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	<title>Renato Giussani &#187; timbrica</title>
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		<title>Importanza della Risposta in Frequenza</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 10:44:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>renato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Massimo Piantini (Max Research): “&#8230;se ho ben capito quello che scrivi, gli ampli a valvole non avrebbero una risposta completamente piatta e pertanto risulterebbero con un suono “eufonico”. Per la mia esperienza ritengo che questo sia reale e che l’ascolto si influenzato da questi parametri. Invece dopo il tuo invito a cercare quegli scritti sul sito della Tangerinetech, ho trovato ciò che mi segnalavi: http://www.tangerinetech.net/downloads/freq_rg.pdf Ho trovato molto interessante quanto scritto sia da Simone Bianchi che da te. La tabella che tu proponi, non solo è utile per comprendere quale siano gli effetti di alterazioni della risposta in frequenza di [...]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Massimo Piantini (<a href="http://www.maxresearch.com">Max Research</a>):</p>
<p>“&#8230;<em>se ho ben capito quello che scrivi, gli ampli a valvole non avrebbero una risposta completamente piatta e pertanto risulterebbero con un suono “eufonico”.</em></p>
<p><em>Per la mia esperienza ritengo che questo sia reale e che l’ascolto si influenzato da questi parametri.</em></p>
<p><em>Invece dopo il tuo invito a cercare quegli scritti sul sito della Tangerinetech, ho trovato ciò che mi segnalavi:</em></p>
<p><em><a href="http://www.tangerinetech.net/downloads/freq_rg.pdf">http://www.tangerinetech.net/downloads/freq_rg.pdf</a></em></p>
<p><em>Ho trovato molto interessante quanto scritto sia da Simone Bianchi che da te. La tabella che tu proponi, non solo è utile per comprendere quale siano gli effetti di alterazioni della risposta in frequenza di un diffusore, ma confermano tutte le mie esperienze fatte in tutti gli anni di ascolto di musica e sistemi hi-fi.</em></p>
<p><em>Sono rimasto colpito da due frasi dette una da Bianchi e una da te, che condivido e che spiegano tutte le mie scelte di produttore di musica.</em></p>
<p><em>- Bianchi dice testualmente:</em></p>
<p><em>&#8220;&#8230;Mi è capitato di ascoltare sistemi che andavano a privilegiare determinati parametri (ambienza, dinamica) distruggendone letteralmente altri (timbrica, realismo). Si può parlare ancora di alta fedeltà?”</em></p>
<p><em>Ho sempre pensato che delle componenti di un messaggio musicale, che per semplicità divido in TIMBRICA, DINAMICA, RICOSTRUZIONE AMBIENTALE, (ma naturalmente vi è una gamma grandissima di sfumature in ognuno di questi aspetti del messaggio musicale) ognuno di noi privilegi un aspetto o un altro a seconda del suo modo di percepire e interpretare le informazioni uditive che arrivano al proprio cervello. Pertanto, a seconda di questa inclinazione, che privilegiare alcuni aspetti piuttosto che altri, scegliamo il ns. sistema hi-fi e lo componiamo per riprodurre questa percezione uditiva che abbiamo immagazzinato nel ns. cervello. Questo spiega come mai vi siano una così grande varietà di impianti che suonano in maniera molto diversa, formati combinando in maniera personale i componenti di un sistema hi-fi. Ognuno di noi cerca di riprodurre quello che ha percepito del totale dell’evento sonoro, attraverso un sistema che privilegi gli aspetti a lui più graditi&#8230;&#8221;</em></p>
<p><em>- Invece tu, ad un certo punto, dici:</em></p>
<p><em>“&#8230;Sappiamo infatti che un sistema audio non può &#8216;clonare&#8217; esattamente il campo di pressione sonora esistente in una sala da concerto, bensì restituisce un &#8216;fantasma&#8217; derivante da un segnale elettrico ottenuto in ambienti diversi con tecniche microfoniche ampiamente variabili.”&#8230;&#8221;</em></p>
<p><em>Condivido in pieno questa tua affermazione (n.d.r. In realtà la frase riportata è di Simone Bianchi, ma può essere tranquillamente usata anche per rappresentare correttamente il mio pensiero in proposito. R.G.) e proprio perché la trovo fondamentale per proseguire nel tentativo di “ricreare l’evento sonoro quanto più vicino possibile a quello registrato nella sala da concerto”, che ho deciso di dedicarmi al multicanale&#8230;</em>&#8220;</p>
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		<title>Equalizzazione ambientale</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2005 00:43:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Galileo]]></category>
