RISPOSTA OTTIMALE IN AMBIENTE

                                   

Da Suono Stereo Hi-Fi n° 41 (settembre 1975)

 

    

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Per i curiosi:

i diffusori "sperimentali" citati nell'articolo erano i primi due prototipi delle Audiolab Delta 3 (costruiti nottetempo da me e Giammaria Lojodice a Giugno 1975). Gli altri diffusori erano stati scelti fra quelli che "andavano per la maggiore" in quegli anni...

Dopo aver attribuito ad Henning Møller i suoi meriti, non posso però non citare almeno Henrik Staffeldt (Department of Electrical Engineering Academy, Lyngby, Denmark), che sul Volume 22 n.6 (Luglio/Agosto 1974) del Journal dell'AES aveva già dimostrato (a pag.402) che la risposta in frequenza rilevata in camera anecoica e la distorsione alle basse frequenze (ove rispondenti a caratteristiche normalmente accettabili), non hanno nessun rilievo nei confronti di ascolto fra diffusori diversi, mentre la misura che appare fortemente correlata ai giudizi espressi è la "risposta in frequenza rilevata con rumore rosa a terzi d'ottava in ambiente d'ascolto" (la misura impiegata da Staffeldt era stata mediata su tre diverse posizioni).

                  

                 

Il depliant accluso nell'imballo della Audiolab Delta 3  N°di serie: 01014

 

       

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La curva di risposta in frequenza rilevata in campo libero ha un andamento crescente a circa 1 dB/Ott, mentre quella misurata con rumore rosa a terzi d'ottava in un ambiente d'ascolto mediamente assorbente, ha un andamento molto simile a quello consigliato da Henning Møller (vedi i documenti precedenti). Vorrei far notare che la curva pubblicata non ha il classico andamento a gradini ben netti delle curve a terzi d'ottava cui ci siamo ormai abituati, non perché sia stata disegnata a mano (cosa peraltro abbastanza frequente, all'epoca), ma perchè l'Audiolab (cioè io, Gandolfi e Giammaria...), non potendosi permettere un analizzatore B&K, usava come sorgente il disco prova della stessa Casa e l'uscita del pre microfonico veniva inviata direttamente al registratore scrivente.

   

Varie Audiolab:

L'Audiolab ha sempre accettato di poter sacrificare l'efficienza, a favore, eventualmente, della sensibilità (ma neanche tanto), pur di poter impiegare componenti dalle membrane più smorzate e prive di break-up possibile.

Cominciando dal woofer: questo era costruito dalla RCF modificando il suo L12P48 da 8 ohm, dotato di magnete in Alnico e di un cono della Müller scelto fra i migliori (dal punto di vista dei break-up). Il cono, in più rispetto alla versione "standard a catalogo", veniva trattato poi con tre accorgimenti in successione. Il primo prodotto che veniva spennellato si chiamava Flexicone e riusciva a "spianare" la maggior parte dei break-up alle frequenze medie. Il secondo era una specie di caucciù, che appesantiva un po' il cono più o meno come i Vifa delle NPS3 e delle 1000. Poi, dato che il componente originale aveva un Bl molto alto, questo veniva ridotto allargando il traferro fino al valore "limite" (che garantisse ancora una buona saturazione delle piastre) di ben 2 mm (questa operazione comportava il desiderato aumento del Qts). Poi, veniva applicato sull'estremo esterno della bobina mobile un peso di ottone atto sia ad aumentare Ms che a tagliare ulteriormente le medie. Infine, la sospensione in spugna era particolarmente leggera ed in grado di smorzare bene le onde di frequenza più alta residue che "viaggiavano" lungo il cono... La Fs pari a 16 Hz.

Quanto al midrange delle Delta 3, era a cupola morbida da 1" con un magnete enorme, un traferro sottilissimo e un equipaggio mobile molto leggero. Il tutto era confezionato con materiali e forme tali da avere una risposta priva di Break-up ed estesa in asse fino ai  10 kHz... A noi costava 25.000 lire nel 1976...!

Il tweeter era con il filo della bobina in alluminio e cupola morbida, su flangia "flat", anch'essa molto leggera e ben smorzata. Prestazioni simili al Dynaudio D28AF.

L'incrocio di mid e tweeter, sulle Delta 3, era attuato a circa 8 kHz (!) filtrando solo passa-alto il tweeter.

Il mobile era prismatico (dotato di molti rinforzi) con il pannello anteriore inclinato di 15° e quello superiore a 90° rispetto a quello anteriore.

   

Trattandosi di una cassa da pavimento non molto estesa in altezza (76cm), volendo consentire un ascolto corretto sia per posizioni da seduto che in piedi, nel caso delle Delta Tre Audiolab degli anni '70, avevamo tagliato la testa al toro adottando per midrange e tweeter una disposizione in allineamento orizzontale .

   

Con questa disposizione si determina di limitare la possibilità di ascolto ottimale alla zona equidistante dalle due casse, ma quando l'ascoltatore si siede o si alza in piedi non avvertirà mai variazioni della risposta attribuibili ad interferenze negative fra le emissioni di midrange e tweeter...

   

      

GR Delta Tre R6

   

Realizzazione prototipi

   

   

   

   

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