RENATO GIUSSANI

   

1985

   

2005

   

Nato a Como il 14 febbraio 1947, ma vissuto sempre a Roma dal 1951.

Laureato in ingegneria meccanica nel 1973, con una tesi su un motore a ciclo Otto a "due tempi" ad iniezione diretta di benzina in camera di scoppio utilizzante la tecnologia della "carica stratificata" (di cui ha dato notizia, per la sua eccezionale attualità, anche Quattroruote di gennaio 1992).

All'epoca, la scelta di dotare della iniezione diretta un motore due tempi, anziché un quattro tempi, fu adottata perché in questo modo tutti gli svantaggi del "due tempi" rispetto al "quattro tempi" si sarebbero potuti minimizzare, mantenendone però nel contempo i numerosissimi vantaggi (che oggi -giugno 2002- stanno consentendo, ad esempio, alle moto GP due tempi 500 cc di competere ancora con qualche speranza contro le nuove quattro tempi GP di cilindrata doppia, ovvero 1.000 cc)

I più recenti sviluppi della tecnica della immissione diretta di benzina in camera di scoppio, per i motori con accensione a scintilla (da non confondersi con i diesel, per favore), convalidano ampiamente la validità di questa modalità di alimentazione (vedi, ad esempio le  realizzazioni in questo campo di AUDI 4T, Mitsubushi 4T, Alfa Romeo 4T ed Aprilia 2T). Vedi anche: http://www.allpar.com/neon/stroke.html e http://www.orbeng.com.au/orbital/directinjection/dioverview.htm.

Ecco, per chi volesse approfondire l'argomento "motori a scoppio a due tempi ad iniezione diretta per uso automobilistico", ecco il link diretto ad un documento del 2000 con i risultati di una sperimentazione originale della Orbital Engine Co., condotta facendo percorrere a 100 autovetture dotate di motori sperimentali, un totale di circa 5.000.000 di km.: SAE Paper (richiesto Acrobat Reader, scaricabile gratis da http://www.adobe.it/products/acrobat/readstep2.html).

Il sito della Orbital è a questo indirizzo http://www.orbeng.com.au/orbital/index.htm 

Chi è particolarmente interessato può anche effettuare ricerche sul web con chiave: "Orbital direct injection two strokes"

E poi, ci sono anche le recenti realizzazioni della Mercury marine: http://www.mercurymarine.com/optimax2

   

Nonché il recentissimo brevetto (2004) della italianissima LucanEngine s.r.l di Potenza, che si caratterizza sia per l'approccio estremamente "galileiano" che ha consentito una geniale ed efficace soluzione di problemi annosi altrimenti quasi irresolubili, nonché per la estrema semplificazione della trasformazione per la Direct-Injection anche di motori preesistenti di struttura non modernissima.

   

"...Una azienda "italiana", ragionando sulle problematiche dell'iniezione diretta di benzina nella camera di scoppio dei motori due tempi ha risolto praticamente tutti i problemi connessi.

Ora è possibile trasformare in una unità funzionante a carica stratificata praticamente qualsiasi motore due tempi senza appesantirne la semplice struttura che ne consente un elevato rendimento.

E l'inquinamento viene mantenuto entro i limiti di legge.

Il tipo di approccio adottato per definire il nuovo progetto (brevettato) somiglia abbastanza al metodo che usai io per definire le regole del DSR: riapprocciare tutti gli aspetti del problema completamente da zero, usando un metodo "galileiano" facente uso di dati sperimentali attendibili dai quali estrarre tutti i numeri caratterizzanti gli elementi in gioco. Tutto ciò, trasportato in hi fi, significa rendersi conto che l'ascolto di un sistema stereofonico è sicuramente molto differente da quello di un sistema monofonico e che quindi,  piuttosto che incaponirsi sulla massimizzazione di parametri classici (quale la dispersione, ad esempio, che invece di essere aumentata a dismisura deve essere opportunamente orientata e ridotta) si dovevano stabilire criteri del tutto nuovi.

Nel campo dei motori è consistito invece nel prendere atto che la vaporizzazione del combustibile in camera di scoppio non era possibile affidandosi solo alla sua "atomizzazione" ed a controcorrenti che sarebbero state comunque insufficienti. Ed ecco quindi introdurre il concetto di "vaporizzazione causata dal calore della superficie interna della testata", verso la quale lo spruzzo di combustibile viene indirizzato con decisione, in una camera nella quale, invece di massimizzare lo swirl come era stato fatto fin'ora, i gas vengono mantenuti "stratificati" il più a lungo possibile..."  R.G.

   

   

1 luglio 2008

   

Su Quattroruote n° 633 di Luglio 2008:

   

- A pag. 18 si legge di un record di bassi consumi stabilito dal Sig.  Ferdinando Spadoni di Milano utilizzando la sua Volkswagen Polo 1.4 FSI (con motore a benzina ad iniezione diretta in camera di scoppio)

- A pag.106 si legge della nuovissima Ferrari California Coupé-Cabrio dotata di un motore V8 da 4,3 litri e 460 CV, dotato di iniezione diretta di benzina in camera di scoppio.

- A pag.114 si legge delle nuove Porsche 911 con motori 6 cilindri boxer da 3,6 litri e 345 CV e 3,8 litri e 385 CV, entrambi con iniezione diretta di benzina in camera di scoppio.

   

Che qualcuno si stia finalmente accorgendo che consumare un po' meno non è un delitto...?

E che l'iniezione diretta può aiutare non poco...?

   

A quando gli ecologici motori ad iniezione diretta a due tempi (molto più leggeri ed economici dei corrispondenti quattro tempi) sulle nostre auto...?

