LE DELTA 4 R5
Qualcuno avrà notato che, quando nel 1986 mi ero da poco dimesso dal ruolo di responsabile dell'ufficio Research & Development (Ricerca e Sviluppo, dove peraltro l'unico ingegnere ero io) della ESB spa (dove avevo raccolto un notevole successo con la serie 7...), per proporre un kit importante (The Audio Speaker) dalle pagine di Audio Review non ho scelto una struttura Serie7-like, bensì di montare altoparlanti diversi (tre vie) in un mobile esattamente uguale a quello delle Audiolab Delta 4 (quattro vie, progetto che avevo realizzato nel 1978...).
Un motivo ci sarà pure stato... Anzi, più di uno... E se anche negli anni 2000, alla fine mi sono convinto a tornare su simili passi, i motivi non sono stati molto diversi...
1 - Il mobile tipo Delta 4 è costruibile con molta buona volontà, ma pochi attrezzi comuni. Ad esempio, io e il mio amico Andrea, per costruire le nostre Delta4/2003 abbiamo usato un trapano, un seghetto alternativo, una sega circolare, una fresa a mano, un martello, un cacciavite, carta vetrata, una riga, una squadra, un calibro, una matita, un tavolo da lavoro cinese, due morsetti, ritagli di legno di scarto. Per la "finitura", triangolini laterali a parte, basta vernice nera opaca in bombolette e tela "acustica" fissata con Bostik e sparapunti...
2 - Nonostante la forma inconsueta e le dimensioni non contenutissime, il conseguimento di un livello di finitura (a realizzazione completata, con i telai e i due triangoli "estetici" laterali) adeguato all'estetica di qualsiasi ambiente è quindi alla portata di tutti.
3 - Eventuali spostamenti sono facilitati dalla possibilità di dividere la parte bassa da quella sostenuta dai montanti.
4 - Il mobile del woofer ha una forma tale da minimizzare la possibilità di insorgenza di onde stazionarie o rimbombi interni, nonché le risonanze dei pannelli. I due laterali sono piccoli e triangolari (ottenendo un ottimo spread e conseguente attenuazione delle frequenze proprie), il frontale e il posteriore sono facilmente collegabili tramite un elemento di rinforzo a sua volta triangolare, bloccandone di fatto i possibili movimenti di "respirazione". Inoltre, il pannello posteriore inclinato facilita l'accesso alla morsettiera...
5 - Il woofer può essere posizionato molto vicino al pavimento potendo quindi usufruire di un buon rinforzo della sua emissione senza dover accettare cancellazioni dovute alla riflessione sul pavimento, fino a frequenze relativamente molto alte.
6 - Il posizionamento avanzato dello stesso woofer che si consegue grazie all'inclinazione del pannello ottiene: di non entrarci dentro inavvertitamente con i piedi, di recuperare almeno in parte il group-delay del suo filtro oltre all'offset geometrico normalmente presente con il montaggio su pannello verticale. Con il filtro del second'ordine che impiego normalmente io, mi consente anche di orientare meglio il lobo di dispersione all'incrocio oltre che di emettere verso l'ascoltatore tutte le frequenze coinvolte nella somma acustica con il midrange ben oltre la frequenza d'incrocio.
7 - La forma scelta, con il vertice principale verso l'alto, consente una base di appoggio stabile ed un buon/facile sostegno del gruppo medio-alti con l'uso di due stretti montanti in luogo di un pannello, minimizzando quindi altre possibili fonti di emissione di segnali spuri.
8 - (Nel caso del TFS, abbiamo scoperto un ulteriore pregio. Essendo la base da 6 cm nascosta per metà dagli elementi estetici esterni, abbiamo ottenuto di poter mantenere l'estetica di una base alta 3 cm, ma con il volume necessario per infilarci dentro ben nascosto tutto il condotto di accordo reflex, senza dover rubare volume al prisma sovrastante.)
9 - Quanto alla parte alta, possiamo dire intanto che la sua completa indipendenza dal prisma e il notevole spazio disponibile all'interno dei telai portatela consente di adattare facilmente la struttura ed il montaggio degli altoparlanti alle più disparate situazioni.
10 - (Nel caso delle Delta 4 abbiamo un gruppo di tre altoparlanti a cupola montati su un unico pannello smussato largo 16,6 cm, alto 36,6 cm, profondo 2 cm. Il pannello del The Audio Speaker accoglieva un Seas da 17 cm ed un tweeter a cupola con dimensioni esterne fuori tutto di 23 x 38 x 9 cm (il volume non usava tutta l'altezza e raggiungeva i 2 litri), mentre il TFS ha un pannello, fresato, da 23 x 39 x 12 cm, per 7 litri lordi interni.)
11 - Il montaggio del gruppo medio alti su un pannellino piccolo a distanza prefissata dal woofer e sulla sua verticale consente di ottenere una corretta espansione verticale dell'immagine acustica abbinata ad un suono molto particolare, senza effetto/pannello come nei minidiffusori, ma con una gamma medio-bassa e bassa da diffusore grande...
12 - Quando la "cassa" è chiusa con i telai portatela, si ha la sensazione di ascoltare un grande pannello (elettrostatico/isodinamico) di qualità molto alta, ma con una risposta ben presente anche agli estremi banda e una notevole dispersione...
E per finire, l'estetica da monolite ideata da Giammaria Lojodice nel 1977 ha sempre raccolto notevoli consensi...
Era quindi molto intrigante e promettente l'idea di prendere le mosse dalla base eccezionale fornita dalle Audiolab Delta 4 per impegnarsi a farle evolvere in un sistema allo stato dell'arte degli anni 2000. Le Delta 4 R5, appunto.
Obbiettivo che, grazie anche all'impegno profuso dall'architetto Massimo Massetti, che ha saputo elaborare elegantemente una mia idea degli anni '80 basata sulla struttura di un bel grattacielo visto e fotografato all'epoca a New York, questo:

