fattore di smorzamento superiore a 20, ad esempio) non è fisicamente e biologicamente possibile per un essere umano percepire reali differenze oggettive fra più ampli a confronto.

   

Ma questo non vuol dire che non si possano percepire chiaramente differenze "soggettive", non dipendenti da "timbriche diverse a priori", bensì conseguenti dalle condizioni d'uso.

   

- La più importante è quella che discende dalla possibilità dei diversi amplificatori confrontati di suonare in modo indistorto fino a livelli del tutto differenti fra loro, dipendenti dalla potenza massima erogabile da ciascuno. E tutti sappiamo bene quanto sia ampiamente variabile la risposta in frequenza e la curva di sensibilità delle nostre orecchie al variare del livello medio di ascolto.

   

- Un'altra differenza soggettiva discende sicuramente dalla diversa percezione del livello di ascolto correlata ad una differente posizione della manopola del volume. Posizione alla quale è connesso anche un differente andamento delle curva logaritmica di intervento della manopola stessa. Durante l'azionamento della manopola per raggiungere il livello d'ascolto preferito si avranno naturalmente sensazioni correlabili con la dinamica soggettivamente attribuita al segnale assolutamente differenti.

   

- Per non parlare del fatto stesso di "conoscere" quale ampli sta suonando e quale suono tutto il mondo ci dice che dovremmo aspettarci in tale situazione...

   

Le differenze più importanti rimangono però proprio quelle che ho escluso a priori quando ho ipotizzato un funzionamento ottimale di tutti gli ampli a confronto, dato che molto spesso tale condizione non è rispettata affatto:

 

A) Supponiamo per un attimo di trovarci in un ambiente domestico di caratteristiche acustiche "medie" e di voler ascoltare un programma stereo, con due casse dotate di una sensibilità di 86 dB/1W/1m, ad un livello globale medio di 86 dB SPL.

La mia esperienza in fatto di misure in camera anecoica ad 1 metro e in ambiente d'ascolto a 2/4 metri mi consente di affermare che in condizioni di ascolto stereofonico "normale" è molto alta la probabilità che per conseguire il livello medio indicato ciascun canale dell'ampli impiegato, debba fornire a ciascuna cassa proprio 1 Watt RMS medio. Ma i picchi di quel segnale hanno a loro volta una elevata probabilità di essere consegnati all'ingresso dell'ampli ad un livello superiore di 20 dB (ed oltre) rispetto al livello "medio".

Ora, dato che 20 dB, quando si parla di potenza, significano "100 volte", la condizione nella quale ci siamo appena messi richiederà che  tutti i nostri ampli a confronto provino a fornire alle casse esattamente 100 Watt di picco.

Se fra quegli ampli ne avessimo messo uno da 50 Watt, o magari da 10... E' del tutto normale che il suo suono appaia differente da quello di un Behringer da 500...

E questo è il motivo che, nonostante io disponga di almeno una decina di ampli hi-fi tutti "buoni", mi ha spinto ad impiegare molto più spesso l'EP2500 rispetto a qualsiasi altro, durante le mie prove. Non si tratta di nessuna opinione particolare su un "suono migliore" o "peggiore" rispetto al McIntosh o a qualsiasi altro ampli, quando usati tutti non in clipping. Bensì la certezza che prima di vedere le lucine rosse del clipping del Behringer accendersi, il livello cui dovrei ascoltare sarebbe bel lungi da qualsiasi condizione umanamente considerabile "normale"... A casa mia.

   

B) Ove i cavi impiegati fossero a bassa resistenza (inferiore a 0,1 ohm) e fra i vari ampli a confronto ce ne fosse uno dotato di fattore di smorzamento 100 (RI=0,08 ohm) ed uno con fattore di smorzamento 10 (RI=0,8 ohm), nel primo caso la RT ampli+cavi diventerebbe 0,18 ohm e nell'altro 0,9 ohm.

E, in simili condizioni, quando le casse hanno una impedenza un po' bassa, di differenze se ne sentono e come:

   

Con un minimo dell'impedenza delle nostre casse pari a 4 ohm, ad esempio, nel primo caso alla frequenza cui corrisponde quel minimo avremmo una attenuazione della risposta delle casse pari a 0,38 dB, mentre nel secondo caso la attenuazione localizzata della risposta sarebbe di 1,76 dB. E sfido chiunque a non sentire una differenza (molto probabilmente localizzata fra i 100 e i 300 Hz) di ben 1,38 dB...!