Dovremo aspettare altri trentacinque anni? 

Temo di sì...


Breve scheda tecnica del motore della mia tesi del 1973
         
- Motore a ciclo Otto, due tempi (senza valvole, uno scoppio per cilindro ad ogni giro dell'albero motore).
- Accensione senza spinterogeno, con tre bobine A.T. (Una ogni due cilindri,
  una scintilla ad ogni passaggio ai due punti morti di ciascun pistone).
- Sei cilindri orizzontali contrapposti (disposizione "boxer").
- Raffreddamento forzato ad aria, con ventola azionata dal motore.
- Due alberi motore, uno ogni tre cilindri.
- Alberi motore su sei cuscinetti a sfere ciascuno, corredati di opportuni anelli di tenuta.
- Accoppiamento tra gli alberi con una coppia di ingranaggi cilindrici.
- Frizione monodisco a secco.
- Testa di biella su cuscinetto a rulli, piede su bronzina.
- Lubrificazione forzata dei cuscinetti di banco e delle teste di biella, con serbatoio olio separato..
- Condotti di lubrificazione per pistoni e cilindri.
- Lubrificazione del piede di biella forzata e a sbattimento.
- Dispositivo di drenaggio e recupero delle frazioni di olio depositantesi nel carter.
- Iniezione diretta di benzina in camera di scoppio a carica stratificata dalla turbolenza,
  secondo i brevetti USA 2.882.873 e 3.154.059 di J.E.Witzkv, con aggiunta di parziale controllo dell'aspiraz¡one.
- Pompa di iniezione con sei cilindri separati, uno per ogni cilindro-motore.
- Aspirazione controllata dal pistone.
- Testata a turbolenza centrale in blocco ogni tre cilindri.
- Pompa di iniezione mossa da cinghia dentata in gomma.
- Pompa dell'olio di lubrificazione, alternatore e ventola di raffreddamento mossi da cinghie trapezoidali in gomma. 
             

Sezione sul piano degli alberi, del blocco motore, gruppi termici e frizione,

esclusi i sistemi di alimentazione, accensione, lubrificazione e raffreddamento.

    

          

Sezione di un cilindro-testata, con i condotti di aspirazione, lavaggio e scarico,

iniettore della benzina e candela di accensione.


Giornalista tecnico per le Edizioni Suono dal 1972 al 1979, dapprima come tecnico di laboratorio e redattore, poi (in qualità di dirigente) come direttore tecnico di Stereoplay (dal 1973 al 1979. Con la responsabilità del coordinamento e della verifica di tutti gli articoli tecnici comprese le prove). Fonda insieme a Giammaria Lojodice (socio e progettista della Galactron di Roma) e Giancarlo Gandolfi (direttore tecnico della RCF di Reggio Emilia) la Casa costruttrice dei diffusori acustici Audiolab, progettando per questo marchio i diffusori Delta 3  e Delta 4, negli anni dal 1974 al 1978.

     

Il pannellino (di ferro, verniciato in Nextel 3M)

dei morsetti d'ingresso delle Audiolab Delta 3

          

  

Le Audiolab Delta 4

   

Direttore Ricerca e Sviluppo della ESB spa di Aprilia (azienda costruttrice e distributrice di apparecchi Hi-Fi e Car-Stereo) dal 1979 al 1985, progetta decine di prodotti di successo: (Serie LD New Generation (6 modelli), XL (4 modelli), CS (4 modelli), DCM (5 modelli), QL (4 modelli), Harmony (6 modelli), FX (4 modelli), LM (1 modello)) fra i quali, nel 1981, la innovativa "serie 7 DSR" (7 modelli), che riscuote un grande successo di critica e di vendite sia in Italia che negli USA.

Negli anni '70 progetta anche una serie di diffusori per la Akai (M200 e M300) e negli anni '80 una innovativa spia da palco di alta potenza per la italiana Lem (con componenti JBL e risposta in frequenza simile a quella della piccola Yamaha NS-10), che viene utilizzata al Festival di San Remo.

Negli anni '90 introduce la nuova filosofia di emissione NPS (Natural Perspective System, evoluzione del DSR) e progetta per la Aedon Audio i modelli NPS-1, NPS-2, NPS-3 e, nel 1994, NPS-1000 (ora Giussani-Research NPS-1000).

   

La Serie 7 DSR della ESB (prima della introduzione del modello 7/01)

    

Il DSR della serie 7 ha dato il via ad una filosofia di progetto che ha avuto seguito sia in Italia che all'estero. Socio fondatore della casa editrice Technimedia srl dal 1981, corresponsabile di tutte le decisioni editoriali, è tornato a tempo pieno all'editoria specializzata nel 1985. Dopo una fase di intensa collaborazione ad Audio-Review (dal 1981 al 1992), durante la quale ha scritto sia una lunga serie di "prove" di prodotti commerciali che di articoli di elettoacustica e sulla progettazione dei sistemi di altoparlanti Hi-Fi, dal 1987 al 1990 è stato responsabile editoriale e direttore della testata della prima rivista al mondo sull'orologeria. Cedute le quote della Technimedia nel 1990, pur continuando a collaborare ad Audio Review fino al 1992 (nel ruolo di responsabile del settore altoparlanti, prove comprese) ha fondato la casa editrice Argò srl che pubblica, fra l'altro, le riviste mensili specializzate in orologeria l'Orologio (dal 1992) e Chrono World (dal 1994). 

            

Il mensile di Alta Orologeria l'Orologio

                 

                     

   

   

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