può dirsi senza dubbio raggiunto.
QUESTI SONO GLI ALTOPARLANTI IMPIEGATI SULLE DELTA 4 R5
MAD1259 12" Woofer, 4 ohm, Poly Cone
MAD1259 12"
Polypropylene Cone Woofer
Features:
Cast frame
Rubber surround
Raised spider and bumped back plate
13mm X-max peak (26mm peak to peak)
Polypropylene cone
Gold plated push terminals
5 APRILE 2010
IL WOOFER MAD 1259 NON E' PIU' REPERIBILE E QUINDI ABBIAMO CERCATO UN SOSTITUTO. CHE E' STATO INDIVIDUATO NEL
PEERLESS XXLS 12" Subwoofer 835017
Vista anteriore MAD (sinistra) e Peerless (destra):

MAD montato in cassa:

Peerless in cassa (stesso foro del MAD):

MAD e Peerless (con resistenza aggiuntiva) da dietro:

Il filtro del woofer è stato lasciato inalterato, ma in serie all'altoparlante Peerless abbiamo inserito (come determinato impiegando il programma Bass PC) una R da 1,5 ohm e il risultato ottenuto è il seguente (rossa: MAD - blu: Peerless):

Si nota un livello maggiore fra i 100 ed i 300 Hz, che rende il risultato d'ascolto più simile a quello delle GR NPS-1000 e delle GR Delta 4 R9. A noi è piaciuto di più così. Il wattaggio della resistenza da usare per il montaggio definitivo deve essere elevato ma non esagerato: per garantire di poter usare ampli fino a 500 Watt RMS su 8 ohm anche in parziale saturazione, e fosse montata in modo da potersi raffreddare bene, potrebbero bastare 15/20 Watt. Se venisse montata dentro al mobile converrebbe incollarla al legno e aumentare la potenza di almeno tre volte, arrivando a calcolare circa 40/50 Watt...
Con ampli da non più di 200 Watt usati bene una R da 20 Watt basterebbe comunque... Fate voi...
PDF del Peerless XXLS 12" Subwoofer 835017: http://www.renatogiussani.it/Forum_Hi-Fi_Emotions/Delta4R5/MAD_Peerl/Peerless835017.pdf
File del progetto del Peerless in 30 litri e file dell'altoparlante, per Bass PC: http://www.renatogiussani.it/Forum_Hi-Fi_Emotions/Delta4R5/MAD_Peerl/MAD_Peerl.zip

Bohlender Graebener NEO8 Planar Transducer.

Scan Speak D3806/8200 38mm dome mid/tweeter.