   

   

Quanto alle 7/03. Sono molto fiero di questo progetto, con il quale ho anticipato di almeno una ventina d'anni le considerazioni dei ricercatori che stanno finalmente verificando quanto le dimensioni dei woofer siano in grado di influenzare di molto la resa in ambiente di ascolto di qualsiasi diffusore acustico.

In parole povere: più il woofer è grande e più si riesce a trasferire energia all'ambiente anche alle frequenze al limite inferiore della risposta in frequenza. Ovvero: due casse aventi la stessa risposta alle basse frequenze in campo libero, ma woofer di dimensioni molto diverse, una volta portate in un ambiente d'ascolto chiuso dimostreranno una capacità molo differente di trasferire le frequenze più basse all'ambiente stesso, anche se ascoltate (o misurate) a confronto ad un livello tale da non limitare le prestazioni dinamiche della cassa più piccola.

Da cui, la mia scelta di scegliere, per il diffusore top della serie 7 (nato per ultimo), il woofer più grande di cui potevo disporre. Un 18" da 4 ohm opportunamente modificato ed appesantito.

Un altro motivo di vanto è per me costituito dal design di queste casse che, nate dopo le 7/05 (iniziatrici della serie) e le 7/06 (il modello più "commerciale"), sono frutto esclusivo (come peraltro anche le precedenti della serie) della mie personalissime considerazioni tecniche e della mia personalissima matita.

La soluzione "No Architect" per una volta sembrerebbe aver funzionato sufficientemente bene...

 

 

Per chi non le conosce, ecco qui le 7/03 dell'amico Marco Valleggi:

   

   

http://www.audiocostruzioni.com/r_s/diffusori/esb-serie-7-7-marco/esb-marco.htm

   

   

Marco è raggiungibile da qui:

 

www.kittsupercar.com

info@kittsupercar.com

   


- 26 giugno

   

Costruzione casse GR NPS-2000

   

Spett.le AUDIOPLAY,
sto  esaminando tutti i particolari per la costruzione delle casse in oggetto e vi vorrei chiedere maggiori dettagli per quanto riguarda i tubi di carico dei midrange e l'incastro del modulo superiore in quello inferiore, anche se qualche cosa si intuisce dalle foto che avete pubblicato.

Avete qualche disegno quotato con le dimensioni?

Inoltre, per tubi di carico, posso conoscere i diametri interno ed esterno?
Domanda, i tubi di carico vanno incastrati nella parete posteriore ed incollati per evitare spifferi?
Ho giá chiesto a Giussani-Research per avere i midrange Priami modificati e sto attendendo risposta.
 
Grazie per l´aiuto che vorrete darmi,vi saluto cordialmente.
 
Carlo Mittino
Slovacchia

   

   

   

Caro Mittino,

la GR le ha già risposto, ma ci fa rilevare che i midrange Priami non sono "modificati"... Sono costruiti appositamente su specifiche.

   

Per quanto riguarda l'incastro fra i due moduli, quello superiore da 85 cm ha una base spessa 2 cm che si incastra, con un adeguato gioco, in un vano praticato nella parte superiore del modulo di base da 1 metro:

   

   

Per i disegni non possiamo fare altro che rimandarla ai link presenti nell'articolo in PDF delle NPS-2000 :

   

I DISEGNI

Sono molti e non proprio piccoli o semplicissimi. Vi consiglio perciò di attrezzarvi per poter leggere, visualizzare ed eventualmente stampare quelli contenuti nel file dwg di Autocad che troverete al seguente link:

http://www.renatogiussani.it/varie/NPS2000/NPS2000/NPS2000.zip 

In alternativa potete scaricare tutti i disegni separati in 34 files jpg “zippati” al seguente link:

http://www.renatogiussani.it/varie/Audioplay/Progetti/JPG.ZIP 

   

Mentre, per quanto riguarda il montaggio dei tubi, oltre ai disegni, dovrebbe tenere nel debito conto anche le altre informazioni in didascalia alla seguente foto dello stesso articolo:

   

   

Il diametro esterno dei tubi è di 160 mm e si tratta di normalissimi tubi di plastica arancioni per costruzioni edili. Lo spessore è di circa 3 mm. Quanto al fissaggio ai pannelli, si può usare qualsiasi tipo di colla adatto a collegare plastica e legno. Noi abbiamo usato silicone.

