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Cose che potrebbero spiegare anche perché quando gli ampli sono di bassa potenza, a parità di potenza massima erogabile sul carico utile suonano meglio quando la cotroreazione è di meno. 
Semplicemente perché, quando lavorano con segnali musicali su carichi reali, la richiesta di corrente massima in occasione dei "transienti più difficili" è inferiore rispetto a quando la cotroreazione è maggiore e quindi il DF è più alto...

Tra l'altro questo spiegherebbe anche perché, spesso, "ampli con poca controreazione capaci di fornire tensioni bassine" (ovvero corrispondenti potenze bassine), anche se non sono dimensionati per fornire correnti elevatissime (come molti ampli a valvole) riescano a "cavarsela" lo stesso, dato che su qualsiasi carico la richiesta di corrente sarà comunque limitata dal basso DF e dalla bassa tensione fornita. 

Mentre, diversi ampli "di alta potenza" (ovvero capaci di fornire tensioni elevate su 8 ohm, ma magari non correnti congruenti, come ad esempio certi "professionali" dotati di alti DF ma brutta CCL), quando collegati a carichi reali , e corrispondentemente all'alta tensione fornita gli viene richiesta una corrente molto alta,  finisce che "suonino male".

Insomma: Molte orecchie che girano per i vari forum avrebbero "capito" di più di tanti supertecnici "talebani" un po' troppo faciloni (onde evitare incomprensioni specifico che con questa frase mi riferisco sia ai tecnici che preferiscono e magari propongono ampli con DF>5000  http://www.crownaudio.com/amp_htm/mai.htm, ridotti a ben più realistici valori dopo solo un metro di cavo, che a quelli amanti di DF=4

o addirittura "1", misurato da me su questo: http://www.china-hifi-audio.com/music-angel-meng-yue-minil4-el846p144-pushpull-tube-amplifier-p-251.html)...

 

Però, se a quanto sopra aggiungiamo cosa succede alla risposta in frequenza di un ampli a seconda della sua resistenza interna quando viene collegato ad una cassa acustica, come ad esempio una NPS-1, caratterizzata dalla impedenza seguente:

il quadro si complica talmente, da non poter capire più se quando usiamo un ampli caratterizzato da "controreazione nulla" (oggetto mitologico) stiamo ancora parlando di qualcosa che possa essere ancora definito Alta Fedeltà.

Insomma... Sembra proprio che l'Hi-Fi non possa prescindere dalla regola aurea di funzionamento del mondo. Ben espressa dalle Ensteiniane teorie della relatività.

Il funzionamento migliore possibile, quando si rinuncia ai miracoli, per qualsiasi sistema tecnologico reale è sempre quello offerto da un "intelligente compromesso".

La fisica quantistica non c'entra. Basta la legge di Ohm.

Renato Giussani Web Site

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