Scan Speak D2010/8513 20mm dome tweeter.
Ecco alcuni disegni costruttivi forniti da Massimo Massetti

25 giugno 2005
Ecco i disegni dell'Arch. Massimo Massetti completi e quotati
Ricordo che il volume parallelepipedo, compreso fra i due montanti, a disposizione del planare Neo8,
dovrà risultare di circa 1,7 litri lordi e dovrà essere riempito completamente
con lana di vetro da 20 Kg/mc.
Mentre il riempimento con lana di vetro del volume a disposizione del woofer MAD deve essere quello critico, ovvero:
24 quadrati di lana da 18 x 18 x 4 cm. Corrispondenti ad un riempimento geometrico del 100%
3 luglio 2005
Le Delta 4 R5 sono state ascoltate una sola volta, da un ampio gruppo di esponenti del Salotto... Riunitisi a casa mia il 4 gennaio 2005.
La versione che venne ascoltata era la v3.4, che io avevo cercato di mettere a punto, con risultati comunque non così brutti, tenendo in gran conto il raggiungimento di una sensibilità non troppo più bassa di quella delle Delta 4 R3.
Il mobile era ancora quello delle mie 4.3, temporaneamente modificato per consentire la sostituzione del mid-basso ITT da 2" con il BOHLENDER GRAEBENER NEO8 PLANAR TRANSDUCER.
L'ascolto, condotto a confronto con le Delta 4 R3 di Giampiero Spezzano e le mie NPS-1000, mise in luce una certa eccessiva presenza e apertura ed una insufficiente morbidezza e corposità della gamma medio-bassa, che causavano una certa "elettrificazione" del pianoforte e rendevano un pochino pungenti certe voci sia maschili che femminili.
Da allora molta acqua è passata sotto i ponti, e siamo giunti alle Delta 4 R5 v5.2, che usufruiscono anche dei loro mobili definitivi. Una delle cose che sono cambiate di più rispetto ai prototipi (devo ammettere, un poco accroccati) è stata, la funzione del volume di carico del Neo8.
Il mobiletto ben realizzato con legno di adeguato spessore, il montaggio a regola d'arte del planare e un migliore uso di buona lana di vetro in luogo della spugna sintetica precedentemente impiegata, hanno consentito di recuperare livello specialmente sulla parte medio-bassa della sua gamma di funzionamento (ben al di sopra dei 200 Hz...Attenzione...).
Anche la filosofia di progetto dell'intero sistema è stata cambiata ponendo la sensibilità in secondo piano e prendendo a riferimento timbrico più le NPS-1000 che le Delta 4 R3. Ciononostante la sensibilità media ottenuta è diminuita di meno di 2 dB.
Se "la maggiore" differerenza fra le prestazioni delle Delta 4 R3 e quelle delle NPS-1000 può essere individuata soprattutto nelle maggiori dimensioni (ampia prospettiva 3d...) delle 1000, anche le diverse modalità di interazione con l'ambiente alle basse frequenze gioca un ruolo molto importante e che rende il confronto abbastanza difficile, ove non si riesca a prescindere da questi importanti parametri.
Sforzandosi invece di confrontare solo "la timbrica", le 1000 offrono un suono che appare comunque subito più "naturale", essendo caratterizzato da una migliore articolazione delle voci, una minore apertura all'estremo altissimo ed un "corpo" dei medio-bassi più "omogeneo". Per meglio esemplificare si potrebbe dire che le Delta 4 R3 hanno una gamma bassa di simile impatto ma meno direttamente collegata alla medio-bassa, che emerge maggiormante grazie alla parte bassa delle voci femminili più estese in tal senso, una gamma medio-alta più "piatta" ed una altissima più evidente.