		<category><![CDATA[Teoria]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[equalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[misura]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Quando si voglia decidere a priori a quale andamento medio tentare di uniformare la risposta in frequenza di un sistema Car-Stereo si potrebbe iniziare dalla curva di Henning Møller. Niente di più sbagliato. Quando si entra nella propria auto insieme ad una persona conosciuta e questa inizia a parlare, la sua voce non verrà corretta da nessun equalizzatore e raggiungerà le nostre orecchie &#8220;influenzata&#8221; in modo molto pesante dalla &#8220;timbrica&#8221; del piccolo ambiente del quale stiamo parlando. Ciononostante a noi sembrerà perfettamente naturale e riconoscibile come tale. Quando nello stesso ambiente si iniziasse ad ascoltare, ad esempio, un CD di [...]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si voglia decidere a priori a quale andamento medio tentare di uniformare la risposta in frequenza di un sistema Car-Stereo si potrebbe iniziare dalla curva di Henning Møller. Niente di più sbagliato.<br />
Quando si entra nella propria auto insieme ad una persona conosciuta e questa inizia a parlare, la sua voce non verrà corretta da nessun equalizzatore e raggiungerà le nostre orecchie &#8220;influenzata&#8221; in modo molto pesante dalla &#8220;timbrica&#8221; del piccolo ambiente del quale stiamo parlando. Ciononostante a noi sembrerà perfettamente naturale e riconoscibile come tale.</p>
<p>Quando nello stesso ambiente si iniziasse ad ascoltare, ad esempio, un CD di Mina, il nostro sistema uditivo (cervello &#8220;compreso&#8221;) si aspetterà che anche quest&#8217;altra voce sia affetta più o meno nello stesso modo dall&#8217;acustica dell&#8217;&#8221;ambiente&#8221;. Equalizzando il segnale per ottenere la risposta che avremmo avuto nella regia dello studio di registrazione, il nostro cervello ci troverà qualcosa di molto strano e (sottraendo automaticamente l&#8217;effetto ambiente che ha memorizzato ascoltando la voce della persona nota) attribuirà alla voce di Mina delle caratteristiche molto diverse da quelle reali e sicuramente diverse da quelle originali, con un risultato assolutamente innaturale.<br />
Lo stesso avviene anche nelle nostre stanze di audiofili, perciò in realtà: ogni ambiente è caratterizzato da una sua curva di risposta in frequenza globale ottimale anche quando il disco, l&#8217;ampli e le casse cercassero di farci credere che ci troviamo in un ambiente diverso. E&#8217; grazie a tutto ciò che anche le buone casse inglesi progettate per avere una buona risposta sull&#8217;asse ed una buona dispersione hanno sempre goduto di una ottima reputazione anche se sono state installate in tutto il mondo in ambienti di dimensioni e caratteristiche acustiche molto diverse, tali che sicuramente le risposte globali rilevate in ambiente avrebbero mostrato una infnità di andamenti diversi.<br />
Ogni ambiente chiuso imprime le sue caratteristiche sul suono che sentiamo. Non è corretto tentare di annullarle completamente, agendo con regolazioni e/o equalizzazioni troppo spinte.<br />
Un metodo che può essere messo in atto per capire quale è l’andamento della risposta globale a regime da considerare giusto per un certo ambiente, potrebbe essere il seguente.<br />
Per prima cosa dotarsi di un buon microfono di misura e di un sistema di analisi di spettro e di registrazione appropriati. Quindi recarsi su un prato lontano da case e registrare alla distanza d’ascolto preferita un assolo di batteria (vera), piatti e cassa compresi. Quindi fare con calma una corretta analisi dello spettro che si è registrato. Poi portare il musicista e la sua batteria nell&#8217;ambiente d&#8217;ascolto e fare la stessa misura (alla stessa distanza di ascolto). Quindi mettere in funzione l’impianto con le casse più o meno dove era la batteria vera e senza spostare il microfono. Riproducendo il suono che registrato sul prato si dovrebbe rilevare lo stesso spettro appena misurato con la batteria vera nella stessa stanza. Se il risultato fosse diverso si potrebbe agire con opportuni controlli (meglio se DRC) per “equalizzarlo”.</p>
<p>Ora, con rumore rosa ed analizzatore di spettro quale risposta si rileverà?<br />
Sicuramente diversa in ognuna delle nostre stanze… Ma sempre quella &#8220;giusta&#8221; per la il particolare impianto nel particolare ambiente.</p>
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