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	<title>Renato Giussani &#187; orientamento</title>
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		<title>Orientamento dei lobi di dispersione all&#8217;incrocio</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Apr 2006 17:16:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>renato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[crossover]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Sono molti gli appassionati e i progettisti professionisti che si sono trovati almeno una volta nella vita a dover &#8220;ottimizzare&#8221; un lobo di dispersione all&#8217;incrocio fra due altoparlanti. Normalmente l&#8217;obiettivo è quello di garantire un buon ascolto da posizioni abbastanza angolate verso l&#8217;uno o l&#8217;altro dei due altoparlanti, rispetto alla retta perpendicolare alla congiungente i loro centri di emissione. La soluzione classica per aggirare il problema consiste nel rendere a priori il più ampio possibile il lobo principale del diagramma polare di dispersione, scegliendo una distanza minima fra i due trasduttori ed una frequenza d&#8217;incrocio più bassa possibile. Un approccio [...]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.renatogiussani.it/orientamento-dei-lobi-di-dispersione-allincrocio/">Orientamento dei lobi di dispersione all&#8217;incrocio</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.renatogiussani.it">Renato Giussani</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Sono molti gli appassionati e i progettisti professionisti che si sono trovati almeno una volta nella vita a dover &#8220;ottimizzare&#8221; un lobo di dispersione all&#8217;incrocio fra due altoparlanti. Normalmente l&#8217;obiettivo è quello di garantire un buon ascolto da posizioni abbastanza angolate verso l&#8217;uno o l&#8217;altro dei due altoparlanti, rispetto alla retta perpendicolare alla congiungente i loro centri di emissione.<br />
La soluzione classica per aggirare il problema consiste nel rendere a priori il più ampio possibile il lobo principale del diagramma polare di dispersione, scegliendo una distanza minima fra i due trasduttori ed una frequenza d&#8217;incrocio più bassa possibile.<br />
Un approccio meno drastico (che mi son trovato personalmente ad applicare in moltissimi casi, progetto dei vertical delle ESB Serie 7 in primis, ma anche i progetti <a href='http://www.giussani-research.it/delta-4' target='_blank'>Delta 4</a>, <a href="http://www.giussani-research.it/emissione-nps" target="_blank">GR NPS-1000</a>) dovrebbe consistere invece nel cercare di &#8220;orientare&#8221; il lobo in oggetto in modo tale da poter usufruire della sua massima ampiezza proprio sulla &#8220;finestra d&#8217;ascolto&#8221; prestabilita.<br />
Riferendosi, ad esempio, alla sezione medio-alti del The Audio Speaker 1.3, ecco come si può spostare ancora più verso il basso (curva blu) il lobo principale della dispersione all&#8217;incrocio mid-tweeter, rispetto all&#8217;orientamento originale (curva verde: il lobo è orientato verso il basso di circa 3 gradi).<br />
In questo caso ho esagerato molto l&#8217;intervento per evidenziarne meglio le conseguenze.<br />
Il filtro originale prevede un filtraggio &#8220;elettrico&#8221; del second&#8217;ordine e il collegamento del tweeter in fase con il midrange.<br />
Quello brutalmente modificato per finalità esclusivamente didattiche è ottenuto eliminando la capacità verso massa della cella del midrange e l&#8217;induttanza verso massa della cella del tweeter. A questo punto, ottenuto di fatto un filtro elettrico del prim&#8217;ordine (sia pure non ancora ottimizzato al fine di mantenere lo stesso andamento originale della risposta in frequenza sull&#8217;asse di emissione principale), per consentirne un funzionamento corretto si deve anche invertire la fase del tweeter, che risulta così &#8220;elettricamente&#8221; in controfase rispetto al midrange. Ed ecco il risultato:</p>
<a href="http://www.renatogiussani.it/wp-content/uploads/orientamento_lobi_dispersione.jpg"><img src="http://www.renatogiussani.it/wp-content/uploads/orientamento_lobi_dispersione-300x187.jpg" alt="orientamento_lobi_dispersione" width="300" height="187" class="alignleft size-medium wp-image-1389" /></a>
<p>Addenda:<br />
Se si prendono due altoparlanti, si mettono a (344/1000)/2 metri di distanza l&#8217;uno dall&#8217;altro (17,2 cm, ovvero metà lunghezza d&#8217;onda a 1 kHz) e poi gli si fa emettere una sinusoide a 1000 Hz, si &#8220;scoprirà&#8221; che a 90°, ovvero sul prolungamento della congiungente i due altoparlanti, c&#8217;è un &#8220;null&#8221;, ovvero una cancellazione per opposizione di fase. Mentre sull&#8217;asse perpendicolare alla congiungente, ovvero il luogo dei punti equidistanti dalle due sorgenti, quanto ad emettere gli altoparlanti sono 2 il livello è 6,02 dB più alto rispetto a quando ad emettere è uno solo.</p>
<p>Se entrambi gli altoparlanti vengono alimentati con un filtro identico, non cambia nulla.</p>
<p>Se invece uno dei due viene alimentato con un passa-basso e l&#8217;altro con un passa-alto con frequenza di taglio di 1000 Hz per entrambi&#8230; Lo sfasamento ottenuto a 1000 Hz è quello che si può capire leggendo <a href="le-reti-di-crossover-seconda-parte">&#8220;Le Reti di Crossover &#8211; Parte II&#8221;</a> (diverso per ogni tipologia di filtro ed ogni suo particolare dimensionamento). E per un 12 dB/ott APC standard lo sfasamento introdotto fra le due vie all&#8217;incrocio è di 180°, sfasamento che si somma a quello &#8220;geometrico&#8221;.</p>
<p>Quindi, in questo caso, sull&#8217;asse luogo dei punti equidistanti dalle due sorgenti si rileverà sempre un livello nullo mentre invece a 90° si avrà una somma corretta, ma solo a 1000 Hz, per la distanza fra i due già detta.</p>
<p>Ora, invertendo la fase di uno dei due la situazione si inverte e si torna a rilevare la stessa cosa che si rilevava senza filtro del tutto.</p>
<p>Cosa vuole dire tutto ciò?</p>
<p><b>Che con il filtro si può solo variare l&#8217;angolo (come visto poco sopra) sotto il quale si deve vedere la coppia per poter rilevare il buco (o, per converso, la risposta piatta), ma che il buco a qualche angolazione ci sarà sempre comunque.</b></p>
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