Che scelte ho voluto privilegiare allora per le attuali Delta 4 R5...?
Prima di tutto, la scelta del woofer MAD (di produzione Foster) dotato di un robusto e pesante cono in polipropilene (come i P17 delle 1000), voleva rendere possibile una maggiore estensione verso l'estremo più profondo pur mantenendo le dimensioni del mobile il più contenute possibile. E i parametri del MAD sono proprio di quelli che avrebbero reso felice certi Henry Kloss e Edgard Villchur, da questo punto di vista. Il materiale polipropilene serve ad ottenere una risposta il più possibile esente da risonanze di membrana e break-up che rendono invece meno pulito il suono del precedente cartaceo RCF, e che avevano spinto i progettisti delle Delta 3 Audiolab (Giancarlo Gandolfi, Renato Giussani e Giammaria Lojodice), a trattarne il cono del suddetto con Flexicone, oltre che ridurne il BL e rivestirlo con caucciù. Un altro risultato consentito dal "Foster", oltre alla "pulizia" della gamma medio-bassa, è la prevedibile bassa distorsione consentita da una bobina mobile molto più lunga.
La scelta del planare al posto del 2" ITT era obbligata, ma nasceva anche da un desiderio "storico" di cercare di garantirsi una gamma media il più indistorta possibile. Cosa ottenuta sulle NPS-1000 rendendo il meno ampia possibile l'escursione dei componenti più stressati da questo punto di vista, pur buoni, moltiplicandone il numero. Sulle R5, in particolare nella versione v5.2, il risultato nasce intrinsecamente alla scelta del trasduttore planare che, in quanto tale, è sicuramente meno affetto da problemi di distorsione rispetto ad un "cupola" o a un "cono" ma, rispetto alle Delta 4 R3, anche dalla scelta di affidare al woofer una gamma un poco più estesa sui medio-bassi. Scelta consentita, come già visto, dalla particolare tipologia del cono.
Ciò detto, come ho "tarato" la timbrica e l'andamento della risposta in frequenza in ambiente...?
Ovviamente con un enorme aiuto da parte della Clio, ma impiegando anche a larghe mani l'esperienza fatta con questo tipo di misure ed il loro confronto con le prestazioni all'ascolto, cosa che mi ha consentito di tagliare veramente di molto il numero di rilevazioni necessarie.
L'ascolto però non va assolutamente messo in secondo piano. E qui ha giocato un ruolo rilevante la scelta di adottare come riferimento per tutta la gamma media le NPS-1000.
Dato a Cesare quel che è di Cesare, eccoci arrivati alle scelte di base della v5.2.
Che sono consistite nel ricercare una gamma medio bassa simile a quella delle Delta 4 R3, ma possibilmente più "pulita" sulla parte compresa fra i 250 ed i 1000 Hz. E nella ricerca di una gamma media e medio-alta più simile possibile a quella delle NPS-1000. Scegliendo poi strumentalmente di mantenere la gamma oltre gli 8 kHz ad un livello compreso fra quello (più alto) delle Delta 4 R3 e quello (più basso) delle NPS-1000.
Il risultato di tutto ciò, ovvero le Delta 4 R5 v5.2, a mio avviso non può essere ulteriormente "migliorato", se non in relazione alla eventuale scelta di privilegiare le prestazioni con questa o quella particolare tipologia di registrazioni, penalizzandone altre.
10 luglio 2005