   


- 30 giugno

   

ESB mod. 45LD

   

Egr. ing. Giussani, 
mi presento, mi chiamo Francesco del Giudice, scrivo da Castellammare di Stabia (NA) sono un giovane appassionato (non mi ritengo audiofilo) e prima di tutto vorrei esprimerle i miei + sentiti complimenti per le sue innumerevoli realizzazioni. Da appassionato audio e navigatore internettiano, solo da poco ho avuto modo di "toccare con mano" attraverso il suo sito tutte le info, i commenti e le guide che potessero rispondere ad alcuni miei quesiti. Ho trovato fra essi un articolo che si riferiva alle ESB, mio vecchio pallino di gioventù, che alla fine mi ha spinto a scartabellare nella cantina dei miei genitori dove ho ritrovato le mitiche 45LD assieme ad una piastra TEAC 3 testine ....
Ancora ricordo il dolce suono di quei trasduttori, che pilotati da un ampli Marantz che mio padre pare abbia regalato (volevo ammazzarlo quando me l'ha detto) hanno accompagnato gli anni della mia gioventù + spensierata (1987/88 dovrebbe essere quello il periodo) Le ho ritrovate però non funzionanti ... o per meglio dire gli woofer mancavano, in quanto a detta di mio padre essendosi rovinata la sospensione li buttò via sostituendoli con dei comunissimi Ciare presi da un rivenditore nostrano. Immagino che tutto ciò le suoni come un insulto, ... in effetti lo è per me figuriamoci per lei .... Ma io vorrei, magari mediante qualche suo consiglio, rimetterle in vita. E visto che ci sono, dare una sistemata anche al crossover non sarebbe male. Il mobile e la medio-alta sono in buone condizioni (anche se in cantina, erano imbustate e incartate a dovere) Quella che desta la mia preoccupazione è la sezione bassa che, anche se a giudizio di un orecchio "profano" come il mio, sembra proprio non aver nulla a che fare con tutto il resto.
So che per le ESB venivano usati trasduttori della Ciare, .. anche se leggevo che per i modelli fra cui i miei gli stessi erano prodotti esclusivamente per la ESB. Non so se può consigliarmi qualche modello di woofer in particolare, che possa andar già bene così o che magari richieda una qualche modifica al crossover ...
In attesa di una sua in merito ... anche del tipo "mi spiace ma non posso aiutarla" .... (ma spero proprio di no) la saluto cordialmente.

   
Francesco del Giudice
Castellammare di Stabia (NA)
   

   

   

Caro Francesco, in effetti la storia insegna che i padri si uccidono anche per molto meno... Ma avere regalato un ampli Marantz di quegli anni è stato davvero un crimine importante. Anche se probabilmente il fortunato che lo ha ricevuto lo meritava: non credo che tuo padre possa avere dismesso il suo amato ampli con leggerezza.

Quanto alle 45 LD, montavano un piccolo woofer da 8",  sviluppato appositamente per quelle casse, che è fra migliori 8" che io sia mai riuscito a far sviluppare alla Ciare che ci forniva, e che tutt'ora saprebbe fare un'ottima figura anche su casse molto più impegnative di quei piccoli tre vie d'epoca. Migliore di quello, c'è solo la sua successiva evoluzione per le piccole reflex DCM, successivamente "riconvertito" alla sospensione pneumatica per le 7/01 (ribattezzate, dopo la mia "fuoriuscita" dalla casa di Aprilia, 7/010).

Non disponendo dei parametri dei woofer delle 45LD potrei consigliarti solo la sostituzione con quelli delle 7/01, magari da trovare in condizioni disperate (...con le UMA e i filtri rotti...) e facendo sostituire le sospensioni ai woofer da un riparatore specializzato (lavoretto di mezzora ciascuno).

Se invece dovessi trovare a pochi euro una coppia di 7/01 funzionanti, io te le consiglierei con buona pace delle "45"...

Auguri!

   

   

   

   

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