Crossover v 5.2. Definitivo e deliberato (aggiornato al 25 maggio 2010).
I valori delle reattanze induttive e capacitive previste nel crossover delle Delta 4 R5 possono variare del + 5 % senza che si debbano temere variazioni percepibili delle prestazioni.
Per quanto riguarda il valore della resistenza in cc degli induttori delle vie medie e alte, invece, questo non è particolarmente importante.
La presenza di numerose resistenze, introdotte per garantire attenuazioni e smorzamenti vari, rende infatti poco critico il valore della resistenza in cc degli induttori di quelle celle.
Per tutti questi induttori è quindi possibile accettare anche variazioni molto importanti del valore resistivo rispetto ai valori dichiarati (ad esempio dalla metà al doppio) senza dover temere un'alterazione delle prestazioni rispetto a quelle previste.
Per quanto riguarda la resistenza in cc dell'induttore posto in serie al woofer, invece, è preferibile prevedere un valore resistivo che non differisca dal dato dichiarato più del + 20%.
14 luglio 2005


Fc = 45,28 Hz
Minimo dell'impedenza pari a 4,11 Ohm a 75,49 Hz.
Impedenza nominale: 4 ohm
16 luglio 2005. Da sinistra: Giammaria Lojodice, Renato Giussani, Auretta Granati, Massimo Massetti, Delta 4 R5.
I prototipi delle Delta 4 R5 che ho nel mio salone hanno il seguente ingombro esterno massimo (con i telai montati):
44 L x 38 P x 163 H
2005 Jul 18, 10:03 AM
Alcuni commenti di Marco Visonà... Dopo "l'ascolto collettivo" degli ospiti del Salotto...
"...Alto, basso, medio: non ha senso, è un prodotto di Giussani: qui c’è solo UN sistema emissivo unico, non si sentono stacchi tra le vie. E qui devo cospargermi il capo di cenere: non ci credevo. Non l’ho voluto realizzare perché non credevo fosse possibile legare un woofer da 32 con cono in PP ad un medio planare. Dove cominciava il planare? Dove finiva il woofer? E chi se ne frega?..."
"...Abbiamo avuto la possibilità di ascoltare a confronto le Delta 2003, e “al salto” anche le 1000.
E’ molto facile piazzare le tre su una scala di valori, purchè le scale siano tre, diverse: sono tre progetti diversi, destinati a soddisfare domande diverse, nessuno dei tre sostituisce o annichilisce l’altro. Poiché uno in casa tutte e tre non ce le mette, a meno di chiamarsi Renato Giussani, ovviamente le 1000 sono quelle che farebbero il sogno di ogni audiofilo; trattasi di due strumenti di misura, non di due “casse”. Ma il velluto pettinato delle R5, seduti in una sera d’inverno davanti al camino scoppiettante, è qualcosa che vorrei sperimentare..."
E quelli di Maurizio Jacchia:
"...Il risultato di tutto ciò, ovvero le Delta 4 R5 v5.2, a mio avviso non può essere ulteriormente "migliorato", se non in relazione alla eventuale scelta di privilegiare le prestazioni con questa o quella particolare tipologia di registrazioni, penalizzandone altre. (frase di R.G....)
Aggiungo
che non ci credevo pur essendomi piaciute a Gennaio. Per me allora le prendevano
dalle loro antenate su tutti i fronti. Adesso hanno reso pan per focaccia e non
da delle signorine da niente. Incredibile la omogeneità in frequenza. I violini
sono pressochè identici, voci e pianoforte sono migliori nelle R5. La
personalità più blanda nel senso migliore del termine. L'articolazione del
basso si mantiene fino agli improbabili livelli ai quali siamo sempre arrivati.
Stavolta però era proprio Renato che spingeva.
.
Andrea ed io, che siamo gli unici con tendenze antiorarie, ci siamo trovati a
sopportare l'eccesso di livello con poco fastidio. Andrea si è lasciato andare
al termine "saturazione dell'ambiente". Ecco, il grande vantaggio
delle 1000 è che saturano meno l'ambiente.
..."
La sensibilità delle Delta 4 R5 per 2,83V/1m è pari a 87,0 dB SPL.
Ipotesi d'uso:
15 settembre 2006
Il mio amico Giampiero Spezzano, che nel 2004 ha costruito per sé una coppia di Delta 4 R3 (scherzosamente definite Delta 4.4 perché costruite nel 2004 e dotate di un mobile prismatico del woofer più stretto e più alto di quello delle Delta 4 R3, causa poco spazio per installarle), mi ha fatto notare una cosa che ha sicuramente un rilievo non trascurabile...
Una delle caratteristiche principali della Delta 4, in tutte le sue versioni, è il fatto che il gruppo medio-alti sia montato su un pannellino largo circa 16,6 cm. Per di più, smussato lateralmente. Pur avendo spiegato già molte volte la maggior parte delle ipotesi di progetto delle Delta 4 e delle molte conseguenze che da esse derivano, non ho mai scritto chiaramente da cosa origina la scelta di montare gli altoparlanti su un pannellino così stretto. Come pure il perché le casse siano dotate di telai portatela simmetrici, sia anteriormente che posteriormente.
Vediamo di colmare rapidamente queste evidenti lacune.
In primo luogo converrà rileggere una introduzione che appare nella pagina dedicata al DSR e all'NPS, cioè questa:
"Scena acustica - Soundstage :
Tutto lo "spazio acustico" che si trova intorno all'ascoltatore, principalmente davanti a lui. Tutto il volume percepito come occupato da sorgenti acustiche reali, virtuali (ad esempio sorgenti riflesse) e fantasma (che esistono solo nella testa di chi ascolta, come ad esempio l'immagine centrale che si ottiene in un sistema stereofonico alimentato con un segnale monofonico, come pure la percezione di sorgenti "inesistenti" ricreate da complessi fenomeni psicoacustici).
- Durante l'ascolto dal vivo: Le sorgenti "prevalenti" sono quelle reali.
- Durante l'ascolto di un sistema stereofonico o Dolby Surround: Le sorgenti "prevalenti", nei migliori sistemi hifi, sono le virtuali e le fantasma...."
Se ne deduce che, "nei migliori sistemi hi-fi", le sorgenti reali costituite dagli altoparlanti e dalle casse devono essere meno udibili possibile, e questo risultato può essere ottenuto minimizzando la loro "presenza fisica", dal punto di vista delle onde acustiche che esse stesse emettono.
Perché un'onda acustica "non si accorga" della presenza di un oggetto reale posto sul suo cammino è sufficiente che tale oggetto abbia dimensioni "piccole rispetto alla lunghezza d'onda dell'onda acustica coinvolta". E ciò vale anche per le dimensioni della sorgente stessa, che apparirà vieppiù meno "presente" quanto più le sue dimensioni relative saranno piccole.
Nel caso dei sistemi Delta 4 la dimensione del pannellino frontale è tale da minimizzare la udibilità della sua presenza già a partire dai 1000 Hz in giù.
Ciò vuol dire che la dispersione orizzontale delle onde acustiche emesse dagli altoparlanti montati su tale pannellino può allargarsi fino al valore che avrebbe in assenza del pannello stesso per tutte le frequenze fino ai 1000 Hz, mentre al di sopra avrà un andamento simile a quello che avrebbe se le stesse onde fossero emesse da una qualsiasi sorgente naturale avente una dimensione orizzontale simile a quella del pannellino. Tale effetto conduce ad avere una dispersione simile a quella che si riscontra intorno ad una testa umana... E questo fatto è sufficiente a giustificare la particolarissima sensazione che l'ascoltatore prova quando cammina girando intorno ad una Delta 4 mentre questa riproduce una voce umana. L'effetto è estremamente simile a quello che si ha girando intorno ad una persona che si trovi realmente in piedi nella posizione occupata dalla cassa.
Naturalmente le onde acustiche che vengono " emesse verso il lato posteriore" della cassa non devono incontrare ostacoli sul loro cammino, e ciò basta a spiegare la presenza di un pannello posteriore acusticamente trasparente, esattamente come quello anteriore, anche dietro al mobile.
Un altro fenomeno acustico che rende udibile la presenza del mobile dei sistemi di altoparlanti è quello che prende il nome di diffrazione, che nel caso in oggetto avviene ai bordi del pannello frontale.
Riducendo la dimensione orizzontale del pannello frontale si riduce la differenza fra i tempi di arrivo dei segnali diretti e di quelli diffratti, ottenendo di diminuire considerevolmente la udibilità della presenza di quest'ultimi. Ciò aiuta ulteriormente il nostro sistema uditivo ad attribuire alle sorgenti acustiche virtuali le cui onde acustiche sono state registrate, una "presenza" ed una "consistenza" molto più "percepibili e realistiche"di quanto non lo sia la vera sorgente reale costituita dagli altoparlanti che le riproducono.
Contemporaneamente, le caratteristiche dei segnali provenienti dal pannellino ed attribuibili alla sua presenza, saranno molto differenti da quelle dei segnali registrati e riprodotti relativi a sorgenti reali più ampie di 16,6 cm (la maggior parte delle sorgenti reali), ottenendo di non "confondersi" con esse. Ciò renderà i segnali registrati e riprodotti più facilmente identificabili ed utilizzabili da parte del nostro sistema uditivo, al fine di ricostruire la presenza soggettiva delle sorgenti virtuali e fantasma "desiderate" (quelle che emettevano quei segnali durante la registrazione).
E ancora...
Come nel caso delle casse elettrostatiche, che oppongono una debole resistenza al passaggio delle onde emesse posteriormente e riflesse verso l'ascoltatore dalla parete posteriore alle casse stesse, rendendone perciò stesso meno "udibile" la presenza, le Delta 4 "non vengono viste affatto" da tutti i segnali da queste emessi posteriormente.
In conclusione:
durante l'ascolto di musica con una coppia di Delta 4 l'ascoltatore può più facilmente provare la sensazione di ascoltare stando di fronte al palcoscenico reale, dimenticando la presenza fisica delle casse, rispetto a qualsiasi altra situazione che preveda sistemi di altoparlanti caratterizzati da pannelli anteriori di maggiori dimensioni.
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14 maggio 2010
Chi fosse interessato a possedere due GR Delta 4 R5, ma preferisse acquistare due diffusori già montati, collaudati e garantiti, potrebbe prendere in considerazione i GR Delta 4 R9.
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